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Venerdì 14 novembre ci troviamo per vedere “Il capitale umano”

La locandina del film

La locandina del film

Venerdì 14 novembre alle ore 19.00 presso la Chiesa metodista in via de’ Benci a Firenze avrà luogo la prima serata del ciclo sulla giustizia sociale organizzato dall’Associazione “Fiumi d’acqua viva – Pace, Giustizia e Salvaguardia del Creato” ONLUS. Il tema di quest’anno sociale 2014-2015 tocca uno dei problemi primari della nostra società e del pensiero cristiano: ovvero la giustizia sostanziale tra gli esseri umani, i popoli, gli animali alla luce della fede in Cristo. Verrà presentato e proiettato il film “Il capitale umano” (Italia, 2014) di Paolo Virzì a cui seguirà una cena e una discussione. La visione del film è riservata ai soci e a coloro che avranno fatto richiesta di adesione. Per informazioni: http://www.fiumidacquaviva.orgfiumidacquaviva@gmail.com – 329.3276430 (Marta) – 389.8858211 (Andrea)

In un paesotto della Brianza che finisce in “ate”, eretto alle pendici di una collina una volta incredibilmente boscosa, un cameriere da catering neanche più giovane torna a casa a notte fonda con la sua bicicletta, chiuso tra il gelido freddo di una curva cieca e il sopravanzare spavaldo e sparato di un Suv che lo schiaccia lasciandolo agonizzante, vittima predestinata di un pirata anonimo. Il giorno dopo, la vita di due famiglie diversamente dislocate nella scala sociale brianzola viene toccata da questo evento notturno in un lento affiorare di indizi e dettagli che sembrano coinvolgere il rampollo di quella più ricca, assisa nella villa che sovrasta il paese, e la figlia dell’altra, piccolo borghese con aspirazioni di ribalta. Uno a uno sfilano i presunti protagonisti: il padre della giovane ragazza, un ingenuo stolto e credulone, titolare di un’agenzia immobiliare, pronto a giocarsi quello che non ha per entrare nel fondo fiduciario del magnate della zona al quale accede per un eccesso di fiducia e grazie all’entratura garantitagli dalla figlia, fidanzata con il giovane rampollo della ricca famiglia; il magnate, cinico e competitivo, perfetto prodotto brianzolo, forgiato con la tempra di chi ha abbattuto ettari di bosco per costruire quell’impero economico, inno del malcostume e del cattivo gusto: le moglie dell’uno e dell’altro, la prima psicologa tutta presa dalla sua missione e dall’imminente maternità, tardiva e sofferta, la seconda sposa tonta con il sogno del teatro, obnubilata dalla ricchezza e dal troppo avere: in ultimo i rispettivi figli, non più incolpevoli, mai più adolescenti, complici dell’orrore in questa “tragedia” balzachiana che della commedia ha solo i tipi.