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Fiumi d’acqua viva alla manifestazione fiorentina per i diritti civili

Domenica 19 gennaio una delegazioni di volontari della nostra associazione ha preso parte alla contro-manifestazione per i diritti civile indetta da varie associazione GLBT fiorentine e da alcuni gruppi politici per contestare la scelta dell’Ammininistrazione comunale fiorentina di concedere Palazzo Vecchio ad organizzazione palesemente omofobe.

La delegazione era guidata dai due membri della Segreteria Elisa Cesan e Claudio Cardone (ex Presidente della nostra associazione). La manifestazione è stata molto numerosa, pacifica e determinata a garantire la vera libertà ai fiorentini e a non permettere che Firenze diventi la nuova mecca dei fondamentalisti e degli intolleranti di qualunque risma.

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“Lei disse si”

Vannucci (Pd): “Auspico che grazie alla storia di Ingrid e Lorenza si riesca a parlare semplicemente di coppie e non di coppie omosessuali”

Pubblichiamo il comunicato stampa del consigliere comunale di Firenze Andrea Vannucci, che verrà discusso alla prossima riunione della Consulta LGBT del Comune. Riteniamo che possa essere fonte di gioia per molti e di riflessione per i tanti che ancora considerano le persone omosessuali come “deviati” e “pericolosi per la morale”. Per parte nostra siamo convinti, come dice Vannucci, che si debba parlare solo e semplicemente di coppie e che il riconoscimento di uguali diritti alle persone LGBT non sia una graziosa concessione ma un dovere della comunità umana. Anche noi siamo convinti che “gay rights are human rights” (Hillary Clinton) e che ogni riconoscimento dovuto di diritti sia un passo verso la Pace e l’unione di tutte le creature.

La comunicazione del consigliere in Consiglio comunale:
“Mi è sembrato giusto e necessario che questa Aula, in cui trova rappresentanza tutta la nostra città, fosse messa a conoscenza di una bella storia, una storia di amore e non solo. Lo scorso 21 giugno due nostre concittadine, Ingrid e Lorenza, Lorenza e Ingrid, hanno detto sì, si sono unite in matrimonio. Lo hanno fatto in Svezia perché in Italia non è possibile sposarsi tra persone dello stesso sesso. Adesso le attende un lungo iter procedurale e, molto probabilmente, dovranno anche passare per qualche pronuncia giurisprudenziale. La loro storia che,per scelta, è diventata pubblica attraverso l’apertura di un blog, leidissesi.net con relativa pagina facebook (con oltre 4000 fan), che racconta i sei mesi di preparativi che hanno preceduto il sì. Presto, grazie a una raccolta fondi dal basso, sarà anche un documentario. La storia di Ingrid e Lorenza ha infatti mobilitato molte coscienze e buona parte dell’opinione pubblica del nostro paese e di conseguenza ha suscitato anche l’interesse dei media tradizionali locali e nazionali che si sono appassionati a questa storia che mi piace definire di “eccezionale semplicità”. La semplicità di una storia fatta di persone, di persone vere che hanno scelto un modo molto garbato, elegante, ma soprattutto allegro per approcciarsi a un tema troppo spesso affrontato dalla prospettiva errata. Una prospettiva che troppo spesso si è arrampicata fino ai massimi sistemi dimenticando che in realtà si tratta di storie autentiche, di voglia di condivisione di un percorso di vita vera e naturale di persone vere, in carne ed ossa. Ingrid e Lorenza, condividendo non solo con gli amici e i parenti, ma anche con la comunità all’interno della quale vivono questo loro passo importante, ci hanno fatto un regalo in tal senso. A tutti noi.Vorrei quindi ringraziarle di cuore per questa loro scelta, una scelta che sicuramente può contribuire a un approccio più sereno nell’affrontare la tematica dei cosiddetti diritti civili, una dicitura forse limitativa visto che anche Hillary Clinton si era spinta ben oltre dicendo che “gay rights are human rights”. Casualmente il sì di Ingrid e Lorenza è arrivato quasi in contemporanea con la pronuncia della Corte suprema americana sul medesimo tema. Una pronuncia salutata dallo stesso Presidente Obama come “uno storico passo avanti verso l’uguaglianza” Chiudo con un augurio, che, finalmente, anche grazie a storie come quella di Ingrid e Lorenza, si riesca finalmente a parlare semplicemente di coppie e non più di coppie omosessuali”.

