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Il 12 maggio preghiamo contro l’omofobia

Giovedì 12 maggio 2011 alle ore 21, avrà luogo nella Chiesa della Madonna della Tosse di Firenze (Largo Zoli 1, presso il Parterre) la veglia di preghiera contro l’omofobia. L’evento è organizzato dal gruppo Kairos, dall’associazione Fiumi d’acqua viva – Evangelici su fede e omosessualità, dalla parrocchia cattolica romana della Madonna della Tosse, dalle chiese battista, valdese, episcopale e vetero-cattolica di Firenze, dall’associazione Ireos e dal punto Pax Christi di Firenze.
Siete tutti invitati a partecipare a questo evento spirituale di comunione ecumenica ricordandovi che il giovedì seguente, 19 maggio, alle 18.30 avrà luogo, presso la SMS Andrea del Sarto a Firenze il dibattito su Unioni Civili e benedizione delle coppie omosessuali. Interverranno l’on. Bachelet, i professori Sole e Redaliè, il consigliere regionale Carraresi. Modererà Valdo Spini.

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“Smascheriamo i demoni del nostro tempo”, sermone di apertura del sinodo 2010

Il testo della predicazione della past. Letizia Tomassone durante il culto di apertura del Sinodo 2010

«20 Quanto a noi, la nostra cittadinanza è nei cieli, da dove aspettiamo anche il Salvatore, Gesù Cristo, il Signore, 21 che trasformerà il corpo della nostra umiliazione rendendolo conforme al corpo della sua gloria, mediante il potere che egli ha di sottomettere a sé ogni cosa.» (Filippesi 3/20-21)
«1 Dopo queste cose, il Signore designò altri settanta discepoli e li mandò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dov’egli stesso stava per andare. […] 17 Or i settanta tornarono pieni di gioia, dicendo: “Signore, anche i demòni ci sono sottoposti nel tuo nome”. 18 Ed egli disse loro: “Io vedevo Satana cadere dal cielo come folgore. 19 Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni e su tutta la potenza del nemico; nulla potrà farvi del male. 20 Tuttavia, non vi rallegrate perché gli spiriti vi sono sottoposti, ma rallegratevi perché i vostri nomi sono scritti nei cieli”. 21 In quella stessa ora, Gesù, mosso dallo Spirito Santo, esultò e disse: “Io ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e agli intelligenti, e le hai rivelate ai piccoli! Sì, Padre, perché così ti è piaciuto! 22 Ogni cosa mi è stata data in mano dal Padre mio; e nessuno sa chi è il Figlio, se non il Padre; né chi è il Padre, se non il Figlio e colui al quale il Figlio voglia rivelarlo”. 23 E, rivolgendosi ai discepoli, disse loro privatamente: “Beati gli occhi che vedono quello che voi vedete! 24 Perché vi dico che molti profeti e re hanno desiderato vedere quello che voi vedete, e non l’hanno visto; e udire quello che voi udite, e non l’hanno udito.”» (Luca 10/1; 17-24)

Letizia Tomassone

I discepoli che tornano sono 70 come le nazioni del mondo. Coloro che portano l’evangelo percorrono le strade del mondo e Luca già intravede un evangelo che si espande e non sta chiuso nei confini di una nazione, di una sola cultura. Eppure spesso la missione è stata vissuta come una coincidenza fra cultura occidentale ed evangelo, e l’esportazione dell’uno ha portato con sé l’esportazione dell’altro.
Questo ci pone almeno due domande principali:
– in che modo leggiamo la Bibbia che motiva la nostra vocazione come chiesa?
E poi:
– cosa diciamo quando, come oggi, osiamo noi stessi, come chiesa, inviare qualcuno in missione?
I 70 tornano a Gesù, non a un luogo sacro o fondativo, ma a una persona vivente che è al centro del loro agire e motiva il mandato che ci è rivolto anche oggi. Tornano dunque con quel movimento centripeto che usiamo per descrivere l’ecumenismo. Gesù al centro e noi, come tanti raggi, che convergiamo verso di lui.

