La testimonianza cristiana e i Gay Pride

Perché la nostra associazione non vi prende parte

Oggi in Italia e nel mondo si celebra la giornata mondiale dell’orgoglio omosessuale e in molte città hanno luogo le sfilate dei Gay Pride. Non intendiamo qui criticare con stereotipi queste sfilate: in queste manifestazioni ci sono parti folkloristiche e cittadini che credono nella lotta per i diritti civili, seppur in maniera sempre più decrescente. Non è quindi nostra intenzione criticare chi singolarmente vi prende parte, anche eventualmente tra i nostri soci e simpatizzanti.
L’intenzione è di spiegare perché la nostra Associazione, fin dalla sua fondazione nel 2009, ha deciso di non aderire, in nessun modo, a queste manifestazione pur essendo in prima linea nella lotta all’omofobia, per il riconoscimento dell’omoaffettività nelle chiese e per la diaconia verso le persone GLBT in carcere e in altre situazioni. Peraltro anche dopo aver ampliato il proprio oggetto sociale a “Pace, Giustizia e Salvaguardia del Creato”, senza eliminare il rapporto tra fede e omosessualità ma considerando che ogni discriminazione coinvolge tutti e tutte senza settarismi e senza rinchiudersi in ghetti. E a questo punto ripetiamo anche quello che avevamo già scritto alcuni anni fa.
Il punto fondamentale su cui bisognerebbe interrogarsi è il seguente: “quale ruolo devono avere i gruppi o le reti di cristiani omosessuali nella nostra società? Se sono realmente comunità cristiane l’obbiettivo essenziale è quello di proclamare al mondo l’Evangelo”! Ma è difficile fare testimonianza in certe situazioni o limitandosi a reggere uno striscione una volta all’anno al Gay Pride. Se poi qualcuno lo vuol fare, niente di male, è una scelta individuale, è una delle possibili testimonianze. Ma se la specificità cristiana si riduce solo a quello è meglio fondare una bocciofila, perché è più facile omologarsi alla folla, scaricandosi la coscienza, invece di avere la forza di testimoniare ogni giorno e in ogni situazione di essere gay e lesbiche seguaci di Gesù Cristo.
Perché manifestare in queste occasioni dove né nei cortei né nelle piattaforme politiche c’è mai spazio per una incisività cristiana ma si fa solo omaggio ad alcuni stereotipi di parte del movimento GLBT quale un anti-religiosità e un anti-clericalismo senza le opportune distinzioni e senza approfondimento. Giusto che ci siano queste manifestazioni laiche, giusto e non “purtroppo” come infelicemente ebbe a dire in Parlamento l’ex Presidente del Consiglio Giuliano Amato ma è anche corretto il rispetto se vi sono cristiani che, pur lottando contro le discriminazioni, non vi ci si riconoscono.
La maggior parte del movimento GLBT riconosce l’individuo omosessuale quale parte di una “categoria”, noi come cristiani vediamo l’omosessuale, il bisessuale, il transessuale come persona fatta a immagine di Dio e da questo deriva la sua inalienabile libertà e dignità attraverso la croce del Signore Gesù Cristo.
La maggior parte del movimento GLBT rivendica l’autodeterminazione sessuale e l’assoluta libertà in questo campo, cosa che possiamo anche apprezzare a livello civile di fronte alla nostra Costituzione, ma noi pensiamo che la persona umana non è autodeterminata rispetto a Dio e che anche il suo orientamento sessuale rientri nel disegno divino di amore verso l’umanità e verso tutto il Creato: «Sono stato crocifisso con Cristo: non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me! La vita che vivo ora nella carne, la vivo nella fede nel Figlio di Dio il quale mi ha amato e ha dato se stesso per me.» (Galati 2,20)
Noi pensiamo che la preghiera e l’azione diaconale, di sostegno fattivo nell’amore alle persone GLBT contino molto di più di cortei politici che tuttavia sembrano sempre più allontanarsi dal modello di lotta per i diritti civili che hanno un modello nel pastore protestante Martin Luther King.
Sono differenze di fondo non risolvibili ma che tuttavia non ci impediscono, in altre circostanze rispetto al Gay Pride, di collaborare proficuamente. Il movimento GLBT a livello mondiale si fregia della bandiera arcobaleno, esaltando le diversità. La nostra speranza è che prenda questa nostra diversità nel senso di un arricchimento e non di una divisione.