L’uguaglianza del mio matrimonio

Alan Wilson*

Fino da quando ho espresso la mia opinione su questo argomento ho ricevuto molti messaggi di ogni genere, non tanto riguardo al matrimonio, ma riguardo all’atteggiamento delle persone verso l’omosessualità. Come stanno le cose?
Ho ricevuto poco più di 500 messaggi di vario tipo, la maggior parte per quanto posso capire da Cristiani di una qualche denominazione. Questo significa che molti altri nella società hanno smesso di tormentarsi su questo argomento e sono giunti, se non alla piena accettazione, almeno al riconoscimento che le persone gay sono persone come loro, e ciò che fanno le persone nel proprio letto sono affari loro. Circa l’80% dei messaggi ricevuti è di sostegno. Fra questi ve ne sono circa 20 – 30 di testimoni personali profondamente coinvolti in coppie gay, e raccontano di amore e fedeltà, qualche volta protrattisi, contro ogni previsione, per molti anni. Il riconoscimento legale non renderebbe queste relazioni più forti, ma le libererebbe dal biasimo. Fra i Cristiani praticanti ho ricevuto messaggi del tipo “Non parlare per me, ma….” e “ non in mio nome” che implicano la necessità di una maggior apertura, fiducia ed onestà, specialmente laddove il clero ha tentato di ricompattare i fedeli su una linea di pensiero convenzionale. E’ impreciso caratterizzare tutti i Cristiani Evangelici come contrari. Molti di loro sono assai più pensosi, sfumati e conflittuali, con un forte istinto evangelico non sull’ultima trincea di una particolare interpretazione della Bibbia ma sforzandosi di essere buona novella per le persone reali. La maggior parte delle Chiese locali è aperta a tutti.
Del restante 20% dei messaggi, circa il 90% possono essere visti soltanto come espressione di crudo pregiudizio e bigotteria. La frase “Non sono omofobico, ma….” in realtà significa “sono omofobo, (più o meno duramente!), ma non voglio parlare di questo”. Alcuni di questi commenti sono più gentili di altri. Mi è stato scritto che gli omosessuali sono pidocchi, animali, insetti, dovrebbero essere abortiti prima della nascita, disgustosi, pervertiti, sessualmente voraci, assassini di massa e sub-umani, tutto questo solo perché sono gay. Così, che il pregiudizio sia gentile, ipocrita o crudo, c’è un carosello di possibilità la fuori…….E’ semplicemente falso pretendere che non ci sia omofobia nella Chiesa. E’ invece piena, chiaramente, e se i capi della Chiesa non si svegliano e agiscono per contrastarla, la Chiesa diventerà, persino più di quel che è adesso, l’ultima frontiera per un più o meno duro pregiudizio che scompare in ogni altra parte della società.
Un altro modo metaforico è stato “Vescovo tu provi ad essere carino, ma stai incoraggiando la SODOMIA!!!” (l’ultima parola sottolineata con la penna verde fino a trapassare la carta). Un buon numero di altrimenti inoffensive persone di Chiesa insiste nel definire gli omosessuali attraverso quello che immaginano facciano a letto, con una lascivia e ossessione che disturbano.
In quel 10% che rimane vi sono più riflessivi commenti sfavorevoli, fra gli autori dei quali mi sono fatto nuovi amici, e ho scoperto una capacità di confrontarsi su questo argomento fra i Cristiani, ancorché con riluttanza, che è impressionante. Alcuni messaggi inizialmente erano davvero ostili e rabbiosi verso di me. Quando mi sono confrontato con loro su una base positiva sulla quale si poteva concordare, la facciata si è sbriciolata e abbiamo potuto avere interessanti e fruttifere conversazioni. Questo può essere fatto.
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Nuove frontiere e nuove prospettive

Sabato 29 settembre a Firenze l’assemblea dell’Associazione “Fiumi d’acqua viva”

