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“Catastrofi naturali: Padre amorevole, Giudice o che altro?”: la trascrizione della relazione di Hanz Gutierrez

Conversazione con Hanz Gutierrez, Decano della Facoltà Avventista di Teologia di Firenze

Il 28 febbraio si è svolto l’incontro con Hanz Gutierrez, decano della facoltà avventista di teologia, teologo fine e sensibile. Vi presentiamo una sintesi della sua relazione scusandoci fin d’ora per l’eventuale poca chiarezza del discorso, dovuta al fatto che l’intervento non è stato registrato: la sintesi deriva dagli appunti presi durante la conversazione.

Il tema presenta alcune domande sulla natura, su Dio e sull’uomo. Tutte le culture premoderne (si pensi a Tommaso d’Aquino) essendo cosmocentriche trovavano un riferimento, e una spiegazione alle loro domande, nel cosmo. Noi no.
La natura che adesso ci appare limitata, ci sembrava illimitata nelle risorse. Adesso ne possiamo calcolare la fine. Questo contrasta con l’esperienza di una natura illimitata nella sua capacità di distruzione, che sfugge al nostro controllo. Ed ecco la prima domanda: cos’è che ci crea più problemi, una natura che non controlliamo o una natura che controlliamo troppo?
Lo scienziato olandese Paul Crutzen ha reso celebre una espressione: “antropocene”, ad indicare l’estensione delle attività umane che hanno un impatto significativo sugli ecosistemi della Terra e che si sono sviluppate negli ultimi 150 anni. Questo periodo ha assunto il valore di una nuova era geologica caratterizzata dal controllo dell’uomo sulla natura, controllo che è fonte della crisi.
Come cristiani si pone a questo punto una domanda, la seconda, su Dio: quale Dio può convivere con una natura così malridotta? Se il cosmo è in queste condizioni quale Diolo ha permesso?
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