Eppure non si verifica qui ciò che il movimento ecumenico auspica, cioè che ci si conosca e riconosca andando verso il Cristo. Infatti, pur nella gioia, i 70 sembrano tutti concentrati sui loro successi. Si sono dimenticati di esser stati mandati davanti a Gesù, e non al posto suo.
Quell’identificazione tra cultura occidentale ed evangelo, operata con prepotenza dagli europei nel tempo del colonialismo, ora si rivolta in molti modi contro di noi. L’evangelo va liberato dall’eurocentrismo e da ogni centratura che lo riferisce e lo riduce a una cultura, a un modo di vita.

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“Piego le ginocchia davanti al Padre”

Predicazione tenuta da Andrea Panerini il 16 maggio 2010 nel Tempio valdese di Firenze in occasione del culto contro l’omofobia

Per questo motivo piego le ginocchia davanti al Padre, dal quale ogni famiglia nei cieli e sulla terra prende nome, affinché egli vi dia, secondo le ricchezze della sua gloria, di essere potentemente fortificati, mediante lo Spirito suo, nell’uomo interiore, e faccia sì che Cristo abiti per mezzo della fede nei vostri cuori, perché, radicati e fondati nell’amore, siate resi capaci di abbracciare con tutti i santi quale sia la larghezza, la lunghezza, l’altezza e la profondità dell’amore di Cristo e di conoscere questo amore che sorpassa ogni conoscenza, affinché siate ricolmi di tutta la pienezza di Dio. Or a colui che può, mediante la potenza che opera in noi, fare infinitamente di più di quel che domandiamo o pensiamo, a lui sia la gloria nella chiesa, e in Cristo Gesù, per tutte le età, nei secoli dei secoli. Amen.

Efesini 3,14-21

Cari fratelli e care sorelle,
avvicinandosi a questo testo non possiamo che riflettere sulla preghiera, in quanto questi versetti non sono altro che una vera e propria dossologia cioè una formula liturgica mediante la quale si loda Dio in sé o nella persona di Cristo: stilisticamente è di notevole efficacia  e in molte chiese cristiane è utilizzata in alcune ricorrenze dell’anno ecclesiastico o per particolari veglie di adorazione. Un brano, però, che ha fatto discutere gli studiosi per secoli nella sua complessità redazionale. La questione riguardante l’autore della epistola agli Efesini è stata posta alla fine alla fine del XVIII secolo ma già Erasmo da Rotterdam aveva osservato la singolarità e l’originalità stilistica e di contenuto di questa lettera rispetto al resto del corpus paolino. Oggi il suo carattere deutero-paolino è quasi unanimamente accettato da esegeti di tutte le confessioni cristiane. Il fatto che una epistola sia deutero-paolina, quindi non scritta dalla mano di Paolo ma da uno dei suoi collaboratori o da una persona della scuola teologica dopo la morte dell’apostolo, non significa che non possa riprendere materiale paolino orale o scritto e che quindi rispecchi una sensibilità presente nella scuola che faceva riferimento stretto a Paolo stesso. Tuttavia Efesini indica una rappresentazione posteriore dell’apostolo: non vi è più la contestazione dello status dell’apostolato di Paolo né vi sono presenti i gravi conflitti tra giudeo-cristiani (ebrei convertiti al cristianesimo) e pagano-cristiani (i cristiani fuori dall’ambito giudaico) che invece sono importanti nelle lettere che l’analisi ha rilevato essere scritte o dettate da Paolo in persona. L’epistola viene datata tra l’80 e il 100 d.C. e le lettere di Ignazio di Antiochia (ca. 110 d.C.) sembrano riflettere una conoscenza dell’epistola. Il luogo di redazione sembra essere stato l’Asia minore. Leggi il resto di questa voce