Avrà luogo sabato 29 settembre a partire dalle 19.30 l’Assemblea ordinaria dei soci dell’Associazione “Fiumi d’acqua viva – Evangelici su Fede e Omosessualità” per l’approvazione dell’operato della Segreteria uscente, dei bilanci e per l’elezione delle cariche sociali presso la Chiesa metodista di Via de’ Benci a Firenze.
“E’ un’assemblea importante, di svolta” – dichiara il Presidente Claudio Cardone – “dobbiamo decidere come e con quali persone procedere al rilancio della nostra esperienza associativa che ha prodotto e produce molto ma nella quale sentiamo una certa stanchezza e dove, dopo le recenti decisioni sinodali sulle coppie di fatto, c’è bisogno di una riflessione comune e per questo è necessaria la massima partecipazione e trasparenza”.
Al vaglio dei soci vi saranno anche diverse proposte di modifiche statutarie. “La discussione verterà anche sull’ampliamento dello scopo statutario della nostra Associazione” – precisa Marta Torcini, Segretario di Fiumi d’Acqua Viva – “che, senza mettere da parte le tematiche del rapporto tra fede e omosessualità amplino l’orizzonte verso le parole d’ordine di Pace, Giustizia e Salvaguardia del Creato lanciate ormai trent’anni fa dal Consiglio Ecumenico delle Chiese”.
Dopo l’assemblea, verso le ore 21 circa, vi sarà una cena comunitaria e, a seguire, la relazione del Dottor Andrea Panerini, ex Presidente dell’Associazione e attualmente alla Facoltà Valdese di Teologia per la formazione al ministero pastorale, sul tema “Cura pastorale e predicazione cristiana nei confronti delle persone omoaffettive: per un’esegesi di Matteo 8,5-13“.
Si ricorda che hanno diritto di voto all’assemblea i soci in regola con il pagamento della quota sociale 2012. Si prega di prenotarsi presso la mail fiumidaquaviva@gmail.com o presso i numeri 3487453594 (Claudio) oppure 3293276430 (Marta).
Si prega di confermare presenza.

Il 16 maggio a Firenze si prega per le vittime dell’omofobia

In questi giorni, a Firenze e in altre  città italiane e spagnole, alcuni gruppi di cristiani omosessuali si raccoglieranno in preghiera in vari luoghi di culto per dare vita ad una veglia di preghiera in ricordo delle vittime dell’omofobia. L’occasione è offerta dalla Giornata internazionale contro l’omofobia che si celebra il 17 Maggio.
Le Veglie sono promosse da diverse comunità religiose delle varie confessioni cristiane, che hanno collaborato alla loro realizzazione.
A Firenze l’iniziativa è organizzata dalla nostra associazione “Fiumi d’acqua viva – Evangelici su Fede e Omosessualità” e dal Gruppo Kairòs – omosessuali cattolici di Firenze, oltre che da altri soggetti (chiesa battista, chiesa valdese, vetero-cattolici, Ireos, Pax Christi…) e avrà luogo nella Chiesa cattolica romana della Madonna della Tosse di Firenze (Largo Zoli 1, presso il Parterre) la sera di mercoledì 16 maggio 2012 alle ore 21.

Proiezione Gratuita di “Una Giornata Particolare” e buffet

L’Associazione “Fiumi d’Acqua Viva – Evangelici su Fede ed Omosessualità” è lieta di invitarvi ad una serata in cui proietteremo il Film di Ettore Scola “Una Giornata Particolare”, film del 1977, con Marcello Mastroianni e Sofia Loren.

Roma, 1938, il giorno della grande parata in onore della visita di Adolf Hitler in Italia.

Un caseggiato della periferia romana rimane deserto, dato che tutti sono alla parata: deserto ad eccezione di una donna e di un uomo.

Lei moglie e madre, ma sarebbe più esatto chiamarla fattrice di prole e schiava domestica, lui malvisto perchè considerato un “disfattista” e avvolto da un alone di mistero. Due persone sole quindi, solitudine esistenziale prima che assenza di contatti sociali: Queste due solitudini sono destinate ad incontrarsi, per una sola, particolare, giornata.

Una storia che tocca da vicino i temi a noi cari ma che, con l’approssimarsi delle festività natalizie ci può anche portarte a riflettere, tra le altre cose, su come, per le persone lasciate sole nella nostra società, questo potrebbe essere un momento di più acuta sofferenza.

La proiezione è a titolo completamente gratuito.

Per il Buffet è richiesta un’offerta a titolo di rimborso spese.

