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Messaggio del Presidente Cardone al pastore Aquilante per l’apertura dell’Assemblea FCEI

Riportiamo il messaggio inviato dal Presidente dell’Associazione “Fiumi d’acqua viva” al pastore Massimo Aquilante, Presidente della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia (FCEI) in occasione dell’apertura della XVI Assemblea Generale della Federazione che avrà luogo a Roma/Pomezia dal 1° al 4 novembre 2012 e che ha come titolo “Si spezzino le catene della malvagità” (Is. 58,6)

Firenze, 31 ottobre 2012

Invochiamo con voi lo Spirito perché vi guidi nei lavori di questa Assemblea, affinché la Parola che ci invita a “spezzare le catene della malvagità” diventi concreta guida delle nostre vite.

In Cristo,

Il presidente,
Claudio Cardone

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La Federazione delle chiese evangeliche in Italia è “per il riconoscimento del matrimonio civile tra persone dello stesso sesso”

Il Consiglio della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) ha aderito all’appello ”per il riconoscimento del diritto al matrimonio civile tra persone dello stesso sesso come principio di uguaglianza” proposto dal Comitato “Sì lo voglio”.
I promotori dell’appello chiedono che a tutti i cittadini e a tutte le cittadine venga garantita “parità e uguaglianza e pertanto anche il diritto di sposarsi, indipendentemente dal loro sesso e dal loro orientamento sessuale” (per il testo integrale vedi www.affermazionecivile.it).
“Pur nella complessità e diversità delle posizioni espresse dalle chiese membro della FCEI, riteniamo di voler aderire all’appello, nel quadro della difesa dello stato laico”, è quanto scrivono i consiglieri della FCEI ai promotori dell’appello.
E continuano: “Nello specifico non riteniamo che lo stato debba e possa modellare la sua politica della famiglia sui dettati della morale cattolica, e affermiamo l’uguaglianza e la pari dignità sociale di ogni cittadino e cittadina, come sancito dalla Costituzione. In questo quadro preferiamo non omologare le unioni civili tra persone di diverso orientamento sessuale al matrimonio eterosessuale, ma sosteniamo il diritto delle persone di creare vincoli e legami responsabili e riconosciuti legalmente con coloro che amano”.
La Corte Costituzionale, che si sarebbe dovuta pronunciare sulla costituzionalità di alcune norme in materia di matrimonio civile, ha rinviato la sentenza al prossimo 12 aprile. L’auspicio dei promotori è che essa possa fare una distinzione tra matrimonio religioso e matrimonio civile e affermare che il matrimonio civile tra persone dello stesso sesso non è un tema eticamente sensibile, ma semplicemente un diritto fondamentale della persona che non può essere negato.

(NEV)