Non violenza e Gospel alla Chiesa episcopale

Sabato 15 maggio alle ore 21 presso la Chiesa episcopale St. James in Via Rucellai ha avuto luogo una serata dal titolo “Omofobia e violenza: testimonianze cristiane non violente” con il saluto del canonico della chiesa, il reverendo Mark Dunnam, che ha sottolineato l’importanza della battaglia contro l’omofobia e i peccati delle chiese in questo ambito. Sono state illustrate tre testimonianze di personaggi non violenti. Il teologo episcopale Gianluigi Gugliermetto ha parlato di come i familiari di Matthew Sheppard (ragazzo che fu seviziato e ucciso negli USA nel 1998 perchè omosessuale) abbiamo cambiato idea sulla pena di morte da infliggere agli assassini del figlio proprio partendo dall’esempio cristiano della vittima. L’episodio scosse profondamente gli Stati Uniti e i recenti provvedimenti di Obama prendono origine proprio dal sacrificio di Matthew, luminoso esempio di cristiano omosessuale e di come dalla violenza si possa sempre far prevalere l’amore, seppur in mezzo a tanto dolore. Giampaolo Pancetti ha tentato di dare una collocazione all’opera di Francesco d’Assisi, raccontando episodi meno conosciuti della sua vita e cercando di attualizzarne il pensiero in una logica non violenta. Andrea Panerini, infine, ha illustrato la vita del pastore valdese Tullio Vinay, fondatore di Agape e del Centro Cristiano di Riesi (Sicilia), esempio di coerenza evangelica, uomo che ha sempre lottato contro le discriminazioni e per l’unità europea. Giusto tra le nazioni, salvò alcune decine di ebrei dalle persecuzioni nazifasciste durante il suo mandato di pastore nella chiesa valdese di Via Manzoni a Firenze.  Ha moderato la serata Marta Torcini. Vi è anche stato un ampio dibattito e una preghiera. La serata è stata conclusa con alcuni canti gospel, offerti dal gruppo The Florence Gospel Choir School, a cui va il ringraziamento degli organizzatori. La serata è stata conclusa da un frugale buffet.

Un culto di memoria e di speranza

Si avvia alla conclusione la settimana di preghiera contro l’omofobia

FIRENZE – Il 16 maggio alle ore 10,30 presso il Tempio valdese di Via Micheli avrà luogo il culto ecumenico contro l’omofobia, atto conclusivo della Settimana di preghiera contro l’omofobia organizzata dall’Associazione “Fiumi d’acqua viva – Evangelici su Fede e Omosessualità” in collaborazione con il Centro culturale protestante “Pietro Martire Vermigli”, la Libreria Claudiana, la chiesa valdese di Firenze, la chiesa metodista di Firenze, la chiesa battista di Firenze, la Parrocchia Vetero-Cattolica “S. Vincenzo di Lerins” e la Chiesa episcopale “St. James”.
La liturgia del culto è stata impostata da un comitato liturgico composto da valdesi, battisti, metodisti, vetero-cattolici, episcopali e cattolici (questi ultimi a titolo personale) e prevede testimonianze e uno specifico gesto di memoria ma anche di speranza. Il culto sarà presieduto da David Buttitta, predicherà Andrea Panerini.

“Chi decide la verità?”