Andrea Panerini
Segretario Nazionale Associazione cristiana “Fiumi d’acqua viva”

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Pubblicato il 28 giugno 2014, in Associazione, Omosessualità con tag , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 6 commenti.

  1. E’ tornato l’omofobo Panerini, lo stesso che intervistò Paolo Ricca il quale disse di aver consigliato un omosessuale “di continuare a fingere considerando il danno probabile in senso affettivo e psicologico che avrebbe provocato a lui stesso e alla famiglia: sarebbe stato maggiore il danno del sacrificio che egli avrebbe dovuto fare contro se stesso continuando ad apparire quello che non era.” Che schifo! Avete pure rinunciato ad avere nel titolo dell’associazione la parola “omosessualità” per paura per metterci pace, giustizia e salvaguardia del creato, vale a dire tutto e nulla… Se Panerini ha dei problemi con il mondo gay e con la propria omosessualità meglio il lettino dello psicanalista che avere cariche nelle chiese e nelle associazioni…

    • Caro Ale, pur essendo la Presidente di Fiumi d’Acqua Viva rispondo al tuo commento a titolo strettamente personale. La domanda che mi pongo spesso è perché le persone invece di esprimere le proprie posizioni spiegandole con argomenti reagiscano quasi sempre con attacchi personali fuori luogo, e del tutto inutili ad un dibattito costruttivo. Andrea Panerini ha espresso una posizione, condivisa da molti e criticata da molti altri. Non ci vedo nulla di straordinario. Del resto, che il gay pride abbia rappresentato nel tempo di volta in volta una forma di protesta, una forma di provocazione sociale, un modo di esprimere la propria diversità o tutte queste cose insieme, non si può certo negare. Che poi il gay pride non sia propriamente un modo per diffondere l’Evangelo di Cristo (siamo un’associazione cristiana!) è tema discusso anche all’interno della nostra associazione, che comunque non impedisce a nessuno dei suoi soci di parteciparvi a titolo personale.Ti invito comunque a tenere d’occhio il sito: pubblicheremo certamente altre idee e posizioni (sostenute con argomenti ovviamente, non con attacchi personali) che emergeranno da un dibattito interno che terremo dopo l’estate.
      Capisco meno invece l’attacco all’Associazione e da qui ti rispondo come Presidente. Intanto non mi risulta che tu sia un socio e non mi pare quindi che tu abbia in alcun modo preso parte alla discussione che ha portato alla variazione del nome. Poiché invece può essere interessante, anche se nessuna spiegazione è dovuta per scelte interne, desidero chiarire che il cambiamento è stato voluto per allargare gli orizzonti: se le persone GLBT non devono essere ghettizzate e rinchiuse in un’area protetta, come gli esemplari di specie in via di estinzione, i loro diritti vanno riconosciuti esattamente come quelli delle donne, dei bambini, dei poveri, dei diseredati della terra e di tutti i viventi ai quali non viene riconosciuta dignità e/o diritto di esistere, inclusi, per come la vedo io, anche gli altri animali che sono i nostri fratelli minori dei quali siamo responsabili. Questo comporta che ogni forma di discriminazione debba essere combattuta non separatamente, ma insieme alle altre, perché le discriminazioni si rafforzano l’una con l’altra e vanno tutte a colpire la Pace, la Giustizia e il Creato. Perciò, lungi dall’essere come tu sostieni, un atto di vigliaccheria, è un atto di grande coraggio e di innovazione, che abbiamo compiuto convinti che solo così si possa arrivare finalmente al giorno in cui nessuno valuterà e tratterà gli altri sulla base del loro essere gay, lesbica, trans, donna, bambino, povero, nero ecc. ecc. ma vedrà tutti come persone, umane e non umane, con i loro diritti e i loro doveri (per gli umani), uguali a quelli di tutti gli altri del contesto sociale in cui vivono. Queste posizioni possono essere discutibili e discusse, ma certamente non possono essere offesi o attaccati a livello personale quelli che le sostengono. Mi spiace molto che una parte (spero piccola!) delle persone e dell’associazionismo GLBT non capisca queste cose e tenda a marcare la propria differenza attraverso la distinzione e la separazione: oltre a non essere un modo molto cristiano di porsi (non rimproverabile ovviamente ai non credenti e ai non cristiani), è anche, a mio parere, un modo sbagliato di rivendicazione, che tende ad autoghettizzare e chiudere, piuttosto che ad includere ed aprire. Marta Torcini.