Vi aspettiamo quindi Venerdì 9 dicembre 2011 alle ore 19.30 presso i locali della Chiesa Metodista di Firenze, Via dè Benci, 9

Un tassello per una strada di dialogo e di mutuo rispetto

Si apre sabato prossimo  a Roma il convegno su omosessualità e pentecostali
Sabato 12 novembre 2011, a partire dalle ore 9.30, avrà luogo presso la Chiesa metodista di Roma Via XX Settembre il convegno di studi “Omosessualità: in dialogo con la chiesa pentecostale” promosso dall’Associazione “Fiumi d’acqua viva – Evangelici su Fede e Omosessualità” in collaborazione con la Comunità metodista di Roma Via XX Settembre.
“Siamo davvero orgogliosi di poter presentare questa iniziativa – dichiara Claudio Cardone, Presidente dell’Associazione “Fiumi d’acqua viva” – che è l’ultima di una lunga serie, tutte con l’obbiettivo di ampliare il dialogo nelle chiese sulla tematica dell’omosessualità. Fieri della qualità dei relatori e degli argomenti proposti per questo convegno, dobbiamo ringraziare il pastore Eric Noffke e la comunità metodista di Roma per la disponibilità e l’impegno con cui hanno collaborato. Siamo anche consapevoli che non tutte le realtà interessate a questa dialettica tra omosessualità e pentecostalismo hanno risposto nonostante le nostre richieste. Confidiamo che questo convegno possa essere un piccolo tassello in una strada di dialogo e di mutuo rispetto senza scomuniche né estremismi da entrambe le parti.”
Dopo i saluti della diacona Alessandra Trotta (Presidente Comitato Permanente OPCEMI – Opera della Chiesa metodista in Italia) e di Claudio Cardone (Presidente Ass. Fiumi d’acqua viva) sono previste le relazioni del past.Eric Noffke (Commissione per il dialogo tra Chiesa valdese e Chiesa Evangelica Assemblee di Dio – AD), del dott.Eliseo Tambone (Chiesa Evangelica Assemblee di Dio – AD), del dott. Andrea Panerini (Ass. Fiumi d’acqua viva), del prof. Daniele Garrone (ordinario di Antico Testamento alla Facoltà Valdese di Teologia) e del prof. Paolo Ricca(emerito di Storia della Chiesa alla Facoltà Valdese di Teologia). Alle ore 13, tra le due sessioni del convegno, vi sarà un lunch (è necessaria e auspicata la prenotazione alla segreteria del convegno).
Qui potete scaricare il pieghevole con il programma dell’iniziativa.

La decisione del Sinodo della Chiesa Valdese sulla benedizione delle coppie omosessuali: in sé già una benedizione, ma “perfettibile”

Dichiarazione della Segreteria dell’Associazione “Fiumi d’Acqua Viva – Evangelici su Fede e Omosessualità”

Ad un anno dalla decisione del Sinodo valdese che autorizza la benedizione delle coppie omosessuali ove vi sia il consenso della comunità e che invita le comunità ad una approfondita riflessione sulla questione della benedizione delle coppie omosessuali, e alla luce di quanto discusso e avvenuto nelle chiese nel corso dell’anno, riteniamo opportuno condividere una riflessione sull’argomento. In questo periodo si è poi verificato un evento importante: la decisione del Sinodo luterano di ammettere alla benedizione le coppie omosessuali. Quest’ultima decisione appare essere il risultato di un percorso di riflessione fondato sulle scritture e condiviso con le comunità, durato alcuni anni. Il risultato è pregevole, di grande apertura senza confusioni fra concetto di matrimonio e rapporto di coppia “altro”.
Il dibattito che ormai da molti anni si svolge all’interno della Chiesa Valdese e il confronto e il dialogo che si è da tempo instaurato fra la Chiesa stessa e le realtà ad essa vicine sull’argomento, hanno portato nel 2010 all’adozione da parte del Sinodo di una mozione che, confermando le grandi aperture già emerse, invita formalmente tutte le comunità ad una riflessione sul tema più approfondita, più organica, orientata al superamento delle divergenze e resistenze emerse nel corso degli anni, e che appaiono essere più di carattere culturale che teologico.
Possiamo quindi ritenere la decisione del Sinodo di per sé già una benedizione, che siamo certi produrrà frutti positivi.
Saranno comunque frutti che non porteranno alcuna confusione fra il concetto di matrimonio e quello di benedizione della coppia. Ci pare infatti giusto ricordare a questo punto che la Chiesa Valdese non considera il matrimonio come un sacramento, ma “solo” come un serio impegno di due persone legate da vincoli affettivi e da un progetto di vita comune.
Nessuna discriminazione quindi è ipotizzabile rispetto alle coppie eterosessuali: la Chiesa Valdese ammette infatti alla benedizione anche le coppie etero dopo la formalizzazione del loro rapporto in sede civile. In questo senso possiamo considerare la decisione sinodale del 2010 in qualche modo profetica perché pone anche lo Stato di fronte alle proprie responsabilità davanti alle esigenze più profonde delle persone. Proprio per questo pare però opportuno ribadire che, essendo la benedizione un atto sovrano di Dio nei nostri confronti, esso non può in alcun modo essere usato, magari inconsciamente, come momento di rivendicazione politica o sociale.
Un altro punto ci sembra opportuno chiarire. La benedizione, come ogni altro atto di provenienza divina, non è neanche mediato né amministrato dalla Chiesa o dal ministro: quello che avviene è invece l’invocazione della benedizione divina sulla coppia, rivolta al Signore da tutta la comunità, mentre per la coppia la cerimonia è il momento in cui bene-dice (cioè rende lode) a Dio per il dono dell’amore, che è esso stesso fonte di benedizione. Ricordiamo infine che questa decisione è arrivata in un momento in cui molte comunità non erano ancora pronte ad accoglierla, almeno nella parte che autorizza le benedizioni. Riteniamo quindi di grande importanza l’invito alle comunità a riflettere sull’argomento e auspichiamo che esso non venga trascurato. Per parte nostra ci impegniamo, per quanto è nelle nostre possibilità, a stimolare questa riflessione e discussione, con la speranza che conduca quanto prima ad una decisione condivisa anche sotto il profilo teologico.

