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La testimonianza cristiana e i Gay Pride

Perché la nostra associazione non vi prende parte

Oggi in Italia e nel mondo si celebra la giornata mondiale dell’orgoglio omosessuale e in molte città hanno luogo le sfilate dei Gay Pride. Non intendiamo qui criticare con stereotipi queste sfilate: in queste manifestazioni ci sono parti folkloristiche e cittadini che credono nella lotta per i diritti civili, seppur in maniera sempre più decrescente. Non è quindi nostra intenzione criticare chi singolarmente vi prende parte, anche eventualmente tra i nostri soci e simpatizzanti.
L’intenzione è di spiegare perché la nostra Associazione, fin dalla sua fondazione nel 2009, ha deciso di non aderire, in nessun modo, a queste manifestazione pur essendo in prima linea nella lotta all’omofobia, per il riconoscimento dell’omoaffettività nelle chiese e per la diaconia verso le persone GLBT in carcere e in altre situazioni. Peraltro anche dopo aver ampliato il proprio oggetto sociale a “Pace, Giustizia e Salvaguardia del Creato”, senza eliminare il rapporto tra fede e omosessualità ma considerando che ogni discriminazione coinvolge tutti e tutte senza settarismi e senza rinchiudersi in ghetti. E a questo punto ripetiamo anche quello che avevamo già scritto alcuni anni fa.
Il punto fondamentale su cui bisognerebbe interrogarsi è il seguente: “quale ruolo devono avere i gruppi o le reti di cristiani omosessuali nella nostra società? Se sono realmente comunità cristiane l’obbiettivo essenziale è quello di proclamare al mondo l’Evangelo”! Ma è difficile fare testimonianza in certe situazioni o limitandosi a reggere uno striscione una volta all’anno al Gay Pride. Se poi qualcuno lo vuol fare, niente di male, è una scelta individuale, è una delle possibili testimonianze. Ma se la specificità cristiana si riduce solo a quello è meglio fondare una bocciofila, perché è più facile omologarsi alla folla, scaricandosi la coscienza, invece di avere la forza di testimoniare ogni giorno e in ogni situazione di essere gay e lesbiche seguaci di Gesù Cristo.
Perché manifestare in queste occasioni dove né nei cortei né nelle piattaforme politiche c’è mai spazio per una incisività cristiana ma si fa solo omaggio ad alcuni stereotipi di parte del movimento GLBT quale un anti-religiosità e un anti-clericalismo senza le opportune distinzioni e senza approfondimento. Giusto che ci siano queste manifestazioni laiche, giusto e non “purtroppo” come infelicemente ebbe a dire in Parlamento l’ex Presidente del Consiglio Giuliano Amato ma è anche corretto il rispetto se vi sono cristiani che, pur lottando contro le discriminazioni, non vi ci si riconoscono.
La maggior parte del movimento GLBT riconosce l’individuo omosessuale quale parte di una “categoria”, noi come cristiani vediamo l’omosessuale, il bisessuale, il transessuale come persona fatta a immagine di Dio e da questo deriva la sua inalienabile libertà e dignità attraverso la croce del Signore Gesù Cristo.
La maggior parte del movimento GLBT rivendica l’autodeterminazione sessuale e l’assoluta libertà in questo campo, cosa che possiamo anche apprezzare a livello civile di fronte alla nostra Costituzione, ma noi pensiamo che la persona umana non è autodeterminata rispetto a Dio e che anche il suo orientamento sessuale rientri nel disegno divino di amore verso l’umanità e verso tutto il Creato: «Sono stato crocifisso con Cristo: non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me! La vita che vivo ora nella carne, la vivo nella fede nel Figlio di Dio il quale mi ha amato e ha dato se stesso per me.» (Galati 2,20)
Noi pensiamo che la preghiera e l’azione diaconale, di sostegno fattivo nell’amore alle persone GLBT contino molto di più di cortei politici che tuttavia sembrano sempre più allontanarsi dal modello di lotta per i diritti civili che hanno un modello nel pastore protestante Martin Luther King.
Sono differenze di fondo non risolvibili ma che tuttavia non ci impediscono, in altre circostanze rispetto al Gay Pride, di collaborare proficuamente. Il movimento GLBT a livello mondiale si fregia della bandiera arcobaleno, esaltando le diversità. La nostra speranza è che prenda questa nostra diversità nel senso di un arricchimento e non di una divisione.

