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Il programma della settimana contro l’omofobia

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Domenica 18 maggio culto per le vittime dell’omofobia organizzato da “Fiumi d’acqua viva”

Domenica 18 maggio alle ore 10.30 presso la Chiesa evangelica valdese di Firenze (Via Micheli, angolo Via Lamarmora) avrà luogo il culto per le vittime dell’omofobia e della transofobia. L’evento è organizzato, per il quarto anno di seguito, dall’Associazione cristiana “Fiumi d’acqua viva – Pace, Giustizia e Salvaguardia del Creato” e vedrà l’adesioni di credenti di quasi tutte le confessioni cristiani del capoluogo toscano. Il versetto biblico scelto per questo anno e suggerito dal teologo ed ecumenista valdese Paolo Ricca è: «Perciò accoglietevi gli uni gli altri, come anche Cristo vi ha accolti per la gloria di Dio» (Romani 15,7).
“Per il quarto anno di seguito siamo fieri di organizzare questa iniziativa – dichiara Marta Torcini, Presidente di “Fiumi d’acqua viva” – che, lo ricordiamo, nasce in ambito protestante nel 2007 e che ora, sotto varie forme, coinvolge numerosi gruppi, associazioni e chiese in varie parti del mondo. Il tema di quest’anno riguarda l’accoglienza reciproca che ci è comandato di fare in quanto figli e figlie di Dio al di là di qualsiasi caratteristica personale. Purtroppo possiamo vedere quanto questo sia disatteso in un paese così diviso ed egoista come l’Italia in cui l’omofobia, il razzismo, il classismo, il sessismo e lo specismo sono ben lungi dall’essere non solo sconfitti ma anche solo affrontati con serietà.»
Per informazioni ed adesioni: www.fiumidacquaviva.orgfiumidacquaviva@gmail.com – 329.3276430 (Marta)

Consulta per il Contrasto all’Omotransfobia e per i diritti delle persone LGBTI, sabato in Palazzo Vecchio resoconto di un anno di attività

Agostini e Locchi: “Un’occasione per far conoscere le migliori pratiche per garantire diritti e contrastare principi omotransfobici ”

Sabato 8 febbraio nella  Sala della  Miniatura di Palazzo Vecchio, dalle 10 alle 13, la “Consulta Comunale per il contrasto dell’ Omotransfobia e per i diritti delle persone LGBTI”, promuove un confronto tavola rotonda ad un anno di avvio della propria attività. Due le tematiche che saranno approfondite, il diritto alla salute ed il diritto alla formazione. Il confronto sarà con l’assessora all’ Educazione e alle Pari Opportunità Cristina Giachi per condividere gli impegni futuri dell’amministrazione sul fronte della formazione. Porteranno la propria esperienza i rappresentanti delle Direzioni Didattiche, in particolare delle scuole che attuano percorsi educativi antidiscriminazione nell’ambito di “Chiavi della Città”. La Consulta, presieduta dai consiglieri Susanna Agostini e Alberto Locchi è composta da rappresentati delegati dalle seguenti undici associazioni e gruppi attivi e riconosciuti in Città: Rete Genitori Rainbow, Famiglie Arcobaleno, Avvocatura per i diritti LGBT, Azione Gay e Lesbica, Arcilesbica Firenze, Rete Lenfort, “Fiumi d’Acqua Viva”, Agedo Toscana, Gruppo Intersexioni, GGG Gruppo Giovani GLBTI*Firenze, Gruppo Spos* in fuga , Ireos. Porterà il proprio contributo alla tavola rotonda, l’assessora al wellfare e vicesindaco del Comune di Firenze, Stefania Saccardi. Insieme alla vicesindaco ci sarà un referente dirigente della gestione dei Servizi Territoriali per monitorare il presente e condividere inedite buone pratiche nei servizi integrati sociosanitari. “Lo scopo- spiegano Agostini e Locchi-  è di saper rispondere a nuovi bisogni evidenziatisi in questi anni di esperienza”. La Consulta esporrà le cose fatte, con la volontà di consolidare un più stretto contatto con i diretti referenti amministrativi, front office dei bisogni emergenti. “L’obiettivo – concludono Agostini e Locchi- che ci poniamo è quello di attuare insieme, associazioni e istituzioni, la “Strategia Nazionale Antidiscriminazioni per le persone LGBT”, promossa dal Ministero delle Pari Opportunità tramite l’UNAR, volta a promuovere una politica inclusiva delle/i cittadine/i lesbiche, gay, bisessuali, transessuali/trans gender, e aggiungiamo noi, intersex. Contrastando ogni disuguaglianza.”

