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Il programma della settimana contro l’omofobia

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Condanna di “Fiumi d’acqua viva” verso gli atti omofobi contro Chiese valdesi a Roma e Bergamo

La Segreteria Nazionale dell’Associazione cristiana “Fiumi d’acqua viva – Pace, Giustizia e Salvaguardia del Creato” esprime il suo profondo sdegno, la propria ripulsa e la propria preoccupazione per gli episodi di intolleranza omofoba che sono accaduti nei giorni scorsi a Roma e Bergamo contro due chiese valdesi che stanno organizzando delle iniziative di preghiera pubblica proprio in occasione della giornata mondiale contro l’omofobia del prossimo 17 maggio. A Roma svastiche, croci celtiche e scritte “No froci” oltre ad una estesa e spregevole imbrattatura sulla facciata della Chiesa e sulla bandiera arcobaleno lì esposta. A Bergamo scritte offensive e irripetibili sopra i manifesti che annunciavano la veglia contro l’omofobia che avrà luogo domani, 16 maggio, alle ore 20.45.
«Siamo indignati senza riserve e profondamente solidali con le due comunità valdesi coinvolte da queste barbarie, – afferma Marta Torcini, Presidente Nazionale dell’Associazione – questi segni sono l’indice che l’omofobia è lungi dall’essere “sconfitta” e “superata” nel nostro paese e che le iniziative di contrasto all’omofobia e di preghiera per le vittime di quest’odio sono ancora più necessarie anzi indispensabili. Noi pregheremo anche per le menti che hanno partorito simili enormità e questo odio, perché il Signore le perdoni e le illumini e non ci faremo intimidire, proclamando sempre e comunque l’Evangelo, che è Parola d’amore e di rispetto, e invitando tutti e tutte al culto per le vittime dell’omofobia che terreno il 18 maggio, domenica prossima, alle ore 10.30 a Firenze nella Chiesa valdese di Via Micheli o alle iniziative di Bergamo, Roma e del resto d’Italia per dire no a questa barbarie anticristiana».

Consulta per il Contrasto all’Omotransfobia e per i diritti delle persone LGBTI, sabato in Palazzo Vecchio resoconto di un anno di attività

Agostini e Locchi: “Un’occasione per far conoscere le migliori pratiche per garantire diritti e contrastare principi omotransfobici ”

Sabato 8 febbraio nella  Sala della  Miniatura di Palazzo Vecchio, dalle 10 alle 13, la “Consulta Comunale per il contrasto dell’ Omotransfobia e per i diritti delle persone LGBTI”, promuove un confronto tavola rotonda ad un anno di avvio della propria attività. Due le tematiche che saranno approfondite, il diritto alla salute ed il diritto alla formazione. Il confronto sarà con l’assessora all’ Educazione e alle Pari Opportunità Cristina Giachi per condividere gli impegni futuri dell’amministrazione sul fronte della formazione. Porteranno la propria esperienza i rappresentanti delle Direzioni Didattiche, in particolare delle scuole che attuano percorsi educativi antidiscriminazione nell’ambito di “Chiavi della Città”. La Consulta, presieduta dai consiglieri Susanna Agostini e Alberto Locchi è composta da rappresentati delegati dalle seguenti undici associazioni e gruppi attivi e riconosciuti in Città: Rete Genitori Rainbow, Famiglie Arcobaleno, Avvocatura per i diritti LGBT, Azione Gay e Lesbica, Arcilesbica Firenze, Rete Lenfort, “Fiumi d’Acqua Viva”, Agedo Toscana, Gruppo Intersexioni, GGG Gruppo Giovani GLBTI*Firenze, Gruppo Spos* in fuga , Ireos. Porterà il proprio contributo alla tavola rotonda, l’assessora al wellfare e vicesindaco del Comune di Firenze, Stefania Saccardi. Insieme alla vicesindaco ci sarà un referente dirigente della gestione dei Servizi Territoriali per monitorare il presente e condividere inedite buone pratiche nei servizi integrati sociosanitari. “Lo scopo- spiegano Agostini e Locchi-  è di saper rispondere a nuovi bisogni evidenziatisi in questi anni di esperienza”. La Consulta esporrà le cose fatte, con la volontà di consolidare un più stretto contatto con i diretti referenti amministrativi, front office dei bisogni emergenti. “L’obiettivo – concludono Agostini e Locchi- che ci poniamo è quello di attuare insieme, associazioni e istituzioni, la “Strategia Nazionale Antidiscriminazioni per le persone LGBT”, promossa dal Ministero delle Pari Opportunità tramite l’UNAR, volta a promuovere una politica inclusiva delle/i cittadine/i lesbiche, gay, bisessuali, transessuali/trans gender, e aggiungiamo noi, intersex. Contrastando ogni disuguaglianza.”