Andrea Panerini
Segretario Nazionale Associazione cristiana “Fiumi d’acqua viva”

Condanna di “Fiumi d’acqua viva” verso gli atti omofobi contro Chiese valdesi a Roma e Bergamo

La Segreteria Nazionale dell’Associazione cristiana “Fiumi d’acqua viva – Pace, Giustizia e Salvaguardia del Creato” esprime il suo profondo sdegno, la propria ripulsa e la propria preoccupazione per gli episodi di intolleranza omofoba che sono accaduti nei giorni scorsi a Roma e Bergamo contro due chiese valdesi che stanno organizzando delle iniziative di preghiera pubblica proprio in occasione della giornata mondiale contro l’omofobia del prossimo 17 maggio. A Roma svastiche, croci celtiche e scritte “No froci” oltre ad una estesa e spregevole imbrattatura sulla facciata della Chiesa e sulla bandiera arcobaleno lì esposta. A Bergamo scritte offensive e irripetibili sopra i manifesti che annunciavano la veglia contro l’omofobia che avrà luogo domani, 16 maggio, alle ore 20.45.
«Siamo indignati senza riserve e profondamente solidali con le due comunità valdesi coinvolte da queste barbarie, – afferma Marta Torcini, Presidente Nazionale dell’Associazione – questi segni sono l’indice che l’omofobia è lungi dall’essere “sconfitta” e “superata” nel nostro paese e che le iniziative di contrasto all’omofobia e di preghiera per le vittime di quest’odio sono ancora più necessarie anzi indispensabili. Noi pregheremo anche per le menti che hanno partorito simili enormità e questo odio, perché il Signore le perdoni e le illumini e non ci faremo intimidire, proclamando sempre e comunque l’Evangelo, che è Parola d’amore e di rispetto, e invitando tutti e tutte al culto per le vittime dell’omofobia che terreno il 18 maggio, domenica prossima, alle ore 10.30 a Firenze nella Chiesa valdese di Via Micheli o alle iniziative di Bergamo, Roma e del resto d’Italia per dire no a questa barbarie anticristiana».

Nuova serie di incontri con “Fiumi d’acqua viva”

Se vuoi incontrarci personalmente, puoi venirci a trovare il terzo venerdì di ogni mese alle ore 21 nella sede dei nostri incontri, presso il Centro Comunitario Valdese di Firenze, in Via Manzoni 19/21.
I prossimi incontri sono quindi fissati per i seguenti giorni:

15 marzo
19 aprile
24 maggio

Gli incontri sono l’occasione per parlare, pregare, leggere e discutere brani delle Scritture. Temi specifici verranno comunicati in seguito.
Se lo desideri, sentiti libero di unirti a noi!

Nuove frontiere e nuove prospettive

Sabato 29 settembre a Firenze l’assemblea dell’Associazione “Fiumi d’acqua viva”

Avrà luogo sabato 29 settembre a partire dalle 19.30 l’Assemblea ordinaria dei soci dell’Associazione “Fiumi d’acqua viva – Evangelici su Fede e Omosessualità” per l’approvazione dell’operato della Segreteria uscente, dei bilanci e per l’elezione delle cariche sociali presso la Chiesa metodista di Via de’ Benci a Firenze.
“E’ un’assemblea importante, di svolta” – dichiara il Presidente Claudio Cardone – “dobbiamo decidere come e con quali persone procedere al rilancio della nostra esperienza associativa che ha prodotto e produce molto ma nella quale sentiamo una certa stanchezza e dove, dopo le recenti decisioni sinodali sulle coppie di fatto, c’è bisogno di una riflessione comune e per questo è necessaria la massima partecipazione e trasparenza”.
Al vaglio dei soci vi saranno anche diverse proposte di modifiche statutarie. “La discussione verterà anche sull’ampliamento dello scopo statutario della nostra Associazione” – precisa Marta Torcini, Segretario di Fiumi d’Acqua Viva – “che, senza mettere da parte le tematiche del rapporto tra fede e omosessualità amplino l’orizzonte verso le parole d’ordine di Pace, Giustizia e Salvaguardia del Creato lanciate ormai trent’anni fa dal Consiglio Ecumenico delle Chiese”.
Dopo l’assemblea, verso le ore 21 circa, vi sarà una cena comunitaria e, a seguire, la relazione del Dottor Andrea Panerini, ex Presidente dell’Associazione e attualmente alla Facoltà Valdese di Teologia per la formazione al ministero pastorale, sul tema “Cura pastorale e predicazione cristiana nei confronti delle persone omoaffettive: per un’esegesi di Matteo 8,5-13“.
Si ricorda che hanno diritto di voto all’assemblea i soci in regola con il pagamento della quota sociale 2012. Si prega di prenotarsi presso la mail fiumidaquaviva@gmail.com o presso i numeri 3487453594 (Claudio) oppure 3293276430 (Marta).
Si prega di confermare presenza.