Prosegue a Firenze la settimana di preghiera contro l’omofobia

FIRENZE – Ha avuto luogo, mercoledì 12 maggio alle ore 18 presso la Chiesa battista di Borgognissanti, la presentazione del volume “L’omosessualità nella Bibbia e nel vicino oriente antico” (Claudiana) nell’ambito della Settimana di preghiera contro l’omofobia organizzata dall’Associazione “Fiumi d’acqua viva – Evangelici su Fede e Omosessualità” in collaborazione con il Centro culturale protestante “Pietro Martire Vermigli”, la Libreria Claudiana, la chiesa valdese di Firenze, la chiesa metodista di Firenze, la chiesa battista di Firenze, la Parrocchia Vetero-Cattolica “S. Vincenzo di Lerins” e la Chiesa episcopale “St. James”. Nonostante la giornata piovosa non è stato irrilevante anche a livello numerico il pubblico intervenuto davanti alle due relatrici, la pastora valdese Dorothea Mueller e la presbitera vetero-cattolica Teodora Tosatti. Ha moderato il dibattito Andrea Panerini.
Hanno portato i loro saluti Dunia Margherini, presidente del consiglio della chiesa battista e il professor Marco Ricca, presidente del Centro culturale protestante “Pietro Martire Vermigli”.
La pastora Mueller ha presentato puntualmente il contenuto del libro, una pubblicazione agile e usufruibile anche da lettori non specializzati in teologia o in esegesi biblica, che tuttavia dà alcune indicazioni e orientamenti puntuali per inquadrare esattamente, anche da un punto di vista storico, tutta la questione del rapporto tra l’omosessualità e le scritture nell’ambito culturale del vicino oriente antico. Ha anche insistito, ponendo delle domande al pubblico presente, sulla tematica generale del rapporto tra lettura della Scritture e l’elaborazione di una morale imperativa, ponendo una questione fondamentale: “Chi decide, chi impone la verità: chi impone la falsità?”
Teodora Tosatti invece si è soffermata sulla specifica esegesi, avvalendosi anche di testi greci ed ebraici, di alcuni testi biblici controversi che spesso vengono usati per negare dignità e diritti alle persone omosessuali, cominciando proprio dal primo capitolo dell’epistola ai Romani dell’apostolo Paolo: un elenco di vizi più riconducibili alle scuole filosofiche stoiche che non alla visione rinnovata dell’Evangelo, la cui finalità è stata per secoli traviata dagli esegeti facendo torto proprio allo stesso apostolo Paolo e spiegando i divieti vetero-testamentari come parte di un codice di santità riconducibile alla dicotomia ebraica puro/impuro.
Entrambe le relatrici si sono dichiarate favorevoli alla benedizioni delle coppie gay nelle chiese cristiane rigettando la visione pagana del “diritto secondo natura”, assurdo per la teologia cristiana, e specificando che Dio benedisce tutto il creato, sessualità compresa, pertanto la chiesa non può discriminare una parte della creazione stessa per motivi che attengono più alle situazioni storico-culturali che non al rapporto tra Dio e l’uomo.
La settimana di preghiera contro l’omofobia prosegue giovedì 13 maggio alle ore 21 presso la chiesa metodista di Firenze (Via de’ Benci – pressi Piazza S. Croce) con la proiezione del documentario “Improvvisamente l’inverno scorso”. Ingresso libero.

Dignità di ogni essere umano e preghiera incessante

E’ iniziata a Firenze la Settimana di preghiera contro l’omofobia: conferenza stampa alla Libreria Claudiana