Indignazione di “Fiumi d’acqua viva” per la manifestazione omofoba in programma a Palazzo Vecchio il 19 gennaio

La Segreteria Nazionale dell’Associazione Cristiana “Fiumi d’acqua viva – Pace, Giustizia e Salvaguardia del Creato“, che ha la propria sede a Firenze, esprime tutta la propria indignazione per la concessione del Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio da parte del Sindaco di Firenze Matteo Renzi all’associazione omofoba Manif pour Tous per lo svolgimento di un convegno contro i diritti delle persone omosessuali e per la difesa della “famiglia naturale”. Nel sito ufficiale di questa associazione che si richiama a “valori cristiani” si legge: “L’Associazione nasce in stretto legame con l’omonima realtà francese con lo scopo di mobilitare i cittadini italiani di tutte le confessioni religiose, politiche e culturali e risvegliarne le coscienze in merito alle problematiche riguardanti le recenti leggi su omofobia e transfobia, teoria del gender, matrimoni e adozioni a coppie omosessuali. Il suo scopo è garantire la libertà di espressione, preservare l’unicità del matrimonio tra uomo e donna e il diritto del bambino ad avere un padre ed una madre.”
“Dietro questa finzione della necessità di tutelare la libertà d’espressione si nascondono pulsioni di natura profondamente anti-cristiana e fascistoide – dichiara la Presidente di “Fiumi d’acqua viva”, Marta Torcini – che sono intollerabili in Italia e in modo particolare a Firenze. E’ lo stesso tentativo di mistificare la realtà, di far passare i perseguitati da persecutori che caratterizzò il regime nazista grazie al ministro del Terzo Reich Goebbels: non erano perseguitati gli ebrei, erano gli altri tedeschi ad essere in pericolo per la congiura ebraica e qualunque dissenso all’estero veniva visto come attentato alla libertà d’espressione e al popolo tedesco. Manif pour tous segue esattamente le stesse tecniche mistificatorie: qui non è in gioco – precisa Torcini – la libertà di avere opinioni, anche religiose, diverse sulle persone omosessuali ma di avere una libertà di dire che queste persone sono malate, che dovrebbe essere messe fuori legge e che la famiglia “normale” è in pericolo per colpa di queste persone additandole al pubblico disprezzo. Ci stupiamo che il Sindaco di Firenze Matteo Renzi – conclude la Presidente – che pure si richiama ad una dimensione cristiana nella sua vita politica permetta dentro Palazzo Vecchio una manifestazione d’odio, intolleranza e mistificazione dichiarando in questo modo una scelta dell’Amministrazione Comunale molto chiara a cui va tutto il nostro biasimo. Invitiamo tutti i cristiani a rispondere a questo triste evento per Firenze pregando sul versetto dell’Apostolo Giovanni: Nell’amore non c’è paura; anzi, l’amore perfetto caccia via la paura, perché chi ha paura teme un castigo. Quindi chi ha paura non è perfetto nell’amore. (1 Gv. 4,18)”
La Segreteria Nazionale di “Fiumi d’acqua viva” comunica anche di aver aderito alla manifestazione indetta dalle associazioni LGBT fiorentine sotto Palazzo Vecchio alle ore 11 di domenica 19 gennaio dove sarà rappresentata da alcuni volontari.

“Fiumi d’acqua viva” a fianco delle persone sieropositive e per la prevenzione contro l’Hiv/Aids

volantino_primodicembrefdavL’Associazione cristiana “Fiumi d’acqua viva – Pace, Giustizia e Salvaguardia del Creato” partecipa domani, 1° dicembre, alla giornata mondiale per la lotta all’HIV/AIDS invitando tutti i credenti a pregare secondo la Parola di 2Corinzi 12,9: “La mia potenza si dimostra perfetta nella debolezza” dice il Signore.
“La nostra associazione desidera porre all’attenzione e alla preghiera di tutti e di tutte, le persone malate ed afflitte da questo morbo – dice Marta Torcini, Presidente Nazionale di “Fiumi d’acqua viva” – e vuole ricordare che usare il preservativo è un gesto d’amore cristiano e di tutela per la propria salute e per quella degli altri. Ci stiamo attivando per promuovere e sostenere progetti di prevenzione delle Malattie a Trasmissione Sessuale (MTS) e di sostegno ai sieropositivi perché cada lo stigma sociale – inumano, ingiusto ed assolutamente non cristiano – nei confronti di questi fratelli e di queste sorelle”.
fiumidacquaviva@gmail.comhttp://www.fiumidacquaviva.org

Per scaricare il volantino clicca qui.