Vaticano ed omosessualità, una serata di discussione presso l’associazione Ireos

Il 5 marzo scorso, presso la sede di Ireos a Firenze in Via de’ Serragli, ha avuto luogo la presentazione del libro “Opus gay. La Chiesa cattolica e l’omosessualità” (Newton Compton ed., 2010) della giornalista Ilaria Donatio. L’evento è stato organizzato dall’Associazione Ireos e dal Punto Pace Pax Christi di Firenze con la collaborazione del gruppo di omosessuali cattolico Kairos e della libreria Claudiana di Firenze. L’autrice ha dialogato con don Andrea Bigalli, redattore della rivista Testimonianze e con un pubblico abbastanza numeroso e sicuramente interessato, con molte domande e interventi anche polemici: numerose le presenze di persone non credenti. Tutta la serata è stata focalizzata sulle posizioni del Vaticano sull’omosessualità. Don Bigalli, nonostante la sua criticità nei confronti della gerarchia, ha comunque sempre sottolineato che nella chiesa cattolica c’è una pluralità di posizioni sul tema specifico, in nome dell’evangelo, e questa pluralità è sottolineata dalle posizioni di molti preti che vivono a contatto con le persone omosessuali e non possono non guardare alla sofferenza dei fratelli e delle sorelle discriminate. Ha anche affermato che non esce dalla sua chiesa perchè ci sono, appunto, posizioni diverse e ha rimarcato una differenziazione fra la gerarchia e la posizione di tante persone cattoliche che vivono la chiesa come comunità di credenti e che hanno una concezione diversa, di riconoscimento e di accettazione e che riconoscono l’amore nelle relazioni omosessuali. Tra le numerose domande poste ai relatori una rappresentante di “Fiumi d’acqua viva” ha rimarcato la distanza tra gli evangelici e il Vaticano e al tempo stesso ha sottolineato la presenza di chiese fondamentaliste che si dicono protestanti (ma estranee al protestantesimo storico) che interpretano la Scrittura alla lettera e che in realtà chi non vuole parlare serenamente di omosessualità in realtà ha problemi con la sessualità in generale, con la secolare sessuofobia delle chiese. Diversi interventi da parte dei non credenti hanno sottolineato la necessità della separazione tra le posizioni teologiche delle chiese e la gestione della cosa pubblica, richiamando la laicità dello stato. Commovente il racconto di Ilaria Donatio sull’incontro con due lesbiche madri di un bambino, a lei stessa sono venute le lacrime perchè ha visto la sofferenza di queste persone. Alla domanda sul perchè restano della chiesa cattolica è venuta la risposta discutibile – ma verso la quale bisogna avere molto rispetto – che loro credono di avere il diritto di entrare nella loro chiesa mano nella mano senza che nessuno le giudichi.
La serata si è conclusa con una cena a buffet con offerta libera. (red.)

Natale in facoltà contro l’omofobia

Continua la campagna di sensibilizzazione, nella città di Firenze, dei volontari dell’associazione “Fiumi d’acqua viva – Evangelici su fede e omosessualità” contro l’omofobia. I volontari saranno presenti fino a Natale in almeno tre date distinte presso alcune sedi universitarie della città.

Martedì 15 dicembre – ore 12 – Facoltà di Lettere Piazza Brunelleschi

Mercoledì 16 dicembre – ore 12 – Polo di Novoli

Lunedì 21 dicembre – ore 12 – Facoltà di Scienze della Formazione Via del Parione

In queste occasioni i volontari distribuiranno i volantini della campagna di comunicazione Nell’amore non c’è paura (1Gv. 4,18) e sarà possibile chiedergli informazioni circa le attività associative. Eventuali variazioni di sede e di orario saranno tempestivamente comunicate nel nostro sito.

Vi aspettiamo!