Ha avuto luogo, martedì 11 maggio presso la Libreria Claudiana di Firenze a partire dalle ore 18, la conferenza stampa di presentazione della Settimana di preghiera contro l’omofobia organizzata dall’Associazione “Fiumi d’acqua viva – Evangelici su Fede e Omosessualità” in collaborazione con il Centro culturale protestante “Pietro Martire Vermigli”, la Libreria Claudiana, la chiesa valdese di Firenze, la chiesa metodista di Firenze, la chiesa battista di Firenze, la Parrocchia Vetero-Cattolica “S. Vincenzo di Lerins” e la Chiesa episcopale “St. James”.
La conferenza ha visto la partecipazioni di numerosi fratelli e sorelle delle chiese evangeliche fiorentine, di membri del comitato organizzatore e di occasionali utenti della Libreria Claudiana. Durante lo svolgimento vi sono stati, in diretta, due collegamenti radiofonici: prima con RVS (Radio Voce della Speranza) e poi con Radio Due RAI, un quarto d’ora nella trasmissione di massimo ascolto Caterpillar. Numerosi gli interventi e le domande degli intervenuti.
“La settimana di preghiera contro l’omofobia rappresenta per i vetero-cattolici l’occasione per implorare da Dio la conversione dei cuori e delle menti – ha detto Giampaolo Pancetti, rappresentante della Parrocchia vetero-cattolica S. Vincenzo di Lerins – perchè possa essere riaffermata la piena dignità di ogni essere umano, una dignità come quella di omosessuali e transessuali, troppo spesso calpestata persino dalle nostre Chiese, diventate ormai solo luogo freddo di culto e non fucine di fraternità! Solo se le Chiese sapranto luogono ridiventare vere comunità diaconali abbattendo il muro del giudizio e del pregiudizio, abbattendo il muro che separa omosessuali, transessuali e eterosessuali allora potranno essere prototipo e fermento per la costruzione di una nuova società. Omosessuali e transessuali sono ricchezza per la Chiesa. Omosessuali e transessuali sono Chiesa!”
“Il carattere peculiare di queste nostre iniziative – ha aggiunto Andrea Panerini, portavoce del comitato organizzatore – è la preghiera incessante, come ci richiede l’apostolo Paolo nella prima epistola ai Tessalonicesi. Anche presentando un libro, rispondendo a un collegamento radiofonico, proiettando un documentario si prega e si testimonia l’Evangelo. Queste iniziative sono state organizzate attraverso lunghi percorsi dentro le comunità cristiane e nella società affinchè si potesse svolgere una positiva azione di contaminazione proprio dentro le chiese e la società per una nuova concezione sulle persone e non sulle categorie astratte
“Secondo la mia opinione – chiosa Marta Torcini, ricercatrice universitaria e simpatizzante di “Fiumi d’acqua viva” – è giusto fare delle attività che non siano solo di carattere laico ma che possano avere una concezione religiosa anche non strettamente confessionale. Non vi è solo un problema di diritti civili e di etica ma anche di testimonianza dell’amore cristiano, dell’agape.”
Il programma della settimana di preghiera contro l’omofobia prosegue mercoledì 12 alle ore 18 presso la chiesa battista di Firenze in Borgognissanti con la presentazione del volume “L’omosessualità nella Bibbia e nel vicino oriente antico” (Claudiana). Partecipano Dorothea Mueller (pastora valdese) e Teodora Tosatti (presbitera vetero-cattolica e biblista). Modera Andrea Panerini.

“Nell’amore non c’è paura”

