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La libertà di Dio

Ricordiamo ai lettori del nostro sito che il prossimo appuntamento con gli incontri teologici e biblici di “Fiumi d’acqua viva, avrà luogo Venerdì 19 novembre, alle ore 21 presso il Centro comunitario Valdese di Firenze in Via Manzoni, 19 (nei pressi di Piazza Beccaria). Sarà nostro gradito ospite il Professor Alfredo Jacopozzi, ex Direttore dell’istituto di Scienze Religiose di Firenze, professore alla Facoltà teologica cattolica dell’Italia centrale e presbitero cattolico.
Don Jacopozzi discuterà con noi a partire dall’Epistola ai Filippesi 2, 6-11 (“….spogliò se stesso prendendo forma di servo…”): il tema, mutuato dal passo scelto, è la libertà radicale di Dio, che certamente don Alfredo svolgerà al meglio, insieme a noi. Il Dio cristiano non è un Signore vendicativo e potente che sottomette l’uomo, ma è il Dio che si è fatto uomo per essere crocifisso, il Dio che soffre insieme alle sue creature. Sappiamo gioire e soffrire con Dio?
La serata si preannuncia molto interessante, chiunque sia interessato sarà il benvenuto, senza alcuna distinzione.

Info: fiumidacquaviva@gmail.com – 3487453594 (Claudio) – 3293276430 (Marta)

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Pronunciarsi contro l’omofobia

Lentini (Sr): una serata pubblica organizzata dalla chiesa battista
La comunità ha ricordato il giovane Filadelfo Innao, assassinato a causa del suo orientamento sessuale, pronunciandosi per l’accoglienza delle persone omosessuali.

da “Riforma” del 15 gennaio 2010

Il 20 novembre 1991 a Lentini veniva ucciso Filadelfo Innao. Da subito fu chiaro che il movente dell’assassinio era legato all’orientamento sessuale di Filadelfo: omosessuale. Filadelfo venne freddato davanti a una palestra dal figlio di un uomo con il quale, anni prima, aveva avuto una relazione. La morte di Filadelfo scosse profondamente Lentini che pure era una città violenta. Solo nel 1991 nel paese ci furono 20 omicidi. Durante i funerali di Filadelfo più di mille persone si sitrinsero attorno ai suoi familiari: segno che i lentinesi non ritennero quel delitto uguale a tutti gli altri.
Il 27 novembre 2009 la chiesa battista di Lentini ha voluto ricordare Filadelfo; pronunciarsi contro l’omofobia e per l’accoglienza delle persone omosessuali.
L’idea della serata è nata da un percorso di evangelizzazione nel quale abbiamo incontrato Pinuccia – la sorella di Filadelfo – che ci ha sollecitato in tal senso. A lei ho rivolto alcune domande.
– Pinuccia, cosa ricorda di quel 20 dicembre di vent’anni fa?
Quel giorno andai da mio fratello a farmi i capelli. Filadelfo era un famoso parrucchiere. Mentre mio fratello mi faceva i capelli ho cominciato a piangere perchè ho sentito la morte addosso: come di marmo freddo. Poichè ero arrivata in ritardo, Filadelfo mi aveva rimproverata. Vedendomi poi piangere, mi consolò; mi disse che non dovevo prenderlla in quel modo. Non riuscii a spiccicare parola… Quando siamo usciti dal negozio lui prese la Vespa, io la macchina per tornare a casa. Abitavo a pochi metri dalla palestra dove è stato ucciso mio fratello. Entro nel cortile; sento gli spari. Se mi fossi girata avrei visto tutto. Invece, meccanicamente sono entrata in casa piangendo disperatamente. Mi chiamano al telefono. Era mia sorella. “C’è stata una sparatoria in palestra. Non ci andare”, mi disse. Scalza mi sono precipitata dalle scale. Quando sono arrivata ho visto le gocce a terra e ho capito. Mi sono messa in ginocchio e ho chiesto a Dio: “Perchè mi hai fatto vedere tutto questo?”

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