Roma – ancora un attacco del terrorismo omofobico

Giampaolo Pancetti, Segretario di “Fiumi d’acqua viva”

<<Roma. Nuovo suicidio di un giovane omosessuale nella capitale. Un ragazzo di 21 anni si è tolto la vita lanciandosi nella notte tra sabato e domenica dall’undicesimo piano del comprensorio Pantanella, l’ex pastificio di via Casilina a Roma. “Sono gay – ha lasciato scritto il giovane in un biglietto – l’Italia è un Paese libero ma esiste l’omofobia e chi ha questi atteggiamenti deve fare i conti con la propria coscienza”>>. (Fonte: http://roma.repubblica.it/cronaca/2013/10/27/news/giovane_si_suicida_nella_lettera_sono_gay_e_si_lancia_dal_comprensorio_pantanella-69577428/ ultimo accesso: 28 Ottobre 2013, ore 23:00)

Così comincia l’articolo di Repubblica del 28 Ottobre 2013. A voler commentare questo tragico evento si rischierebbe di dire le solite banalità. Proverò allora a farmi qualche domanda, nella speranza di trovare con voi qualche risposta. E prima di tutto mi chiedo, a questo punto, quale consolazione per un padre e una madre che all’improvviso si vedono portare via la vita del proprio figlio? Dovrei forse colpevolizzare la loro disattenzione o forse di non aver colto i segnali di un figlio al quale avrebbero, volontariamente o involontariamente impedito di confidare loro la propria omosessualità e di chiedere aiuto, con il suo terrore di vedersi rifiutato proprio dalle sue amate radici?

Forse dovrei colpevolizzare i suoi amici, o i suoi non-amici che lo hanno spinto a questo gesto insano, con la loro emarginazione e con chissà quali vessazioni e soprusi?

O forse dovrei colpevolizzare proprio questo ragazzo, incapace da una parte di affrontare con coraggio e dignità, la verità su se stesso, arrendendosi alla disperazione? Colpevole proprio di essere gay, che come ci ricorda la santa Chiesa Cattolica <<benchè non sia in sè peccato, costituisce tuttavia una tendenza, più o meno forte, verso un comportamento intrinsecamente cattivo dal punto di vista morale. Per questo motivo l’inclinazione stessa dev’essere considerata come oggettivamente disordinata>> (Cura pastorale delle persone omosessuali – Lettera ai vescovi della Chiesa Cattolica n. 3)? Dunque colpevole di essersi arreso ad una inclinazione oggettivamente disordinata! Colpevole di se stesso!

Ma se Chiese cristiane, quali la Chiesa Cattolica e le Chiese protestanti Pentecostali (per citarne due tra le più diffuse nel mondo) sono le prime a condannare non solo gli atti omosessuali, ma anche lo stesso essere omosessuale (con una distinzione, mi viene da dire piuttosto ridicola e arbitraria), allora  chi proclamerà il Vangelo della buona notizia, la potenza d’amore di Dio che ci libera dalla schiavitù del pregiudizio, della violenza e dell’indifferenza?

Oggi, si legge, la procura ha aperto su questo fatto un fascicolo per istigazione al suicidio. È un passo avanti contro il fatalismo di un tragico atto. Però mi chiedo: non dovremmo dire più chiaramente che non si tratta di suicidio, e che è ancora troppo poco classificare questo evento come istigazione al suicidio? Forse, non è neppure sufficiente dire che si tratta di omicidio.