Dall’11 al 16 maggio a Firenze la settimana di preghiera contro l’omofobia

FIRENZE – Dall’11 al 16 maggio avrà luogo, a Firenze, la settimana di preghiera contro l’omofobia: un cartellone di incontri culturali e momenti di preghiera che avrà il suo culmine nel culto ecumenico del 16 maggio presso il Tempio valdese di Firenze in Via Micheli. Il programma delle iniziative è organizzato dall’Associazione “Fiumi d’acqua viva – Evangelici su Fede e Omosessualità” in collaborazione con il Centro culturale protestante “Pietro Martire Vermigli”, la Libreria Claudiana, la chiesa valdese di Firenze, la chiesa metodista di Firenze, la chiesa battista di Firenze, la Parrocchia Vetero-Cattolica “S. Vincenzo di Lerins” e la Chiesa episcopale “St. James”.
“Vogliamo sottolineare con questo cartellone – fanno sapere dall’Associazione “Fiumi d’acqua viva” – l’importanza del riconoscimento della dignità di omosessuali e transessuali in quanto persone e non membri di una categoria e volgiamo farlo non solo pregando insieme ma anche attraverso eventi sociali e culturali in grando di contaminare positivamente tutta la società e le chiese”
Si parte martedì 11 maggio alle ore 18 presso la Libreria Claudiana (Borgo Ognissanti 14/R) con la presentazione della settimana di preghiera alla stampa e ai cittadini di Firenze che vedrà la presenza dei volontari dell’Associazione “Fiumi d’acqua viva” che illustreranno agli intervenuti i percorsi socio-culturali e spirituali attraverso i quali si è arrivati alla realizzazione di queste iniziative.
Mercoledì 12 maggio alle ore 18 presso la Chiesa battista (Borgo Ognissanti 4/6) si proseguirà con la presentazione del volume di T. Romer e L. Bonjour “L’omosessualità nella Bibbia e nel vicino oriente antico” (editrice Claudiana). Partecipano come relatori Dorothea Mueller (pastora valdese e sovrintendente del X circuito valdo-metodista) e Teodora Tosatti (presbitera vetero-cattolica e biblista). Modera Andrea Panerini (Presidente dell’Associazione “Fiumi d’acqua viva”). Cosa dice realmente la Bibbia circa la sessualità e l’omosessualità in particolare? E’ definitivo e netto il rifiuto di una sessualità e di un’affettività alternativa? Assieme ai relatori cercheremo di inquadrare queste tematiche all’interno di una presentazione che tenga conto delle varie epoche storiche e dei contesti culturali del vicino oriente antico.
Giovedì 13 maggio alle ore 21 presso la Chiesa metodista (Via de’ Benci 9/R) sarà proiettato il documentario pluripremiato (ricordiamo la menzione al Festival internazionale del cinema di Berlino) “Improvvisamente l’inverno scorso” di G. Hofer e L. Ragazzi (2008): i due autori, giornalisti, narrano lo sconvolgimento della loro tranquilla vita quando, nel 2007, il governo di centrosinistra propone i DICO per regolare le coppie di fatto in Italia. Il tema viene dibattuto dall’opinione pubblica e nei media, fino al prevalere di una visione culturale e politica collimante, in parte, con idee di tipo omofobico che rallenta l’iter del disegno di legge, fino ad impedirne l’approvazione. Luca e Gustav, gay dichiarati, si trovano a confrontarsi con una realtà a loro fino ad allora estranea, ed a cercare di comprenderla.
Sabato 15 maggio alle ore 21 all’interno della Chiesa episcopale “St. James” (Via B. Rucellai, 9) è in programma una serata sul tema “Omofobia e violenza, testimonianze cristiane non violente”. Saranno illustrate tre testimonianze di non violenza (i familiari di Matthew Sheppard – ragazzo che fu seviziato e uccido negli USA nel 1998 perchè omosessule – il pastore valdese Tullio Vinay e Francesco d’Assisi) e vi sarà ampio dibattito sulle modalità, per le persone cristiane, di reagire ai soprusi e alle violenze.
La settimana di preghiera si concluderà domenica 16 maggio alle ore 10.30 presso il Tempio valdese (Via Micheli angolo Via Lamarmora) con il culto ecumenico contro l’omofobia alla cui realizzazione hanno partecipato numerose comunità cristiane e il cui schema sarà utilizzato da numerose comunità evangeliche italiane..

Cliccando qui puoi trovare tutte le informazioni e i file del cartellone


Per info

http://www.fiumidacquaviva.wordpress.com
fiumidacquaviva@gmail.com
333.2876387 (Andrea)

Dall’11 al 16 maggio 2010 la settimana contro l’omofobia

Dall’11 al 16 maggio 2010 l’Associazione “Fiumi d’acqua viva – Evangelici su Fede e Omosessualità” promuove a Firenze e in tutta Italia la settimana di preghiera e riflessione contro l’omofobia. Il versetto biblico scelto quest’anno come riferimento è: “Nell’amore non c’è paura” (1Gv. 4,18)

A Firenze gli appuntamenti si susseguiranno da martedì 11 a domenica 16 maggio e culmineranno proprio nel culto contro l’omofobia che si celebrerà domenica 16 maggio alle 10.30 presso il Tempio valdese di Via Micheli (angolo Via Lamarmora) a Firenze. La settimana prevede presentazioni librarie, proiezioni di documentari e dibattiti politici. Il programma definitivo sarà comunicato entro il 30 aprile.