Fiumi d’acqua viva alla manifestazione fiorentina per i diritti civili

Domenica 19 gennaio una delegazioni di volontari della nostra associazione ha preso parte alla contro-manifestazione per i diritti civile indetta da varie associazione GLBT fiorentine e da alcuni gruppi politici per contestare la scelta dell’Ammininistrazione comunale fiorentina di concedere Palazzo Vecchio ad organizzazione palesemente omofobe.

La delegazione era guidata dai due membri della Segreteria Elisa Cesan e Claudio Cardone (ex Presidente della nostra associazione). La manifestazione è stata molto numerosa, pacifica e determinata a garantire la vera libertà ai fiorentini e a non permettere che Firenze diventi la nuova mecca dei fondamentalisti e degli intolleranti di qualunque risma.

Indignazione di “Fiumi d’acqua viva” per la manifestazione omofoba in programma a Palazzo Vecchio il 19 gennaio

La Segreteria Nazionale dell’Associazione Cristiana “Fiumi d’acqua viva – Pace, Giustizia e Salvaguardia del Creato“, che ha la propria sede a Firenze, esprime tutta la propria indignazione per la concessione del Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio da parte del Sindaco di Firenze Matteo Renzi all’associazione omofoba Manif pour Tous per lo svolgimento di un convegno contro i diritti delle persone omosessuali e per la difesa della “famiglia naturale”. Nel sito ufficiale di questa associazione che si richiama a “valori cristiani” si legge: “L’Associazione nasce in stretto legame con l’omonima realtà francese con lo scopo di mobilitare i cittadini italiani di tutte le confessioni religiose, politiche e culturali e risvegliarne le coscienze in merito alle problematiche riguardanti le recenti leggi su omofobia e transfobia, teoria del gender, matrimoni e adozioni a coppie omosessuali. Il suo scopo è garantire la libertà di espressione, preservare l’unicità del matrimonio tra uomo e donna e il diritto del bambino ad avere un padre ed una madre.”
“Dietro questa finzione della necessità di tutelare la libertà d’espressione si nascondono pulsioni di natura profondamente anti-cristiana e fascistoide – dichiara la Presidente di “Fiumi d’acqua viva”, Marta Torcini – che sono intollerabili in Italia e in modo particolare a Firenze. E’ lo stesso tentativo di mistificare la realtà, di far passare i perseguitati da persecutori che caratterizzò il regime nazista grazie al ministro del Terzo Reich Goebbels: non erano perseguitati gli ebrei, erano gli altri tedeschi ad essere in pericolo per la congiura ebraica e qualunque dissenso all’estero veniva visto come attentato alla libertà d’espressione e al popolo tedesco. Manif pour tous segue esattamente le stesse tecniche mistificatorie: qui non è in gioco – precisa Torcini – la libertà di avere opinioni, anche religiose, diverse sulle persone omosessuali ma di avere una libertà di dire che queste persone sono malate, che dovrebbe essere messe fuori legge e che la famiglia “normale” è in pericolo per colpa di queste persone additandole al pubblico disprezzo. Ci stupiamo che il Sindaco di Firenze Matteo Renzi – conclude la Presidente – che pure si richiama ad una dimensione cristiana nella sua vita politica permetta dentro Palazzo Vecchio una manifestazione d’odio, intolleranza e mistificazione dichiarando in questo modo una scelta dell’Amministrazione Comunale molto chiara a cui va tutto il nostro biasimo. Invitiamo tutti i cristiani a rispondere a questo triste evento per Firenze pregando sul versetto dell’Apostolo Giovanni: Nell’amore non c’è paura; anzi, l’amore perfetto caccia via la paura, perché chi ha paura teme un castigo. Quindi chi ha paura non è perfetto nell’amore. (1 Gv. 4,18)”
La Segreteria Nazionale di “Fiumi d’acqua viva” comunica anche di aver aderito alla manifestazione indetta dalle associazioni LGBT fiorentine sotto Palazzo Vecchio alle ore 11 di domenica 19 gennaio dove sarà rappresentata da alcuni volontari.