La Segreteria dell’Associazione “Fiumi d’Acqua Viva – Evangelici su Fede e Omosessualità”

Coesistenza nel rispetto reciproco: cristiani a confronto sull’omosessualità

Conversazione di Andrea Panerini con Paolo Ricca

Paolo Ricca (Torre Pellice, 1936) è uno dei massimi teologi italiani. Ha insegnato dal 1976 al 2002 Storia della Chiesa alla Facoltà valdese di teologia. Consacrato pastore della Chiesa valdese nel 1962, ha esercitato il ministero pastorale nella Chiesa valdese di Forano (1962-66) e di Torino (1966-76). Per conto dell’Alleanza riformata mondiale ha seguito il Concilio Vaticano II come giornalista accreditato, redigendone un commento teologico diffuso in diverse lingue. Insegna tuttora, come professore ospite, presso il Pontificio Ateneo Sant’Anselmo di Roma. È stato per 15 anni membro della Commissione Fede e Costituzione del Consiglio Ecumenico delle Chiese con sede a Ginevra. Ha lavorato in diversi organismi ecumenici. In Italia collabora regolarmente al lavoro Segretariato Attività Ecumeniche (SAE). È stato per due mandati presidente della Società Biblica in Italia. Nel febbraio del 1999 ha ricevuto un dottorato honoris causa in teologia dall’Università di Heidelberg e nel 2008 il «Predigtpreis – Kategorie Lebenswerk» del Verlag für die Deutsche Wirtschaft AG. Dirige, per la casa editrice Claudiana di Torino la collana «Lutero. Opere scelte».

Panerini: In quale occasione ha avuto modo di incontrare per la prima volta – durante il suo ministero pastorale – una persona omosessuale?
Ricca: Se ricordo bene tutto, l’incontro che più mi ha impressionato e mi ha obbligato a prendere coscienza della realtà omosessuale è quello con una persona che negava di essere gay, che non voleva essere omosessuale. Per questo motivo si era sposato, aveva avuto cinque figli, fedele – a suo dire – a sua moglie, ma giunto in una età più matura della sua vita personale non poté fare a meno di prendere visione di questa sua identità omosessuale, una disposizione che egli aveva sempre negato ma che alla fine ha prevalso e non poteva più essere rimossa.  Mi chiese, ricordo, che cosa avrebbe dovuto fare, se dichiararsi alla famiglia e abbandonarla fisicamente, uscire dall’equivoco oggettivo che egli stesso aveva creato per essere se stesso, oppure se lo consigliavo di continuare a fingere di essere quello che non era.

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Tre incontri sul corpo e la ricerca spirituale

Vi segnaliamo volentieri queste tre iniziative organizzate dal nostro caro fratello Gianluigi Gugliermetto, teologo episcopale. (red.)