  2. Qui non c’è nemmeno da rispondere che uno sia omofobo o no. L’omofobia è una invenzione delle lobby e io penso invece che Panerini si sia fin troppo sbilanciato a favore di questi “Gay pride”. Doveva dire che non è possibile per un cristiano andare a una tale carnevalata oscena e per un evangelico ancor di meno. Avete fatto bene a eliminare la parola omosessualità dalla vostra associazione e secondo me, per essere fedeli all’Evangelo, dovreste occuparvi di questi derelitti per fargli capire la retta via e non per assecondarli. Panerini in questo non è credibile essendo un gay libertino egli stesso che si dice conservatore a livello teologico e poi giustifica a livello morale qualunque turpitudine… Quando si dice la coerenza… E poi cosa c’entra un anglicano con voi lo devo ancora capire…

  3. Verovaldese, non capisco…..l’Evangelo è carità (la più grande delle virtù, non nel senso di elemosina ma di cuore caritatevole, di pietas) e nonostante questo anche tu non disdegni attacchi personali e divisioni. Cosa vuol dure che qualcuno manca di coerenza? Per me significa solo che si conferma quello che sostenevano Lutero e Calvino: l’uomo è peccatore e non può salvarsi con le proprie opere. E poi…..chi è senza peccato….te lo ricordi vero? Cosa c’entra un anglicano con noi? Forse non è anche lui un fratello, un fratello cristiano per di più? E poi forse dovresti studiare un po’ meglio la teologia: conservatori teologicamente e aperti al mondo e comprensivi verso le sue contraddizioni non sono affatto concetti contraddittori… anzi!
    Silia Voltumna

  4. Io appoggio in tutto e per tutto Andrea Panerini fatto oggetto di critiche e insulti intollerabili. Sono d’accordo con la sua opinione sul Pride, da cristiano. Ma anche se uno è di parere opposto mi pare assurdo e non tollerabile avere questi insulti. Vergognatevi! Andrea è una persona assolutamente perbene, ottimo predicatore e nella cura pastorale, tutte le comunità cristiane in cui ha operato lo ricordano con affetto e rimpianto. Ha un carattere deciso, questo si, che comunque vedo come un pregio nell’attuale situazione religiosa e politica in Italia. Ha una profonda preparazione che nemmeno 15 di voi messi insieme potrebbero ambire e, pur non essendo ovviamente il Vangelo, nè mai ha preteso di esserlo, quando scrive e/o parla meriterebbe maggiore attenzione e riflessione sul merito di quello che scrive o dice. Ma questo è il paese dove si vuole il nulla al governo, i vari Renzi e Berlusconi, dove vi fate abbindolare dal gesuita papa e dai predicatori pentecostali… Vergogna!

  5. Io invece sono pienamente d’accordo con quanto scritto da Andrea Panerini! Se uno ci vuole andare ci vada, ma un’associazione cristiana che deve predicare il Vangelo deve badare a ben altro e vedere ben oltre a questo.
    Sono poi assurde e senza ritegno le accuse fatte ad Andrea e chi lo conosce sa bene che non è nè omofobo nè un pervertito o degenerato ma solo una persona che dice verità che evidentemente sono molto scomode. Prima di parlare di lui dovreste ben sciacquarvi la bocca, se vi mettete in 15 non fate la preparazione accademica, culturale, l’umanità e l’esperienza di Andrea.

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