Roma – ancora un attacco del terrorismo omofobico

Giampaolo Pancetti, Segretario di “Fiumi d’acqua viva”

<<Roma. Nuovo suicidio di un giovane omosessuale nella capitale. Un ragazzo di 21 anni si è tolto la vita lanciandosi nella notte tra sabato e domenica dall’undicesimo piano del comprensorio Pantanella, l’ex pastificio di via Casilina a Roma. “Sono gay – ha lasciato scritto il giovane in un biglietto – l’Italia è un Paese libero ma esiste l’omofobia e chi ha questi atteggiamenti deve fare i conti con la propria coscienza”>>. (Fonte: http://roma.repubblica.it/cronaca/2013/10/27/news/giovane_si_suicida_nella_lettera_sono_gay_e_si_lancia_dal_comprensorio_pantanella-69577428/ ultimo accesso: 28 Ottobre 2013, ore 23:00)

Così comincia l’articolo di Repubblica del 28 Ottobre 2013. A voler commentare questo tragico evento si rischierebbe di dire le solite banalità. Proverò allora a farmi qualche domanda, nella speranza di trovare con voi qualche risposta. E prima di tutto mi chiedo, a questo punto, quale consolazione per un padre e una madre che all’improvviso si vedono portare via la vita del proprio figlio? Dovrei forse colpevolizzare la loro disattenzione o forse di non aver colto i segnali di un figlio al quale avrebbero, volontariamente o involontariamente impedito di confidare loro la propria omosessualità e di chiedere aiuto, con il suo terrore di vedersi rifiutato proprio dalle sue amate radici?

Forse dovrei colpevolizzare i suoi amici, o i suoi non-amici che lo hanno spinto a questo gesto insano, con la loro emarginazione e con chissà quali vessazioni e soprusi?

O forse dovrei colpevolizzare proprio questo ragazzo, incapace da una parte di affrontare con coraggio e dignità, la verità su se stesso, arrendendosi alla disperazione? Colpevole proprio di essere gay, che come ci ricorda la santa Chiesa Cattolica <<benchè non sia in sè peccato, costituisce tuttavia una tendenza, più o meno forte, verso un comportamento intrinsecamente cattivo dal punto di vista morale. Per questo motivo l’inclinazione stessa dev’essere considerata come oggettivamente disordinata>> (Cura pastorale delle persone omosessuali – Lettera ai vescovi della Chiesa Cattolica n. 3)? Dunque colpevole di essersi arreso ad una inclinazione oggettivamente disordinata! Colpevole di se stesso!

Ma se Chiese cristiane, quali la Chiesa Cattolica e le Chiese protestanti Pentecostali (per citarne due tra le più diffuse nel mondo) sono le prime a condannare non solo gli atti omosessuali, ma anche lo stesso essere omosessuale (con una distinzione, mi viene da dire piuttosto ridicola e arbitraria), allora  chi proclamerà il Vangelo della buona notizia, la potenza d’amore di Dio che ci libera dalla schiavitù del pregiudizio, della violenza e dell’indifferenza?

