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Elisa Cesan Portavoce Nazionale della Rete Primo Marzo

La Segreteria di “Fiumi d’acqua viva” è lieta di comunicare che un suo membro, Elisa Cesan, è stato eletto a un incarico nazionale così importante e invoca la benedizione dell’Eterno su Elisa per questo nuovo ruolo.

Per molti mesi, da quando Cécile Kyenge è diventata ministro, quell’incarico è rimasto vacante. Domenica 26 gennaio, il vuoto è stato colmato. La Rete Primo Marzo ha un nuovo portavoce nazionale: Elisa Cesan, classe 1978, laureata in scienze delle formazioni, educatrice professionale, già referente – assieme a Didier Arsene Brou – del comitato Primo Marzo Firenze.
La nomina è avvenuta nel corso dell’assemblea nazionale, convocata anche per avviare l’organizzazione della prossima Journée sans nous, la giornata senza immigrati (che dal 2010 è diventata un appuntamento imprescindibile per chi si occupa di immigrazione). «Sono onorata di ricoprire questo incarico – ci dice un po’ emozionata – perché credo fermamente nei valori dell’antirazzismo e dell’inte(g)razione sociale. Credo che la strada giusta da percorrere sia quella dei diritti di tutti per tutti per superare la contrapposizione tra noi e loro, per una piena espressione della nostra società meticcia». Elisa, originaria del Piemonte risiede da molto tempo a Firenze, dove da diverso tempo è attiva nell’associazionismo e svolge attività di volontariato con i migranti, Rom in particolare. È membro del Concistoro della Chiesa Valdese di Firenze e membro della Segreteria dell’Associazione cristiana “Fiumi d’acqua viva – Pace, Giustizia e Salvaguardia del Creato”. Raccogliere il testimone di Cécile Kyenge rappresenta una bella sfida. «Se dovessi diventare ministro pure io poi, ci sarà la corsa a fare il portavoce del Primo Marzo», scherza.

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Immigrati a immagine di Dio? Un percorso d’amore reciproco

Venerdì 24 gennaio 2014 alle ore 21:00 presso il Centro comunitario valdese di Via Manzoni, 21 a Firenze (pressi piazza Beccaria) avrà luogo il quarto appuntamento del ciclo di incontri dell’Associazione “Fiumi d’acqua viva – Giustizia, Pace e Salvaguardia del Creato“. Il tema della serata sarà: Immigrati a immagine di Dio? Un percorso d’amore reciproco. Non nascondiamoci: l’approccio con culture diverse dalla nostra è difficile e complesso! Noi cristiani, al di là delle ipocrisie, come ci comportiamo? Come ci dovremmo comportare?

Relatori della serata saranno la Presidente Marta Torcini ed Elisa Cesan, dell’Associazione “Fiumi d’acqua viva”, membro del Concistoro valdese di Firenze e operatrice nella Diaconia valdese fiorentina.

Per info: fiumidacquaviva@gmail.com – 3293276430 (Marta)

Per scaricare il volantino dell’iniziativa clicca qui

Il 10 maggio a Firenze serata contro la violenza

La violenza è stato il tema dell’incontro del 10 maggio organizzato dalla nostra associazione, in collaborazione con la Chiesa Anglicana di rito vetero cattolico e la Chiesa Valdese di Firenze, in occasione della settimana contro la violenza omofoba. La scelta di affrontare anche altri tipi di violenza è nata dalla considerazione che la violenza non è diversa se rivolta contro le persone GLBT piuttosto che contro le donne, contro i bambini piuttosto che di chi è di fede diversa. La sua origine essenziale è infatti sempre la stessa: il disconoscimento del valore degli altri.  Violenza sulle donne, sui bambini, sulle persone GLBT e sulle persone di diversa fede religiosa sono stati perciò i quattro temi affrontati. I dati emersi dalle relazioni (pubblicate in questo sito) sono agghiaccianti: la violenza sui più deboli e/o sui diversi è in aumento, soprattutto in questo periodo di crisi economica che si è innestata su una società già impoverita dall’assenza di valori, punti di riferimento, prospettive. Un vuoto all’interno del quale, come è stato sottolineato, la Parola di Cristo può trovare nuovo ascolto, a condizione che le Chiese sappiano capire le esigenze del mondo contemporaneo e inserirsi nelle sue contraddizioni non con volontà di proselitismo ma con spirito di servizio. Servizio che deve essere aiuto alle persone, sostegno spirituale e materiale, solidarietà e giustizia per le vittime della violenza. E’ necessario che le Chiese si impegnino per educare al rispetto, all’accoglienza, all’accettazione e infine alla comprensione che la diversità è ricchezza, la debolezza forza, e che il Signore ama tutte le sue creature e che quindi noi, anche se non riusciamo ad amarle come fa Lui, abbiamo il dovere almeno di rispettarle. L’evento è stato ospitato dalla Chiesa episcopale americana di Firenze, introdotta da una preghiera di Mark Dunnam, rettore di questa chiesa e conclusa da una orazione al Signore del fratello David Buttitta.

RELAZIONI (in aggiornamento)

Per leggere l’introduzione del Presidente Claudio Cardone clicca qui.

Per leggere la relazione di Marta Torcini sulla violenza contro le donne clicca qui.