La Segreteria dell’associazione “Fiumi d’acqua viva – Evangelici su fede e omosessualità”

“Ecco, Io ti ho scolpita sui palmi delle mie mani” (Isaia 49,16)

Cari amici dell’Associazione Fiumi d’acqua viva,

mi chiamo Claudio, sono nato nell’82 e sono di Firenze. Vi scrivo per farvi conoscere la mia storia.
Se dovessi descrivermi mi dichiarerei un ragazzo normale, più o meno carino (de gustibus..) sia nell’aspetto fisico che nel carattere. Attualmente lavoro nell’assistenza alle persone disabili, in futuro proprio non so…
Due sono le cose per cui ringrazio il Signore e al tempo stesso, lo rimprovero: l’avermi creato gay e l’avermi fatto nascere proprio in quella famiglia; entrambe le cose sono al tempo stesso una benedizione ed una maledizione.
Perchè lo devo ringraziare per la mia famiglia? Perchè un componente di essa era non vedente e questo, oltre ad avermi portato al mio attuale impiego, mi ha allenato a vedere la normalità là dove gli altri vedevano la diversità: Per me era la cosa più naturale del mondo che mia madre non ci vedesse e al contempo, fosse lei a mandare avanti la casa, come farebbere qualsiasi casalinga (vabbè, con i dovuti accorgimenti, è chiaro). Ma la mia famiglia è anche un luogo di negatività, sopratutto dopo la morte di mia madre, avvenuta quando avevo all’incirca 20 anni: Da allora sono stato piuttosto abbandonato a me stesso, coabitando con parenti che, pur non volendo parlare della mia omosessualità, l’hanno intuita, e questo, come dire, rende tesi i nostri rapporti, anche per i nostri caratteri contrastanti.
E qui si arriva a parlare dell’omosessualità; avrai già capito che ciò è causa di tensione nell’ambiente familiare, ed in verità è l’unico ambiente della mia vita dove essa sia un problema: Sul lavoro, con gli amici, è una caratteristica come un’ altra.
Per me poi, il problema di essere omosessuale in sè non è mai esistito; semmai è esistito per gli altri. Non che fossi dichiarato a 15 anni, semplicemente nel periodo scolastico, evitavo che gli altri lo venissero a sapere, ma con me stesso conflitti non c’erano, avevo accettato, alle medie, il fatto che mi piacessero i ragazzi.

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E’ aperto il tesseramento 2010 di Fiumi d’acqua viva

Caro fratello, cara sorella,
dal primo dicembre si è aperto il tesseramento 2010 dell’Associazione “Fiumi d’acqua viva – Evangelici su Fede e Omosessualità”. La tessera costa un minimo di 10 euro (è possibile versare di più se si vuole) e si può versare direttamente al Segretario Claudio Cardone o si può accreditare sulla Carta Postepay n. 4023 6005 7393 1732 intestata ad Andrea Panerini ed inviando alla nostra email (fiumidacquaviva@gmail.com) ricevuta di pagamento con causale: “Tesseramento Fiumi d’acqua viva 2010″. E’ necessario indicare nella ricevuta il proprio nome e cognome, la data e il luogo di nascita, il recapito postale comprensivo di numero civico e CAP ed eventuali altri recapiti elettronici. Non ci sono limiti territoriali al tesseramento all’interno della Repubblica Italiana.
Questo primo tesseramento ci consentirà di completare la trasformazione da gruppo informale ad associazione formale. Prendere la nostra tessera non è solo un titolo per esercitare pienamente l’elettorato attivo e passivo all’interno degli organi associativi ma costituisce in primo luogo la conferma della bontà della nostra impostazione che mira a creare un movimento presente nella società e nelle chiese che possa affrontare la delicata tematica del rapporto tra fede e omosessualità in modo chiaro, aperto e tuttavia non succube di impostazioni confessionali maggioritarie e che non si debba accodare acriticamente al movimento GLBT ma con l’intenzione di contaminarlo positivamente con la nostra soggettività cristiana.
Noi siamo cristiani prima che omosessuali, non abbiamo fondato questa associazione per fare un partitino che si metta al tavolo politico senza la propria anima. Auspico che il tesseramento ci riservi una maggioranza di soci non omosessuali e transessuali perchè questo confermerebbe che la nostra battaglia non è di retroguarda ma è una battaglia per la vera applicazione dell’Evangelo di Cristo.
Per tutte queste ragioni ti chiedo di aderire alla nostra associazione: saremo sempre disponibili per darti ulteriori informazioni e contenti se vorrai stimolarci con le tue proposte per le attività religiose, sociali e culturali.
Certo di avere presto Tue notizie Ti saluto caramente,