Oggi, si legge, la procura ha aperto su questo fatto un fascicolo per istigazione al suicidio. È un passo avanti contro il fatalismo di un tragico atto. Però mi chiedo: non dovremmo dire più chiaramente che non si tratta di suicidio, e che è ancora troppo poco classificare questo evento come istigazione al suicidio? Forse, non è neppure sufficiente dire che si tratta di omicidio.

Quello accaduto è un attacco terroristico, parte di una strategia guerresca non organizzata. No, non ci rendiamo conto che siamo in guerra. Una guerra terroristica, fatta di incappucciati che non combattono a viso scoperto. Talvolta la violenza è un pestaggio, talvolta è una lettera anonima, talvolta sono le continue risatine e prese di giro sul posto di lavoro, lo scherno dei cosiddetti amici che ti fanno sentire sempre e comunque inadeguato. La colpa non è una legge sbagliata o un vuoto legislativo. Forse non abbiamo bisogno prima di tutto di legalizzare il matrimonio gay, nè di inasprire le punizioni per omofobia. È ancora troppo comodo rimandare la colpa alle istituzioni che non intervengono e che non fanno leggi adeguate.

Invece io voglio dire che la colpa è tua, tua di te che leggi in questo momento, tua che non ti rendi conto della guerra in atto e che in questa guerra non c’è posto per la neutralità, tua perchè non fai niente affinchè si diffonda una nuova cultura e una nuova mentalità di accoglienza di quello che definiremmo “diverso”, tua che non fai niente per abbattere il muro del giudizio, del pre-giudizio e della solitudine.

Certo, le istituzioni, la legge devono fare la loro parte. Noi dobbiamo fare la nostra a cominciare dal linguaggio. Basta continuare a parlare di omosessualità! È riduttivo riassumere il complesso di emozioni, desideri e sentimenti di un essere umano alla visione sessuale. Sarebbe già qualcosa parlare di omo-affettività, con un accento maggiore su sentimenti di amicizia, sensibilità e amore. Ho conosciuto una infinità di persone omosessuali, so quanto siano capaci di amore, quanto siano sensibili, e quanto forte fosse la loro spiritualità. Mi hanno aiutato a capire meglio quel Gesù che voleva abbattere le divisioni di ogni tipo, tra religiosi e pagani, schiavi e liberi, uomini e donne… eteroaffettivi e omoaffettivi!

Non posso concludere senza un pensiero rivolto al babbo e alla mamma di questo ragazzo. Non chiudetevi nella colpa. Non avete colpa. Nessuna colpa. E neanche cercate la mano del terrorista. Anche lui è figlio di questa mentalità distruttiva. C’è una guerra in atto e se adesso non scendete in guerra a fianco di questo vostro figlio martire, che ha dato la vita per la pace, se non imbracciate le armi della lotta per una nuova visione dell’integrazione e della non-emarginazione, allora la vostra colpa sarà davvero di averlo lasciato solo, solo, solo. E la logica del terrorismo omofobico ancora una volta avrà vinto.

Giampaolo Pancetti

Nuovo impulso e nuovi obbiettivi per “Fiumi d’acqua viva”: abbiamo bisogno di TE!

Lettera della Presidente Marta Torcini per il tesseramento 2014

Firenze, 25 settembre 2013

Caro amico, cara amica,

Fiumi d’acqua viva” è nata ormai quattro anni fa con l’obiettivo di combattere l’omofobia con le armi dell’Amore evangelico, della solidarietà, dell’impegno spirituale, religioso e civile.