Quello accaduto è un attacco terroristico, parte di una strategia guerresca non organizzata. No, non ci rendiamo conto che siamo in guerra. Una guerra terroristica, fatta di incappucciati che non combattono a viso scoperto. Talvolta la violenza è un pestaggio, talvolta è una lettera anonima, talvolta sono le continue risatine e prese di giro sul posto di lavoro, lo scherno dei cosiddetti amici che ti fanno sentire sempre e comunque inadeguato. La colpa non è una legge sbagliata o un vuoto legislativo. Forse non abbiamo bisogno prima di tutto di legalizzare il matrimonio gay, nè di inasprire le punizioni per omofobia. È ancora troppo comodo rimandare la colpa alle istituzioni che non intervengono e che non fanno leggi adeguate.

Invece io voglio dire che la colpa è tua, tua di te che leggi in questo momento, tua che non ti rendi conto della guerra in atto e che in questa guerra non c’è posto per la neutralità, tua perchè non fai niente affinchè si diffonda una nuova cultura e una nuova mentalità di accoglienza di quello che definiremmo “diverso”, tua che non fai niente per abbattere il muro del giudizio, del pre-giudizio e della solitudine.

Certo, le istituzioni, la legge devono fare la loro parte. Noi dobbiamo fare la nostra a cominciare dal linguaggio. Basta continuare a parlare di omosessualità! È riduttivo riassumere il complesso di emozioni, desideri e sentimenti di un essere umano alla visione sessuale. Sarebbe già qualcosa parlare di omo-affettività, con un accento maggiore su sentimenti di amicizia, sensibilità e amore. Ho conosciuto una infinità di persone omosessuali, so quanto siano capaci di amore, quanto siano sensibili, e quanto forte fosse la loro spiritualità. Mi hanno aiutato a capire meglio quel Gesù che voleva abbattere le divisioni di ogni tipo, tra religiosi e pagani, schiavi e liberi, uomini e donne… eteroaffettivi e omoaffettivi!

Non posso concludere senza un pensiero rivolto al babbo e alla mamma di questo ragazzo. Non chiudetevi nella colpa. Non avete colpa. Nessuna colpa. E neanche cercate la mano del terrorista. Anche lui è figlio di questa mentalità distruttiva. C’è una guerra in atto e se adesso non scendete in guerra a fianco di questo vostro figlio martire, che ha dato la vita per la pace, se non imbracciate le armi della lotta per una nuova visione dell’integrazione e della non-emarginazione, allora la vostra colpa sarà davvero di averlo lasciato solo, solo, solo. E la logica del terrorismo omofobico ancora una volta avrà vinto.

Giampaolo Pancetti

Solidarietà al Segretario della REFO per gli atti omofobi subiti

L’associazione Fiumi d’Acqua Viva – Pace Giustizia e Salvaguardia del Creato, esprime la solidarietà di tutti i soci e dirigenti al Segretario della REFO Valentino Coletta, per gli odiosi atti omofobi di cui è stato vittima. E’ ormai giunto il momento che l’omofobia venga riconosciuta  per quello che è, cioè violenza discriminatoria e razzista, che nega i fondamentali diritti della persona. Gli atti di violenza motivati da omofobia sono infatti la manifestazione di una intolleranza inaccettabile, in particolare per noi credenti, profondamente convinti che l’Amore divino non discrimina mai fra le sue creature. Ci auguriamo che i criminali che hanno agito vengano rapidamente trovati e puniti. Non possiamo però esimerci in questa ennesima dolorosa occasione  dallo stigmatizzare il comportamento del nostro Parlamento, che ormai da troppo tempo rinvia l’approvazione di una legge che consideri l’omofobia non come semplice aggravante di altri reati di violenza, ma come reato autonomo, particolarmente odioso perché rivolto contro una componente della persona, la sua sessualità, che ne costituisce l’intima essenza. Esprimiamo la nostra solidarietà anche alla REFO, a cui ci sentiamo uniti da legami storici e di comune origine.

La Presidente di Fiumi d’Acqua Viva
Dott.ssa Marta Torcini

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Il comunicato della REFO: http://refoitalia.wordpress.com/2013/08/02/attacchi-ed-insulti-omofobi-al-segretario-refo/

“Lei disse si”

Vannucci (Pd): “Auspico che grazie alla storia di Ingrid e Lorenza si riesca a parlare semplicemente di coppie e non di coppie omosessuali”

Pubblichiamo il comunicato stampa del consigliere comunale di Firenze Andrea Vannucci, che verrà discusso alla prossima riunione della Consulta LGBT del Comune. Riteniamo che possa essere fonte di gioia per molti e di riflessione per i tanti che ancora considerano le persone omosessuali come “deviati” e “pericolosi per la morale”. Per parte nostra siamo convinti, come dice Vannucci, che si debba parlare solo e semplicemente di coppie e che il riconoscimento di uguali diritti alle persone LGBT non sia una graziosa concessione ma un dovere della comunità umana. Anche noi siamo convinti che “gay rights are human rights” (Hillary Clinton) e che ogni riconoscimento dovuto di diritti sia un passo verso la Pace e l’unione di tutte le creature.