Due eventi il 10 e il 12 maggio per la settimana di preghiera per le vittime dell’omofobia

In occasione della settimana di preghiera per le vittime dell’omofobia, l’Associazione “Fiumi d’acqua viva” (Pace, Giustizia e Salvaguardia del Creato), la Chiesa evangelica valdese di Firenze, la Chiesa episcopale americana di Firenze e la Chiesa anglicana di rito vetero-cattolico “S. Vincenzo di Lerins” di Firenze organizzano dal 10 al 12 maggio prossimo due eventi ecumenici per parlare dell’omofobia e della violenza nella nostra società.
Venerdì 10 maggio alle ore 20,30 presso la Chiesa episcopale americana di Firenze (Via Rucellai, 13 – pressi Stazione Santa Maria Novella) avrà luogo l’incontro su “Violenza e diversità“. Introdurrà la serata Claudio Cardone, presidente dell’Associazione “Fiumi d’acqua viva” mentre terranno delle relazioni Elisa Cesan della Chiesa evangelica valdese sulla violenza omofoba, Giampaolo Pancetti della Chiesa anglicana di rito vetero-cattolico “S. Vincenzo di Lerins” sulla violenza contro i credenti di altre fedi, la diacona Paola Reggiani della Diaconia valdese fiorentina sulla violenza contro i bambini e Marta Torcini dell’Associazione “Fiumi d’acqua viva” sulla violenza contro le donne. La serata avrà un momento iniziale di preghiera condotto da Mark Dunnam della Chiesa episcopale americana e uno conclusivo a cura di David Buttitta, della Chiesa evangelica valdese. Al termine della serata avrà luogo un piccolo rinfresco offerto dall’Associazione “Fiumi d’acqua viva”
Domenica 12 maggio alle ore 10,30 presso la Chiesa evangelica valdese di Firenze (Via Micheli angolo Via Lamarmora – pressi Piazza S. Marco) si terrà invece l’annuale culto per le vittime dell’omofobia con liturgia e predicazione a cura di Andrea Panerini, ex presidente di “Fiumi d’acqua viva” e studente in teologia in vista del ministero pastorale nella chiesa valdese. Vi saranno interventi e preghiere di membri dell’Associazione “Fiumi d’acqua viva” e della Chiesa anglicana di rito vetero-cattolico “S. Vincenzo di Lerins”.

Info:
fiumidacquaviva@gmail.comhttp://www.fiumidacquaviva.org
3293276430 (Marta) – 3487453594 (Claudio)

Tutti possono fare qualcosa per gli altri

Venerdì 28 Gennaio si è tenuto l’incontro biblico mensile dell’associazione Fiumi d’Acqua Viva. Dopo i saluti e le presentazioni abbiamo fatto la Preghiera d’Illuminazione con un testo di Goran Almsen, in seguito abbiamo pregato con il Salmo 41 e infine condiviso la parabola del Buon Samaritano dall’evangelo di Luca 10, 25- 17 dalla quale sono derivate le riflessioni di Elisa Cesan e Claudio Cardone, impegnati entrambi nel sociale, che hanno guidato il dibattito.
Il libro guida degli incontri è “Il Dio sconfinato” di E. Green (Claudiana) e partendo da questo testo, insieme alla parabola del Buon Samaritano, abbiamo parlato del nostro impegno come cristiani ad occuparci dei cosiddetti “ultimi” della terra verso i quali Dio “sconfina”.
Ci siamo interrogati su com’è possibile fare questo in una società che premia solo la produttività e l’interesse mediatico; in una società che preferisce omologare invece di valorizzare le differenze, che preferisce escludere invece di conoscere l’altro.
Il buon samaritano riconosce se stesso nell’altro e vive nella sua persona i comportamenti di Gesù e a ciò viene chiamato ciascun cristiano. Il samaritano di oggi dovrebbe perpetuare quell’atto d’amore incondizionato e riconoscere a tutti pari dignità usando una carezza, una parola, un consiglio, più in generale un qualsiasi utile sostegno. Questa parabola è attuale e significativa rispetto agli insegnamenti di Gesù perché ci ha portato, attraverso le scelte di vita e le esperienze professionali di Cardone e Cesan, a riflettere su temi quali le responsabilità sociali, l’inclusione, l’integrazione, il riconoscimento dell’altro diverso da sé e la sua accettazione, l’aiuto e il sostegno verso i più deboli e svantaggiati e a rilevare che la “famosa” frase “tutti possono fare qualcosa per gli altri” non sia un luogo comune, senza incappare in un inutile buonismo.
E’ stato evidenziato che con troppa facilità s’incolpa la società di non occuparsi dei più deboli e svantaggiati senza che i singoli riflettano sulle loro responsabilità individuali. E’ stato rilevato che l’ignoranza verso l’altro è un limite significativo perché crea dell’imbarazzo e situazioni spiacevoli fino al limite della legalità e oltre.
Non conoscere l’altro diverso da sé non agevola l’integrazione e l’aiuto reciproco ed è un limite all’agire per l’altro. Inoltre spesso ci si pongono molto domande prima di agire in favore dell’altro svantaggiato perché siamo mediaticamente influenzati da certe “politiche per l’esclusione” e abbiamo una profonda paura di essere fregati. Le fregature possono essere in agguato ma non devono diventare un deterrente per non agire in aiuto all’altro.
La serata si è conclusa con il Padre nostro e la benedizione  finale.

(e.c.)