Andrea Panerini
Presidente dell’Associazione “Fiumi d’acqua viva – Evangelici su Fede e Omosessualità”

Il cardinale Barragan: gay e trans non entreranno mai nel regno di Dio

Fiumi d’acqua viva: si comporta come i fondamentalisti
e non vi è nulla di cristiano nelle sue parole

Il cardinale Javier Lozano Barragan, già ministro della salute del Vaticano ha affermato che gli omosessuali e i transessuali “non entreranno mai nel regno di Dio” in quanto omosessuali “non si nasce ma lo si diventa” e porta a supporto un controverso passo dell’apostolo Paolo.
“In primo luogo l’apostolo Paolo non si proponeva di fare lo scienziato nelle sue lettere – afferma Andrea Panerini, Presidente dell’associazione evangelica su fede ed omosessualità “Fiumi d’acqua viva” – e le affermazioni di Barragan sono fuori da ogni evidenza della scienza. Ma quello che è più grave è il voler usare il testo biblico come una scimitarra per tagliare a metà le persone. L’esegesi che il cardinale Barragan fa di quel testo di Paolo è insignificante e sorpassata e basterebbe che si leggesse quello che la maggior parte dei teologi protestanti ma anche cattolici dicono da quarant’anni al riguardo. Egli si comporta come i fondamentalisti di alcune sette americane che interpretano la Bibbia alla lettera e forse davvero questa è la vocazione di alcuni uomini della Curia vaticana.”
Nella posizione di prelati come Barragan – fanno sapere dall’associazione “Fiumi d’acqua viva” – tronfi e pieni delle loro presunte verità non vi è nulla di cristiano e forse sarebbe il caso che si rileggessero quello che lo stesso Gesù disse ai farisei (loro degni antenati): Alcuni farisei, che erano con lui, udirono queste cose e gli dissero: “Siamo ciechi anche noi?” Gesù rispose loro: “Se foste ciechi, non avreste alcun peccato, ma siccome dite: “Noi vediamo”, il vostro peccato rimane” (Gv. 9,40-41)

Non bastano le buone intenzioni quando si proibisce l’uso del preservativo

Panerini: per una sessualità libera e responsabile

Il vescovo di Roma, Benedetto XVI,  ha affermato ieri (29 novembre), in vista del primo dicembre – giornata mondiale della lotta all’Aids – che “la chiesa (cattolica romana) non cessa di prodigarsi per combattere la malattia, attraverso le sue istituzioni e il personale a ciò dedicato” e ha invitato tutti ad aiutare in questa opera.
“Non basta chiedere aiuto nei confronti di una azione e solidarietà generica contro l’Aids come fa il vescovo di Roma, papa Benedetto XVI – commenta il Presidente dell’associazione evangelica su fede ed omosessualità “Fiumi d’acqua viva” Andrea Panerini –  La chiesa cattolica romana è responsabile, e non lo diciamo per far facile polemica, dell’aver fatto passare l’idea che l’uso del preservativo per la prevenzione del terribile flagello sia inutile a livello scientifico e inaccettabile dal punto di vista della morale. Premesso che è sempre più urgente, in tutti i paesi, una educazione per una sessualità responsabile secondo il principio della libertà del cristiano nella sua responsabilità nei confronti di Dio, le posizioni della chiesa cattolica romana sull’uso del preservativo non hanno nessun fondamento scientifico e sono in contraddizione profonda con la morale e la teologia cristiana. Far usare e promuovere l’utilizzo dei preservativi nei confronti di popolazioni o singoli individui in situazioni di promiscuità e rischio, senza alcun facile giudizio, è un atto di amore cristiano che travalica qualunque tipo di moralismo. I malati di Aids sono i lebbrosi del XXI secolo – conclude Panerini – Gesù ci chiama ad un amore incondizionato verso di loro, come verso i fratelli e le sorelle che sono sani: non basta l’encomiabile volontariato di alcuni religiosi cattolici per cancellare le pesanti responsabilità nella mancata prevenzione”.