La proposta che la nostra Associazione rivolge a Chiese, Gruppi e Associazioni su tutto il territorio nazionale è di realizzare un culto cristiano contro l’omofobia per la mattinata di Domenica 16 maggio e a questo proposito metteremo a disposizione la liturgia ecumenica preparata a Firenze come indicazione (assolutamente non vincolante) del tipo di culto che realizzeremo. In poche ore hanno già dato la loro adesione le Chiese valdesi di Palermo e di Catanzaro, oltre – ovviamente – a quella di Firenze, ma vi sono segnali incoraggianti da molte altre realtà sul territorio nazionale per questo tipo di testimonianza evangelica.

Chi vuole aderire può farlo mandando una mail a fiumidacquaviva@gmail.com

La Segreteria dell’Associazione “Fiumi d’acqua viva – Evangelici su Fede e Omosessualità”

Intervista a don Franco Barbero

a cura di Andrea Panerini

Franco Barbero, presbitero cattolico dimesso allo stato laicale dall’allora cardinale Ratzinger, è uno dei “preti contro” più noti d’Italia. Il 17 e il 18 aprile 2010 prenderà parte al convegno-ritiro “Dove andrai tu, andrò anch’io – Omoaffettività e benedizioni di coppie dello stesso sesso” organizzato dall’Associazione “Fiumi d’acqua viva – Evangelici su Fede e Omosessualità”. Lo abbiamo intervistato cercando di tirare fuori, pur nella ovvia brevità, alcune angolature personali inconsuete di questo teologo italiano.

Seguendo quale percorso è arrivato a fare il prete cattolico? Cosa è nato dentro di lei per arrivare a questa missione?
Premetto che le mie risposte saranno molto riassuntive per il poco tempo di cui dispongo. Per quale strada arrivai a fare il prete cattolico è in qualche modo non del tutto chiaro neanche a me. Certo, influì il fatto d’aver incontrato nei primi anni alcuni preti molto positivi, entusiasti ed affettuosi. Debbo molto alla mia famiglia che era numerosa e piuttosto misera, non solo povera. Fu la mia mamma che mi parlò di Gesù come amico dei poveri, come buon pastore ad accendermi nel cuore il desiderio di fare come il buon pastore? Può darsi. Ma mi sembra di essere nato con l’idea di farmi prete! Tanto che a 7 anni già radunavo i bimbi e le bimbe della mia via a Pinerolo per “dire messa” e volevo ogni mattina “fare il chierichetto” prima di andare a scuola. Prete per me allora voleva dire “Gesù e i poveri”. Nell’adolescenza e nel lungo periodo di permanenza in sanatorio, curato da uno straordinario medico valdese, la mia “vocazione” si approfondì e già in sanatorio fondai un gruppo biblico settimanale… Eppure non so spiegarmi come sia maturata in me questa scelta. Allora credevo, da ragazzo, che la chiesa cattolica fosse l’unica vera chiesa e che fuori…tutto fosse tenebra o eresia.

Che cosa significa per lei il suo ministero? Si sente ancora parte della Chiesa universale?
Il mio ministero significa cura pastorale, accompagnamento delle persone verso una fede personale adulta, ascolto delle persone, soprattutto molto impegno per l’animazione biblica nella mia comunità e in tanti altri luoghi e comunità. Dio mi ha regalato tante “cattive compagnie” che sono state le voci che mi hanno molto aiutato nella mia conversione al Vangelo: eretici, separati, divorziati, scomunicati, spretati, donne, femministe, gay, lesbiche, transessuali, credenti del dissenso, molti preti “disagiati”, tossicodipendenti, pedofili… Nella vita non mi sono annoiato, né mi sono potuto permettere di portare nelle relazioni quotidiane le risposte prefabbricate del catechismo cattolico. Debbo molto a queste persone che continuo ad incontrare ogni giorno. L’ascolto delle persone e il ministero della Parola di Dio restano il cuore del mio essere prete-pastore. Sono un pastore felice. Mi sento parte della chiesa universale più che mai. La dimensione ecumenica mi è penetrata nelle ossa. Sto nella chiesa cattolica come parte del popolo di Dio con una visione teologica che non ha nulla in comune con la gerarchia cattolica ufficiale. Per me la chiesa si invera là dove si accoglie la presenza amorosa ed interpellante di Dio e dove si tenta di vivere la sequela di Gesù. Senza “questa” chiesa universale, da viversi nel particolare e nel quotidiano, non riuscirei a fidarmi di Dio e mi mancherebbe il confronto di idee e di prassi che mi sembrano ossigeno essenziale per la vita di fede.
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Pronunciarsi contro l’omofobia