Abbiamo in questi quattro anni svolto molte attività: i convegni su temi “caldi” (per esempio i nuovi modi di essere famiglia, la politica e le chiese di fronte all’omosessualità), il culto annuale contro l’omofobia organizzato nel tempio valdese di Firenze, gli incontri periodici per riflettere su temi conduttori sviluppati in libri teologici (come “Il Dio sconfinato” di E. Green e “In principio era la gioia” di M. Fox) e la nostra partecipazione alla Consulta comunale di Firenze contro l’omofobia, che ci ha permesso di partecipare a iniziative comuni (tra cui l’incontro con Frank Mugisha, giovane omosessuale vincitore del premio Fondazione Kennedy 2011 per i diritti umani, per la sua attività di coordinatore di un gruppo di associazioni contro l’omofobia in Uganda, paese che ancora prevede la pena di morte per gli omosessuali), e di confrontarci con altri punti di vista e di avvicinarci al mondo laicizzato dell’associazionismo anti-omofobia.

Quest’anno la nostra associazione si è data un nuovo impulso e nuovi obiettivi. Non abbiamo certamente modificato i principi ispiratori (il Vangelo non si cambia!) né il nostro obiettivo fondamentale che rimane quello dell’uguaglianza di tutte le persone di fronte a Dio (siamo tutti fratelli e sorelle in Cristo) e di fronte alla legge (abbiamo tutti gli stessi diritti fondamentali). Abbiamo però voluto allargare gli orizzonti e inquadrare le nostre iniziative in contesti più ampi, in uno spirito di apertura al mondo e di collaborazione con altre realtà, sia religiose che laiche.

Già realizzato è il primo degli eventi di questo anno di lavoro 2013-2014, il convegno di studio “Il creato oltre l’uomo”, tenuto a Casa Cares, splendida struttura valdese sulle colline della provincia di Firenze, che ha visto l’attiva partecipazione di persone portatrici di concezioni religiose diverse del mondo evangelico (valdesi, anglicani, avventisti), cattolico romano e della società civile a-religiosa, che si sono confrontate su un tema di rilievo come il nostro rapporto col resto del creato. Porteremo avanti anche un ricco programma di incontri mensili che sarà integrato da iniziative in corso di preparazione e da un futuro progetto “8×1000” in fase di stesura per la formazione di persone che possano dare assistenza e sostegno alle vittime dell’omofobia.

Per poter però dare concretezza e forza alla nostra azione abbiamo bisogno del sostegno di tutti quelli che condividono con noi obiettivi e principi ispiratori, cioè anche di te che ci segui sul nostro sito e su Facebook, e partecipi personalmente alle nostre iniziative o vorresti farlo. Te ne siamo grati e proprio per questo chiediamo ancora il tuo sostegno, associandoti. Il tuo contributo è essenziale, poiché essendo liberi nella fede vogliamo con libertà, e quindi solo col supporto dei nostri soci, continuare a portare il nostro impegno là dove è necessario.

Associarsi per l’anno 2014 è facile e poco costoso, ma è per noi un prezioso strumento per fare sempre di più e meglio.

Ti ringrazio e ti abbraccio in Cristo.

La Presidente

Marta Torcini

Per associarsi:

Versamento di un minimo di € 10,00 sulla postepay n. 4023 6006 4746 1138intestata a Marta Torcini con causale: Tesseramento 2014 Ass. Fiumi d’acqua viva.

Compilare il modulo di iscrizione reperibile sul sito (https://fiumidacquaviva.wordpress.com/lassociazione/come-associarsi/) e inviarlo per e-mail all’indirizzo fiumidacquaviva@gmail.com assieme alla ricevuta del versamento oppure all’indirizzo cartaceo: Ass. Fiumi d’acqua viva – c/o Marta Torcini – Via della Rondinella, 26 – 50135 Firenze.

Il Sinodo valdese e metodista chiede all’Italia una legge contro l’omofobia

Pubblichiamo qui l’atto approvato Giovedì 29 Agosto dal Sinodo valdese e metodista riunito a Torre Pellice (TO) che chiede alla Repubblica italiana l’urgente approvazione di una legge contro l’omofobia. Al Sinodo erano presenti la presidente Marta Torcini (come verbalista) e l’ex presidente Andrea Panerini (che ha partecipato alla stesura e ha emendato il testo) in qualità di deputato. (red.)

