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Il 10 giugno a Firenze “Fiumi d’acqua viva” a congresso

Assemblea generale dei soci, studio biblico e festa finale presso la Chiesa metodista di Via de’ Benci

L’Associazione “Fiumi d’acqua viva – Evangelici su Fede e Omosessualità” si riunisce venerdì 10 giugno a Firenze per una intensa giornata congressuale presso la Chiesa metodista fiorentina (Via de’ Benci – pressi Piazza Santa Croce) che si pone come una degli appuntamenti conclusivi dell’anno sociale. “E’ importante riunirci e discutere cosa è andato e cosa non è andato nella nostra azione quest’anno – afferma Claudio Cardone, Presidente di “Fiumi d’acqua viva” – E’ stato un anno di assestamento impegnativo e complicato ma credo che possiamo essere tutto sommato contento dei risultati conseguiti e del lavoro ecumenico svolto. Chiediamo a tutti i soci e i simpatizzanti di partecipare e di dare utili spunti per migliorare il nostro lavoro e fare le giuste critiche”.
La giornata congressuale inizierà alle ore 17 (seconda convocazione assembleare) con l’Assemblea annuale dei soci, chiamati a discutere e votare il bilancio sociale e la relazione morale, a proporre indirizzi per il futuro anno sociale e discutere tematiche generali circa il campo d’azione dell’associazione stessa. Nell’Ordine del Giorno sono previste anche variazioni allo Statuto sociale ed elezioni suppletive degli organi sociali. Hanno diritto di voto i soci in regola con il pagamento delle quote sociali (e non aventi altri motivi ostativi) alle ore 15 del 10 giugno, è ammessa la delega.
Alle ore 18.30 (salvo prolungamenti assembleari imprevesti, in ogni caso dopo la fine dell’assemblea stessa) avrà luogo uno studio biblico su “La potenza del nulla” (Giovanni 12,25) condotto dall’ex Presidente Andrea Panerini, studente di teologia in vista del ministero pastorale. Prendendo lo spunto dal capitolo omonimo del volume di E. Green “Il Dio sconfinato” Panerini realizzerà un laboratorio biblico-teologico sulla gratuità dell’agape, l’amore cristiano simboleggiato dalla croce del Cristo morto per tutta l’umanità. Il versetto biblico scelto per questo appuntamento recita: “Chi ama la sua vita, la perde, e chi odia la sua vita in questo mondo, la conserverà in vita eterna“: si va verso un nichilismo cristiano oppure è necessario una ridefinizione del “nulla”, dell’amore incondizionato che porta paradossalmente a “odiare” la propria vita?
La giornata si concluderà con una cena organizzata dai volontari dell’Associazione e una festa di fine anno anche per festeggiare alcuni fratelli e sorelle che compiono delle scelte ecclesiastiche importanti. “E’ davvero necessario fare anche festa – aggiunge Marta Torcini, Segretario di Fiumi d’Acqua Viva – dopo un anno molto intenso e ricco di soddisfazione. E’ una occasione per stare insieme, ringraziare il Signore e permettere anche nuove persone di avvicinarsi a noi. Tutti, uomini, donne, trans, etero, gay, bisessali, cristiani e non sono invitati a questa festa”.
La Segreteria di Fiumi d’Acqua Viva chiede a chi è interessato alla cena e alla festa di prenotarsi possibilmente entro il giorno precedente (9 giugno).

Per info:
www.fiumidacquaviva.org
fiumidacquaviva@gmail.com
3487453594 Claudio Cardone, Presidente
3293276430 Marta Torcini, Segretario

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Un Dio che “sconfina”

Recensione di Andrea Panerini

“Dio sconfina. Partendo dal centro della sua divinità, attraversa una serie di confini: tuffandosi nella realtà corporea dell’umanità, nascendo da una donna, supera la distanza incolmabile tra divino e umano, condivide la nostra stessa origine, libera il nostro corpo e tutti coloro che con il corpo sono stati identificati, le donne, le persone di colore.
Oltrepassa il confine tra padrone e servo, destabilizza le distinzioni, volta le spalle ai palazzi dei re, erra senza avere dove posare il capo, si prende cura dell’altro/a e fa della cura reciproca il centro della sua proposta di vita.
Estromesso dal campo, attraversa le mura della città, sconfina nell’impurità per morire con i reietti, scarti di una civiltà costruita sulla morte.
Il suo sangue versato in terra sconfina in una natura oltraggiata e agonizzante.”

Penso che nulla meglio di questo breve passo, che è centrale nella trattazione della Green, possa illustrare questa piccola recensione.
“Il Dio sconfinato” è un libro di teologia ma questa definizione può ingannare il lettore, portandolo a credere che sia un testo solo teorico e per giunta anche abbastanza noioso.
Al contrario è un testo agile, leggibile, anche a tratti poetico, che partendo da alti si riduce fino al nostro presente, alla nostra corporeità, al nostro essere “immagine di Dio” a prescindere dalla razza, dal sesso, dall’orientamento sessuale, da qualunque caratteristica che fonda l’essere di una persona.
E’ un libro per uomini e donne in cammino, che cercano una serenità interiore attraverso la meditazione della parola del Signore, che respinge gli stereotipi dell’ideologia maschilista e machista imperante nel nostro Occidente, dominato da maschi, bianchi ed eterosessuali cultori della presunta legge biblica.
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