IL CORPO E LA RICERCA SPIRITUALE
Conferenze e laboratori

Lunedi 20 settembre 2010:
Il corpo come presenza,emozione e radice della trascendenza
ore 21, Libreria Claudiana
Borgo Ognissanti 14/R, Firenze
Ingresso libero

12-14 novembre 2010:
Corpo, emozioni e felicità
LABORATORI DI RICERCA SPIRITUALE
Casa Cares, Reggello (FI)

4-6 marzo 2011:
Emozioni e sessualità nelle relazioni
LABORATORI DI RICERCA SPIRITUALE
Casa Cares, Reggello (FI)

L’indagine critica della tradizione spirituale cristiana e della filosofia occidentale non devono essere un faccenda per specialisti, perché il modo in cui siamo stati educati a pensare e a vivere il nostro corpo e la relazione del corpo con la trascendenza e il divino riguarda tutti e tutte.
Le conferenze e i laboratori sono aperti a uomini e donne di qualsiasi genere e orientamento sessuale, con l’intento esplicito di far dialogare esperienze diverse, rispettando le peculiarità di ciascuna identità, ma soprattutto lasciando emergere l’individualità relazionale di ciascuna persona. Si richiedono: desiderio di ascolto e di reciprocità, rispetto dei vissuti delle persone, desiderio di passare del tempo nella quiete e in amicizia.

Prezzo per un fine settimana: 140 Euro. Include iscrizione (€50 anticipate e non rimborsabili), pernottamento in camera doppia e i pasti dalla cena del venerdi al pranzo della domenica. La partecipazione parziale non è consentita per ragioni inerenti alla dinamica dell’incontro (le persone di Firenze e dintorni hanno comunque l’opportunità di non pernottare/cenare; per questo tipo di partecipazione il costo, che include l’iscrizione e il pranzo di sabato, è di €60).
Informazioni e iscrizioni: ggugliermetto65@gmail.com

“Chi decide la verità?”

Prosegue a Firenze la settimana di preghiera contro l’omofobia

FIRENZE – Ha avuto luogo, mercoledì 12 maggio alle ore 18 presso la Chiesa battista di Borgognissanti, la presentazione del volume “L’omosessualità nella Bibbia e nel vicino oriente antico” (Claudiana) nell’ambito della Settimana di preghiera contro l’omofobia organizzata dall’Associazione “Fiumi d’acqua viva – Evangelici su Fede e Omosessualità” in collaborazione con il Centro culturale protestante “Pietro Martire Vermigli”, la Libreria Claudiana, la chiesa valdese di Firenze, la chiesa metodista di Firenze, la chiesa battista di Firenze, la Parrocchia Vetero-Cattolica “S. Vincenzo di Lerins” e la Chiesa episcopale “St. James”. Nonostante la giornata piovosa non è stato irrilevante anche a livello numerico il pubblico intervenuto davanti alle due relatrici, la pastora valdese Dorothea Mueller e la presbitera vetero-cattolica Teodora Tosatti. Ha moderato il dibattito Andrea Panerini.
Hanno portato i loro saluti Dunia Margherini, presidente del consiglio della chiesa battista e il professor Marco Ricca, presidente del Centro culturale protestante “Pietro Martire Vermigli”.
La pastora Mueller ha presentato puntualmente il contenuto del libro, una pubblicazione agile e usufruibile anche da lettori non specializzati in teologia o in esegesi biblica, che tuttavia dà alcune indicazioni e orientamenti puntuali per inquadrare esattamente, anche da un punto di vista storico, tutta la questione del rapporto tra l’omosessualità e le scritture nell’ambito culturale del vicino oriente antico. Ha anche insistito, ponendo delle domande al pubblico presente, sulla tematica generale del rapporto tra lettura della Scritture e l’elaborazione di una morale imperativa, ponendo una questione fondamentale: “Chi decide, chi impone la verità: chi impone la falsità?”
Teodora Tosatti invece si è soffermata sulla specifica esegesi, avvalendosi anche di testi greci ed ebraici, di alcuni testi biblici controversi che spesso vengono usati per negare dignità e diritti alle persone omosessuali, cominciando proprio dal primo capitolo dell’epistola ai Romani dell’apostolo Paolo: un elenco di vizi più riconducibili alle scuole filosofiche stoiche che non alla visione rinnovata dell’Evangelo, la cui finalità è stata per secoli traviata dagli esegeti facendo torto proprio allo stesso apostolo Paolo e spiegando i divieti vetero-testamentari come parte di un codice di santità riconducibile alla dicotomia ebraica puro/impuro.
Entrambe le relatrici si sono dichiarate favorevoli alla benedizioni delle coppie gay nelle chiese cristiane rigettando la visione pagana del “diritto secondo natura”, assurdo per la teologia cristiana, e specificando che Dio benedisce tutto il creato, sessualità compresa, pertanto la chiesa non può discriminare una parte della creazione stessa per motivi che attengono più alle situazioni storico-culturali che non al rapporto tra Dio e l’uomo.
La settimana di preghiera contro l’omofobia prosegue giovedì 13 maggio alle ore 21 presso la chiesa metodista di Firenze (Via de’ Benci – pressi Piazza S. Croce) con la proiezione del documentario “Improvvisamente l’inverno scorso”. Ingresso libero.