Il Sinodo,

richiamandosi a una predicazione cristiana che annuncia che il Signore ci ha accolti al di là del nostro genere, provenienza geografica, orientamento sessuale, come espresso nella parola biblica: Non c’è qui né Giudeo né Greco; non c’è né schiavo né libero; non c’è né maschio né femmina, perché voi tutti siete uno in Cristo Gesù (Galati 3:28) e che ci chiama a condividere questa gioia che invita all’amore per il prossimo;

consapevole di rappresentare una chiesa che dialoga, al suo interno e con la società,

riafferma il proprio impegno di contrasto a ogni forma di discriminazione, da realizzare anche attraverso percorsi di crescita comuni e di confronto sulle relazioni affettive.

Richiama le chiese all’attenzione e all’ascolto delle esperienze di ogni persona vittima di sopruso omofobo.

Invita le chiese a proseguire nell’organizzazione di momenti di crescita spirituali che sottolineino la centralità dell’accoglienza nella nostra spiritualità, anche organizzando veglie e culti in occasione della Giornata mondiale contro l’omofobia (17 maggio) come già iniziato da anni in alcune chiese metodiste e valdesi e come avviene in molte chiese sorelle.
Ringrazia la commissione Fede e omosessualità, che ora coinvolge anche le chiese battiste, per il lavoro svolto e per il materiale prodotto e invita le chiese a utilizzarlo, così come la lettera della CEPPLE sul tema della sinodo2013benedizione delle coppie dello stesso sesso.

Richiama, di fronte ai gravi episodi omofobici degli ultimi mesi, la necessità che anche l’Italia, in coerenza con l’art. 3 della Costituzione della Repubblica, adotti al più presto una chiara legislazione contro la violenza omofoba.

L’impegno contro l’omofobia e il femminicidio deve essere un punto d’incontro ecumenico di tutte le chiese cristiane