La comunicazione del consigliere in Consiglio comunale:
“Mi è sembrato giusto e necessario che questa Aula, in cui trova rappresentanza tutta la nostra città, fosse messa a conoscenza di una bella storia, una storia di amore e non solo. Lo scorso 21 giugno due nostre concittadine, Ingrid e Lorenza, Lorenza e Ingrid, hanno detto sì, si sono unite in matrimonio. Lo hanno fatto in Svezia perché in Italia non è possibile sposarsi tra persone dello stesso sesso. Adesso le attende un lungo iter procedurale e, molto probabilmente, dovranno anche passare per qualche pronuncia giurisprudenziale. La loro storia che,per scelta, è diventata pubblica attraverso l’apertura di un blog, leidissesi.net con relativa pagina facebook (con oltre 4000 fan), che racconta i sei mesi di preparativi che hanno preceduto il sì. Presto, grazie a una raccolta fondi dal basso, sarà anche un documentario. La storia di Ingrid e Lorenza ha infatti mobilitato molte coscienze e buona parte dell’opinione pubblica del nostro paese e di conseguenza ha suscitato anche l’interesse dei media tradizionali locali e nazionali che si sono appassionati a questa storia che mi piace definire di “eccezionale semplicità”. La semplicità di una storia fatta di persone, di persone vere che hanno scelto un modo molto garbato, elegante, ma soprattutto allegro per approcciarsi a un tema troppo spesso affrontato dalla prospettiva errata. Una prospettiva che troppo spesso si è arrampicata fino ai massimi sistemi dimenticando che in realtà si tratta di storie autentiche, di voglia di condivisione di un percorso di vita vera e naturale di persone vere, in carne ed ossa. Ingrid e Lorenza, condividendo non solo con gli amici e i parenti, ma anche con la comunità all’interno della quale vivono questo loro passo importante, ci hanno fatto un regalo in tal senso. A tutti noi.Vorrei quindi ringraziarle di cuore per questa loro scelta, una scelta che sicuramente può contribuire a un approccio più sereno nell’affrontare la tematica dei cosiddetti diritti civili, una dicitura forse limitativa visto che anche Hillary Clinton si era spinta ben oltre dicendo che “gay rights are human rights”. Casualmente il sì di Ingrid e Lorenza è arrivato quasi in contemporanea con la pronuncia della Corte suprema americana sul medesimo tema. Una pronuncia salutata dallo stesso Presidente Obama come “uno storico passo avanti verso l’uguaglianza” Chiudo con un augurio, che, finalmente, anche grazie a storie come quella di Ingrid e Lorenza, si riesca finalmente a parlare semplicemente di coppie e non più di coppie omosessuali”.

ASSEMBLEA ANNUALE ASSOCIAZIONE FIUMI D’ACQUA VIVA – PACE GIUSTIZIA E SALVAGUARDIA DEL CREATO

E’ convocata, ai sensi degli articoli 14, 15 e 19 dello Statuto sociale, in data Venerdì 21 giugno 2013, presso il Centro Comunitario Valdese, via Manzoni 21, Firenze, alle ore 17,00 in prima convocazione e alle ore 18,00 in seconda convocazione, l’assemblea annuale dei Soci, con il seguente ordine del giorno:

1. Elezione del Seggio dell’Assemblea;
2. Discorsi del Presidente  e del Segretario uscenti;
3. Lettura delle Relazioni morale ed economica;
4. Discussione e osservazioni sulle relazioni;
5. Approvazione dell’operato della Segreteria;
6. Eventuali modifiche allo Statuto;
7. Presentazione delle candidature per la nuova Segreteria;
8. Elezione della nuova Segreteria;
9. Elezione del Collegio dei Revisori dei Conti;
10. Presentazione del programma per l’anno 2013 -2014;
11. Discussione e votazione eventuali atti e ordini del giorno;
12. Varie ed eventuali.