Intervista a don Franco Barbero

a cura di Andrea Panerini

Franco Barbero, presbitero cattolico dimesso allo stato laicale dall’allora cardinale Ratzinger, è uno dei “preti contro” più noti d’Italia. Il 17 e il 18 aprile 2010 prenderà parte al convegno-ritiro “Dove andrai tu, andrò anch’io – Omoaffettività e benedizioni di coppie dello stesso sesso” organizzato dall’Associazione “Fiumi d’acqua viva – Evangelici su Fede e Omosessualità”. Lo abbiamo intervistato cercando di tirare fuori, pur nella ovvia brevità, alcune angolature personali inconsuete di questo teologo italiano.

Seguendo quale percorso è arrivato a fare il prete cattolico? Cosa è nato dentro di lei per arrivare a questa missione?
Premetto che le mie risposte saranno molto riassuntive per il poco tempo di cui dispongo. Per quale strada arrivai a fare il prete cattolico è in qualche modo non del tutto chiaro neanche a me. Certo, influì il fatto d’aver incontrato nei primi anni alcuni preti molto positivi, entusiasti ed affettuosi. Debbo molto alla mia famiglia che era numerosa e piuttosto misera, non solo povera. Fu la mia mamma che mi parlò di Gesù come amico dei poveri, come buon pastore ad accendermi nel cuore il desiderio di fare come il buon pastore? Può darsi. Ma mi sembra di essere nato con l’idea di farmi prete! Tanto che a 7 anni già radunavo i bimbi e le bimbe della mia via a Pinerolo per “dire messa” e volevo ogni mattina “fare il chierichetto” prima di andare a scuola. Prete per me allora voleva dire “Gesù e i poveri”. Nell’adolescenza e nel lungo periodo di permanenza in sanatorio, curato da uno straordinario medico valdese, la mia “vocazione” si approfondì e già in sanatorio fondai un gruppo biblico settimanale… Eppure non so spiegarmi come sia maturata in me questa scelta. Allora credevo, da ragazzo, che la chiesa cattolica fosse l’unica vera chiesa e che fuori…tutto fosse tenebra o eresia.

Che cosa significa per lei il suo ministero? Si sente ancora parte della Chiesa universale?
Il mio ministero significa cura pastorale, accompagnamento delle persone verso una fede personale adulta, ascolto delle persone, soprattutto molto impegno per l’animazione biblica nella mia comunità e in tanti altri luoghi e comunità. Dio mi ha regalato tante “cattive compagnie” che sono state le voci che mi hanno molto aiutato nella mia conversione al Vangelo: eretici, separati, divorziati, scomunicati, spretati, donne, femministe, gay, lesbiche, transessuali, credenti del dissenso, molti preti “disagiati”, tossicodipendenti, pedofili… Nella vita non mi sono annoiato, né mi sono potuto permettere di portare nelle relazioni quotidiane le risposte prefabbricate del catechismo cattolico. Debbo molto a queste persone che continuo ad incontrare ogni giorno. L’ascolto delle persone e il ministero della Parola di Dio restano il cuore del mio essere prete-pastore. Sono un pastore felice. Mi sento parte della chiesa universale più che mai. La dimensione ecumenica mi è penetrata nelle ossa. Sto nella chiesa cattolica come parte del popolo di Dio con una visione teologica che non ha nulla in comune con la gerarchia cattolica ufficiale. Per me la chiesa si invera là dove si accoglie la presenza amorosa ed interpellante di Dio e dove si tenta di vivere la sequela di Gesù. Senza “questa” chiesa universale, da viversi nel particolare e nel quotidiano, non riuscirei a fidarmi di Dio e mi mancherebbe il confronto di idee e di prassi che mi sembrano ossigeno essenziale per la vita di fede.
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