Siamo nel pieno della settimana contro l’omofobia, ieri si è celebrata la giornata europea contro l’omofobia e i luoghi pubblici sono pieni di iniziative, consulte e chiese si esprimono contro la violenza. Questa mattina leggo i giornali e leggo le notizie, scritte molto in piccolo, che mi informano su due punti importanti: l’Italia non ha ratificato il Trattato di Ankara sui diritti, siglato nel 2011; la legge sul femminicidio è ancora al palo in Parlamento.
La crisi economica e i provvedimenti necessari e urgenti, la mancanza di lavoro a cui bisogna in qualche modo provvedere, l’assolutamente indispensabile riforma elettorale per poter ridare ai cittadini una vera libertà di scelta, sono tutte ottime ragioni per spiegare l’inattività di Governo e Parlamento sui violenza omofoba e femminicidio, ma sono anche ottime scuse.
La disgregazione sociale, che è contemporaneamente causa e conseguenza della violenza contro le persone LGBT e contro le donne, e in genere contro chi è percepito diverso, non può essere ricomposta da solo da provvedimenti economici contingenti che per di più non servono a sanare, ma solo a tamponare situazioni di emergenza. L’impegno del Parlamento in questi provvedimenti non giustifica in alcun modo la perdita di vite umane, la sofferenza di chi le violenze subisce ormai da troppo tempo. Si poteva e si doveva intervenire prima, si può e si deve intervenire ora. Lo dimostra la Francia, che pur avendo problemi non minori dei nostri è riuscita a rendere effettiva una legge che parifica completamente la relazione omosessuale a quella etero, e legittima il matrimonio per le coppie dello stesso sesso.
Non so se l’Italia arriverà allo stesso livello di civiltà. Personalmente sono fra quelle persone che come cittadine credono che il matrimonio, in quanto istituzione civile, possa essere esteso a tutti. Come credente e membro di una chiesa evangelica, credo che le chiese, tutte, debbano ancora fare della strada per arrivare a chiarirsi le idee.
La chiesa Valdese lascia alle comunità locali la decisione sulla benedizione delle coppie omosessuali (per noi il matrimonio non è un sacramento), con ciò manifestando la sua incapacità a dare un indirizzo, combattuta fra istanze più avanzate e legittime istanze conservatrici che devono ancora effettuare un percorso di elaborazione; la chiesa Luterana ha fatto una volta per tutte la sua scelta di accogliere in pieno le coppie omosessuali; la chiesa cattolica accetta l’omosessualità purché casta e senza riconoscimenti pubblici; altre chiese hanno posizioni variamente differenziate su questo argomento. Tutte indistintamente però condannano la violenza sulle donne e quella sulle persone LGBT.
Non solo, ma tutte le chiese esprimono questa loro condanna con iniziative quali conferenze, cerimonie religiose, veglie di preghiera, ognuna secondo la propria tradizione. Alcune, la chiesa Cattolica Romana in particolare, non si astengono neppure da interventi, talvolta anche pesanti e invadenti, sulle autorità civili per favorire o bloccare provvedimenti legislativi più o meno a loro favorevoli.
Allora chiedo: perché tanta timidezza su violenza omofoba e femminicidio? L’impegno civile dei membri di chiesa è da sempre considerato importante e forma anche di impegno religioso sia dalla chiesa Valdese che da quella Cattolica Romana. Allora perché le chiese in prima persona, attraverso i loro membri e le loro istituzioni sono così timide nel chiedere (addirittura non chiedono!) alle autorità civili, le sole che possono emanare provvedimenti efficaci di prevenzione e repressione, un intervento deciso contro la violenza di genere?
Io credo che per una volta un atto davvero ecumenico, che unirebbe tutte le chiese su un punto così importante, farebbe bene alle chiese, alle comunità ecclesiali e alla società tutta, sia altamente auspicabile. Non è necessario essere d’accordo sui riconoscimenti: basterebbe per ora, essere almeno d’accordo e svolgere un’azione comune contro la violenza e a favore della tutela delle persone in quanto tali. Chiedo quindi a tutti quelli che condividono questo punto di vista di avvicinarsi e unirsi per fare pressione sulle nostre chiese, affinché a loro volta mettano tutto il loro peso sul piatto della bilancia dei loro rapporti con lo Stato per far approvare ALMENO LEGGI SPECIFICHE CONTRO LA VIOLENZA OMOFOBA E IL FEMMINICIDIO. Sarebbe un atto di grande azione nel nome di Cristo.

Marta Torcini, Segretario dell’Ass. Fiumi d’acqua viva

Il 12 maggio scorso ci siamo ritrovati a Firenze per pregare per le vittime dell’omofobia

L’atto simbolico della rottura del vaso, del quale dopo la lettura della testimonianza vengono raccolti i cocci per deporli ai piedi di Cristo, è stato il momento centrale del culto di domenica 12 maggio nel tempio valdese di via Micheli a Firenze, per ricordare la violenza omofoba. Un vaso rotto dal peso del peccato e che può essere ricomposto solo dal collante dell’amore di Dio. Il culto è stato organizzato dalla nostra associazione, in accordo con l’indirizzo della Tavola Valdese e con l’attiva collaborazione, anche liturgica, della Parrocchia anglicana di rito veterocattolico “S. Vincenzo di Lerins”. Le testimonianze lette hanno portato all’attenzione dell’assemblea anche il disagio e la difficoltà di figli e figlie GLBT di fronte ai genitori e nella famiglia, oltre alla violenza che troppo spesso si manifesta contro le persone con un diverso orientamento sessuale. Significativo il sermone di Andrea Panerini, studente di Teologia in vista del ministero pastorale e predicatore locale, su Atti 16 che ha messo in risalto come la violenza, qualunque tipo di violenza, non sono quella omofoba, nasca dal rifiuto di accettare le persone diverse, con l’amore che Dio ci ha donato e ci chiede di donarci reciprocamente e ha posto la significativa domanda su che cosa sia la libertà. Paolo e Sila come la ragazza indemoniata in questo brano sembrano prigionieri e invece sono liberati dall’amore di Dio in Cristo mentre coloro che detengono il potere e si credono liberi finiscono per essere sempre stati prigionieri del peccato, della cupidigia, delle sbarre che imprigionano gli altri. Il coro della Chiesa valdese di Firenze ha guidato i canti, accompagnato all’organo dal maestro Riccardo Montinari.