Seguirà una cena comunitaria.
Si informa che le candidature per la nuova segreteria devono pervenire all’indirizzo e-mail dell’associazione accompagnate da un breve curriculum entro il 5 giugno 2013. Tutti i soci in regola con le quote associative possono candidarsi.

Dato in Firenze, 16 maggio 2013

Il Presidente
Claudio CARDONE

La Segretaria
Marta TORCINI

L’impegno contro l’omofobia e il femminicidio deve essere un punto d’incontro ecumenico di tutte le chiese cristiane

Siamo nel pieno della settimana contro l’omofobia, ieri si è celebrata la giornata europea contro l’omofobia e i luoghi pubblici sono pieni di iniziative, consulte e chiese si esprimono contro la violenza. Questa mattina leggo i giornali e leggo le notizie, scritte molto in piccolo, che mi informano su due punti importanti: l’Italia non ha ratificato il Trattato di Ankara sui diritti, siglato nel 2011; la legge sul femminicidio è ancora al palo in Parlamento.
La crisi economica e i provvedimenti necessari e urgenti, la mancanza di lavoro a cui bisogna in qualche modo provvedere, l’assolutamente indispensabile riforma elettorale per poter ridare ai cittadini una vera libertà di scelta, sono tutte ottime ragioni per spiegare l’inattività di Governo e Parlamento sui violenza omofoba e femminicidio, ma sono anche ottime scuse.
La disgregazione sociale, che è contemporaneamente causa e conseguenza della violenza contro le persone LGBT e contro le donne, e in genere contro chi è percepito diverso, non può essere ricomposta da solo da provvedimenti economici contingenti che per di più non servono a sanare, ma solo a tamponare situazioni di emergenza. L’impegno del Parlamento in questi provvedimenti non giustifica in alcun modo la perdita di vite umane, la sofferenza di chi le violenze subisce ormai da troppo tempo. Si poteva e si doveva intervenire prima, si può e si deve intervenire ora. Lo dimostra la Francia, che pur avendo problemi non minori dei nostri è riuscita a rendere effettiva una legge che parifica completamente la relazione omosessuale a quella etero, e legittima il matrimonio per le coppie dello stesso sesso.
Non so se l’Italia arriverà allo stesso livello di civiltà. Personalmente sono fra quelle persone che come cittadine credono che il matrimonio, in quanto istituzione civile, possa essere esteso a tutti. Come credente e membro di una chiesa evangelica, credo che le chiese, tutte, debbano ancora fare della strada per arrivare a chiarirsi le idee.
La chiesa Valdese lascia alle comunità locali la decisione sulla benedizione delle coppie omosessuali (per noi il matrimonio non è un sacramento), con ciò manifestando la sua incapacità a dare un indirizzo, combattuta fra istanze più avanzate e legittime istanze conservatrici che devono ancora effettuare un percorso di elaborazione; la chiesa Luterana ha fatto una volta per tutte la sua scelta di accogliere in pieno le coppie omosessuali; la chiesa cattolica accetta l’omosessualità purché casta e senza riconoscimenti pubblici; altre chiese hanno posizioni variamente differenziate su questo argomento. Tutte indistintamente però condannano la violenza sulle donne e quella sulle persone LGBT.
Non solo, ma tutte le chiese esprimono questa loro condanna con iniziative quali conferenze, cerimonie religiose, veglie di preghiera, ognuna secondo la propria tradizione. Alcune, la chiesa Cattolica Romana in particolare, non si astengono neppure da interventi, talvolta anche pesanti e invadenti, sulle autorità civili per favorire o bloccare provvedimenti legislativi più o meno a loro favorevoli.
Allora chiedo: perché tanta timidezza su violenza omofoba e femminicidio? L’impegno civile dei membri di chiesa è da sempre considerato importante e forma anche di impegno religioso sia dalla chiesa Valdese che da quella Cattolica Romana. Allora perché le chiese in prima persona, attraverso i loro membri e le loro istituzioni sono così timide nel chiedere (addirittura non chiedono!) alle autorità civili, le sole che possono emanare provvedimenti efficaci di prevenzione e repressione, un intervento deciso contro la violenza di genere?
Io credo che per una volta un atto davvero ecumenico, che unirebbe tutte le chiese su un punto così importante, farebbe bene alle chiese, alle comunità ecclesiali e alla società tutta, sia altamente auspicabile. Non è necessario essere d’accordo sui riconoscimenti: basterebbe per ora, essere almeno d’accordo e svolgere un’azione comune contro la violenza e a favore della tutela delle persone in quanto tali. Chiedo quindi a tutti quelli che condividono questo punto di vista di avvicinarsi e unirsi per fare pressione sulle nostre chiese, affinché a loro volta mettano tutto il loro peso sul piatto della bilancia dei loro rapporti con lo Stato per far approvare ALMENO LEGGI SPECIFICHE CONTRO LA VIOLENZA OMOFOBA E IL FEMMINICIDIO. Sarebbe un atto di grande azione nel nome di Cristo.

