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Reazioni alla dichiarazione del Segretario di Stato Vaticano Bertone su “pedofilia e omosessualità”

Riportiamo le dichiarazioni di alcune associazioni italiane, tra cui la nostra

Ass. “Fiumi d’acqua viva – Evangelici su Fede e Omosessualità”
Dichiarazione del Presidente Panerini sulla conferenza stampa del 12 aprile del Segretario di Stato Vaticano

Firenze, 13 aprile 2010 – “Intervenendo brevemente sulle dichiarazioni rilasciate ieri a Santiago del Cile dal Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato Vaticano – dichiara Andrea Panerini, Presidente Nazionale dell’Associazione “Fiumi d’acqua viva – Evangelici su Fede e Omosessualità” – sul presunto intreccio tra pedofilia e omosessualità, dobbiamo dire che esse mirano a creare un capro espiatorio per stornare le gravi responsabilità dell’attuale vescovo di Roma circa lo scandalo pedofilia nella chiesa cattolica romana. L’esternazione di Bertone – in sè gravissima e senza alcuna giustificazione oltre che meritevole delle peggiori punizioni della giustizia umana circa la grave diffamazione e la violenza verbale se il loro estensore non fosse  coperto dall’immunità diplomatica – mira a creare un tremendo movimento di disinformazione in primo luogo nel popolo addormentato dei cattolici italiani (la stragrande maggioranza del quale non frequenta le chiese ed è fondamentalmente ignorante sui fatti della fede cristiana). Va da sè che le dichiarazioni del Segretario di Stato Vaticano – conclude Panerini – non hanno il minimo fondamento scientifico (in quanto la maggioranza dei pedofili in tutto il mondo è eterosessuale) nè tantomeno biblico e sono l’ennesima prova della mancanza di amore cristiano da parte del moloch di potere che si fa chiamare chiesa cattolica romana: esse creano ulteriore sofferenza a tutti i gay, le lesbiche e i transessuali – ma anche agli eterosessuali – cristiani nel mondo”.

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Gruppo “Il Guado” – Milano
Adesso basta Eminenza!

Nei giorni scorsi parecchie persone ci hanno chiesto di dire la nostra sugli scandali legati agli abusi sessuali compiuti da alcuni esponenti del clero nei confronti di minori. Abbiamo sempre evitato di intervenire pubblicamente per due motivi: il primo è legato al profondo amore che abbiamo per la Chiesa cattolica, un amore che, nel momento in cui la vediamo in grave imbarazzo a causa dei comportamenti criminali di alcuni suoi preti e delle sciocchezze pronunciate da alcuni suoi dignitari, ci porta a conservare quel silenzio preoccupato di chi vede una persona cara nei guai; il secondo è invece legato alla scelta di non contribuire, intervenendo su vicende che riguardano abusi sessuali su minori, a quell’idea malsana che, alimentata da un’omofobia strisciante, mette in relazione queste vicende con l’omosessualità.

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