Fede e Omosessualità, un nuovo inizio a Firenze

Costituita l’associazione “Fiumi d’acqua viva”

Venerdì 13 novembre scorso si è costituita a Firenze, con atto depositato all’ufficio del registro, la nuova associazione “Fiumi d’acqua viva – Evangelici su Fede e Omosessualità” che prende il testimone del locale gruppo della REFO a livello organizzativo, morale ed economico.
L’associazione “Fiumi di acqua viva – Evangelici su Fede e Omosessualità” si costituisce come ente di volontariato e di promozione sociale nei termini delle leggi nazionali 266/91 e 383/2000 e della legge regionale Toscana 28/93.
Presidente è stato eletto Andrea Panerini, membri della Segreteria sono Claudio Cardone (Segretario) e Lorenzo Bussoli (membro). Il Collegio dei Revisori dei Conti è composto da Anna Ricca (Presidente) e Lucilla Ricca (Vicepresidente).
“Oggi abbiamo vissuto un nuovo inizio – chiosa Andrea Panerini, neoeletto Presidente dell’Associazione. Abbiamo preso atto di alcune difficoltà sia formali che sostanziali all’interno della REFO e, pur mantenendo comunione di fede e preghiera con essa, abbiamo riscontrato la necessità e la volontà di costituirsi formalmente in associazione con tutti i vantaggi ma anche gli obblighi che questo comporta. Dialogheremo con le chiese, con le altre associazioni e gruppi che si occupano di fede e di omosessualità, a parità di dignità, senza rinunciare mai alla nostra soggettività cristiana e senza la pretesa di sostituirsi alla organizzazioni politiche. Tuttavia vogliamo esprimere con molta forza la nostra preoccupazione nei confronti di una situazione sociale, nel nostro paese, che sta regredendo verso una pericolosa indifferenza nei confronti dei quotidiani atti di violenza e discriminazione verso le persone omosessuali e transessuali e ci sta portando ad una scandalosa renitenza sul tema dell’allargamento dei diritti”.
Il tesseramento 2010 sarà aperto il 1° dicembre e il prossimo incontro dell’Associazione avrà luogo sabato 12 dicembre a partire dalle ore 18,30 presso il Centro comunitario valdese di Via Manzoni, 21 a Firenze con approfondimento sul tema “Abbi pietà di me, o Dio, abbi pietà di me, perchè l’anima mia cerca rifugio in te; e all’ombra delle tue ali io mi rifugio finché sia passato il pericolo” (Sl. 57,1). A seguire avrà luogo un momento conviviale da decidersi.

Per info:
http://www.fiumidacquaviva.wordpress.com
fiumidacquaviva@gmail.com
333.2876387 (Andrea) – 348.7453594 (Claudio)

Assemblea costituente dell’Associazione

Vi annunciamo con grande gioia che Venerdì 13 Novembre (non siamo scaramantici) avrà luogo l’assemblea costituente della nuova associazione “Fiumi d’acqua viva – Evangelici su Fede e Omosessualità” a partire dalle ore 21.15 presso i locali del Centro comunitario valdese di Via Manzoni, 21 a Firenze. La nuova associazione assume l’eredità sociale, culturale, economica e organizzativa dell’ex gruppo della REFO di Firenze. La nuova associazione inizia un suo percorso autonomo constatando che a più di un anno dal convegno REFO Nazionale di Firenze del novembre 2008 non si è mai dato seguito ai mandati assembleari nè la REFO si è mai costituita formalmente oltre ad esserci altre incomprensione sulla natura della REFO stessa. Mantiene la comunione di fede e preghiera con tutte le realtà che vorranno dialogare senza pregiudizio.

Ecco l’Odg previsto:

1) Redazione e approvazione dell’Atto costitutivo;

2) Discussione e approvazione dello Statuto sociale;

3) Rendiconto dell’eredità lasciata da REFO Firenze;

4) Eventuali interventi di ospiti esterni;

5) Elezione del Presidente;

6) Elezione della Segreteria;

7) Elezione del Collegio dei Revisori;

8 ) Discussione delle linee guida per l’anno 2010;

9) Discussione delle attività e delle iniziative per l’anno 2010;

10) Varie ed eventuali.

Info alla mail fiumidacquaviva@gmail.com  telefonando al 333.2876387. Prima dell’assemblea, alle ore 18.00 ci riuniamo per una riflessione biblica su “Maestro, qual è, nella legge, il gran comandamento?” (Mt. 22,36). Alle ore 19.30 vi sarà un frugale momento conviviale da concordare. Vi chiediamo di preannunciare la vostra adesione anche per determinare sia la cena che la platea congressuale.

Il comitato promotore dell’Associazione