Marta Torcini, Segretario dell’Ass. Fiumi d’acqua viva

Stasera al cinema Principe di Firenze un film-documentario sull’omofobia in Uganda

Giovedì 16 maggio la nostra rappresentante nella Consulta GLBT contro l’omofobia del Comune di Firenze (di cui la nostra associazione è fondatrice) Marta Torcini ha incontrato durante la riunione dell’organismo stesso in Palazzo Vecchio Frank Mugisha, vincitore del premio Fondazione Kennedy per i diritti umani nel 2011. Frank è un giovane omosessuale ugandese che coordina una gruppo di associazioni contro l’omofobia in Uganda e si batte da anni affinché in Uganda non passi la legge omofoba che vorrebbe ripristinare addirittura la pena di morte per gli omosessuali. Nell’ambito della collaborazione fra la Consulta comunale e Fondazione Kennedy (RFK) su questo argomento questa sera (17 maggio) verrà proiettato alle ore 20.15 al cinema Principe di Firenze (Viale Matteotti) il film  “Call me Kuchu“, che racconta la vita di David Katos, il primo attivista dichiaratamente gay dell’Uganda e dei suoi colleghi. Introdurranno Kerry Kennedy Presidente della RFK, Cristina Giachi, Assessore alle Pari opportunità del Comune di Firenze e Frank Mugisha. L’ingresso è gratuito con offerta libera. Il ricavato andrà a sostenere le iniziative della RFK contro il bullismo omofobico e la nostra associazione sostiene, nell’ambito delle iniziative per la settimana contro l’omofobia, questa iniziativa.

Per leggere una scheda del film clicca qui.

Il 12 maggio scorso ci siamo ritrovati a Firenze per pregare per le vittime dell’omofobia

L’atto simbolico della rottura del vaso, del quale dopo la lettura della testimonianza vengono raccolti i cocci per deporli ai piedi di Cristo, è stato il momento centrale del culto di domenica 12 maggio nel tempio valdese di via Micheli a Firenze, per ricordare la violenza omofoba. Un vaso rotto dal peso del peccato e che può essere ricomposto solo dal collante dell’amore di Dio. Il culto è stato organizzato dalla nostra associazione, in accordo con l’indirizzo della Tavola Valdese e con l’attiva collaborazione, anche liturgica, della Parrocchia anglicana di rito veterocattolico “S. Vincenzo di Lerins”. Le testimonianze lette hanno portato all’attenzione dell’assemblea anche il disagio e la difficoltà di figli e figlie GLBT di fronte ai genitori e nella famiglia, oltre alla violenza che troppo spesso si manifesta contro le persone con un diverso orientamento sessuale. Significativo il sermone di Andrea Panerini, studente di Teologia in vista del ministero pastorale e predicatore locale, su Atti 16 che ha messo in risalto come la violenza, qualunque tipo di violenza, non sono quella omofoba, nasca dal rifiuto di accettare le persone diverse, con l’amore che Dio ci ha donato e ci chiede di donarci reciprocamente e ha posto la significativa domanda su che cosa sia la libertà. Paolo e Sila come la ragazza indemoniata in questo brano sembrano prigionieri e invece sono liberati dall’amore di Dio in Cristo mentre coloro che detengono il potere e si credono liberi finiscono per essere sempre stati prigionieri del peccato, della cupidigia, delle sbarre che imprigionano gli altri. Il coro della Chiesa valdese di Firenze ha guidato i canti, accompagnato all’organo dal maestro Riccardo Montinari.