Lentini (Sr): una serata pubblica organizzata dalla chiesa battista
La comunità ha ricordato il giovane Filadelfo Innao, assassinato a causa del suo orientamento sessuale, pronunciandosi per l’accoglienza delle persone omosessuali.

da “Riforma” del 15 gennaio 2010

Il 20 novembre 1991 a Lentini veniva ucciso Filadelfo Innao. Da subito fu chiaro che il movente dell’assassinio era legato all’orientamento sessuale di Filadelfo: omosessuale. Filadelfo venne freddato davanti a una palestra dal figlio di un uomo con il quale, anni prima, aveva avuto una relazione. La morte di Filadelfo scosse profondamente Lentini che pure era una città violenta. Solo nel 1991 nel paese ci furono 20 omicidi. Durante i funerali di Filadelfo più di mille persone si sitrinsero attorno ai suoi familiari: segno che i lentinesi non ritennero quel delitto uguale a tutti gli altri.
Il 27 novembre 2009 la chiesa battista di Lentini ha voluto ricordare Filadelfo; pronunciarsi contro l’omofobia e per l’accoglienza delle persone omosessuali.
L’idea della serata è nata da un percorso di evangelizzazione nel quale abbiamo incontrato Pinuccia – la sorella di Filadelfo – che ci ha sollecitato in tal senso. A lei ho rivolto alcune domande.
– Pinuccia, cosa ricorda di quel 20 dicembre di vent’anni fa?
Quel giorno andai da mio fratello a farmi i capelli. Filadelfo era un famoso parrucchiere. Mentre mio fratello mi faceva i capelli ho cominciato a piangere perchè ho sentito la morte addosso: come di marmo freddo. Poichè ero arrivata in ritardo, Filadelfo mi aveva rimproverata. Vedendomi poi piangere, mi consolò; mi disse che non dovevo prenderlla in quel modo. Non riuscii a spiccicare parola… Quando siamo usciti dal negozio lui prese la Vespa, io la macchina per tornare a casa. Abitavo a pochi metri dalla palestra dove è stato ucciso mio fratello. Entro nel cortile; sento gli spari. Se mi fossi girata avrei visto tutto. Invece, meccanicamente sono entrata in casa piangendo disperatamente. Mi chiamano al telefono. Era mia sorella. “C’è stata una sparatoria in palestra. Non ci andare”, mi disse. Scalza mi sono precipitata dalle scale. Quando sono arrivata ho visto le gocce a terra e ho capito. Mi sono messa in ginocchio e ho chiesto a Dio: “Perchè mi hai fatto vedere tutto questo?”

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Natale in facoltà contro l’omofobia

Continua la campagna di sensibilizzazione, nella città di Firenze, dei volontari dell’associazione “Fiumi d’acqua viva – Evangelici su fede e omosessualità” contro l’omofobia. I volontari saranno presenti fino a Natale in almeno tre date distinte presso alcune sedi universitarie della città.

Martedì 15 dicembre – ore 12 – Facoltà di Lettere Piazza Brunelleschi

Mercoledì 16 dicembre – ore 12 – Polo di Novoli

Lunedì 21 dicembre – ore 12 – Facoltà di Scienze della Formazione Via del Parione

In queste occasioni i volontari distribuiranno i volantini della campagna di comunicazione Nell’amore non c’è paura (1Gv. 4,18) e sarà possibile chiedergli informazioni circa le attività associative. Eventuali variazioni di sede e di orario saranno tempestivamente comunicate nel nostro sito.

Vi aspettiamo!

La Segreteria dell’associazione “Fiumi d’acqua viva – Evangelici su fede e omosessualità”