Due eventi il 10 e il 12 maggio per la settimana di preghiera per le vittime dell’omofobia

In occasione della settimana di preghiera per le vittime dell’omofobia, l’Associazione “Fiumi d’acqua viva” (Pace, Giustizia e Salvaguardia del Creato), la Chiesa evangelica valdese di Firenze, la Chiesa episcopale americana di Firenze e la Chiesa anglicana di rito vetero-cattolico “S. Vincenzo di Lerins” di Firenze organizzano dal 10 al 12 maggio prossimo due eventi ecumenici per parlare dell’omofobia e della violenza nella nostra società.
Venerdì 10 maggio alle ore 20,30 presso la Chiesa episcopale americana di Firenze (Via Rucellai, 13 – pressi Stazione Santa Maria Novella) avrà luogo l’incontro su “Violenza e diversità“. Introdurrà la serata Claudio Cardone, presidente dell’Associazione “Fiumi d’acqua viva” mentre terranno delle relazioni Elisa Cesan della Chiesa evangelica valdese sulla violenza omofoba, Giampaolo Pancetti della Chiesa anglicana di rito vetero-cattolico “S. Vincenzo di Lerins” sulla violenza contro i credenti di altre fedi, la diacona Paola Reggiani della Diaconia valdese fiorentina sulla violenza contro i bambini e Marta Torcini dell’Associazione “Fiumi d’acqua viva” sulla violenza contro le donne. La serata avrà un momento iniziale di preghiera condotto da Mark Dunnam della Chiesa episcopale americana e uno conclusivo a cura di David Buttitta, della Chiesa evangelica valdese. Al termine della serata avrà luogo un piccolo rinfresco offerto dall’Associazione “Fiumi d’acqua viva”
Domenica 12 maggio alle ore 10,30 presso la Chiesa evangelica valdese di Firenze (Via Micheli angolo Via Lamarmora – pressi Piazza S. Marco) si terrà invece l’annuale culto per le vittime dell’omofobia con liturgia e predicazione a cura di Andrea Panerini, ex presidente di “Fiumi d’acqua viva” e studente in teologia in vista del ministero pastorale nella chiesa valdese. Vi saranno interventi e preghiere di membri dell’Associazione “Fiumi d’acqua viva” e della Chiesa anglicana di rito vetero-cattolico “S. Vincenzo di Lerins”.

Info:
fiumidacquaviva@gmail.comhttp://www.fiumidacquaviva.org
3293276430 (Marta) – 3487453594 (Claudio)

Il 16 maggio a Firenze si prega per le vittime dell’omofobia

In questi giorni, a Firenze e in altre  città italiane e spagnole, alcuni gruppi di cristiani omosessuali si raccoglieranno in preghiera in vari luoghi di culto per dare vita ad una veglia di preghiera in ricordo delle vittime dell’omofobia. L’occasione è offerta dalla Giornata internazionale contro l’omofobia che si celebra il 17 Maggio.
Le Veglie sono promosse da diverse comunità religiose delle varie confessioni cristiane, che hanno collaborato alla loro realizzazione.
A Firenze l’iniziativa è organizzata dalla nostra associazione “Fiumi d’acqua viva – Evangelici su Fede e Omosessualità” e dal Gruppo Kairòs – omosessuali cattolici di Firenze, oltre che da altri soggetti (chiesa battista, chiesa valdese, vetero-cattolici, Ireos, Pax Christi…) e avrà luogo nella Chiesa cattolica romana della Madonna della Tosse di Firenze (Largo Zoli 1, presso il Parterre) la sera di mercoledì 16 maggio 2012 alle ore 21.