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Possano gli scritti e il ricordo di Giorgio Girardet essere di stimolo per le nuove generazioni di credenti

Proprio all’indomani dell’apertura del Sinodo Valdo – Metodista di quest’anno è giunta la notizia del trapasso del Past. Giorgio Girardet, Professore emerito alla Facoltà Valdese di Teologia, una delle maggiori voci del Protestantesimo Italiano della seconda metà del Novecento.
Innovatore in molti campi, ha saputo inaugurare nuovi “stili” di evangelizzazione attraverso i media (radio, televisione ed internet in primis). Anche le sue posizione nel campo dell’etica, in particolare riguardo alle questioni riguardanti l’omoaffettività, hanno precorso i tempi.
Molti di noi hanno potuto apprezzare le qualità del Pastore Girardet tramite i suoi scritti e questi sono stati in alcuni casi determinanti nelle scelte di vita di alcuni di noi, aiutandoci a discernere meglio, per quanto umanamente possibile, il progetto del Signore su di noi.
Personalmente ho trovato determinate la lettura di “Appunti di Teologia Pastorale”, libro che mi ha dato una nuova prospettiva nel rapportarmi agli altri sopratutto nei momenti in gui il mio prossimo viene da me chiedendomi sostegno e vicinanza.
A nome dell’associazione “Fiumi d’acqua viva – Evangelici su fede ed omosessualità”, esprimo tutto il cordoglio e la tristezza umana che questa perdita ci lascia. Ma, come ha ben intuito l’Assemblea Sinodale di Torre Pellice, “Cristo è risorto” e ciò ci dà la certezza che l’evento che adesso ci rattrista non sia in realtà che il coronamento di una vita ben spesa al servizio dell’Evangelo.

Possano gli scritti e il ricordo di Giorgio Girardet essere di stimolo per le nuove generazioni di credenti.

Claudio Cardone
Presidente di “Fiumi d’Acqua viva”

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La decisione del Sinodo della Chiesa Valdese sulla benedizione delle coppie omosessuali: in sé già una benedizione, ma “perfettibile”

Dichiarazione della Segreteria dell’Associazione “Fiumi d’Acqua Viva – Evangelici su Fede e Omosessualità”

Ad un anno dalla decisione del Sinodo valdese che autorizza la benedizione delle coppie omosessuali ove vi sia il consenso della comunità e che invita le comunità ad una approfondita riflessione sulla questione della benedizione delle coppie omosessuali, e alla luce di quanto discusso e avvenuto nelle chiese nel corso dell’anno, riteniamo opportuno condividere una riflessione sull’argomento. In questo periodo si è poi verificato un evento importante: la decisione del Sinodo luterano di ammettere alla benedizione le coppie omosessuali. Quest’ultima decisione appare essere il risultato di un percorso di riflessione fondato sulle scritture e condiviso con le comunità, durato alcuni anni. Il risultato è pregevole, di grande apertura senza confusioni fra concetto di matrimonio e rapporto di coppia “altro”.
Il dibattito che ormai da molti anni si svolge all’interno della Chiesa Valdese e il confronto e il dialogo che si è da tempo instaurato fra la Chiesa stessa e le realtà ad essa vicine sull’argomento, hanno portato nel 2010 all’adozione da parte del Sinodo di una mozione che, confermando le grandi aperture già emerse, invita formalmente tutte le comunità ad una riflessione sul tema più approfondita, più organica, orientata al superamento delle divergenze e resistenze emerse nel corso degli anni, e che appaiono essere più di carattere culturale che teologico.
Possiamo quindi ritenere la decisione del Sinodo di per sé già una benedizione, che siamo certi produrrà frutti positivi.
Saranno comunque frutti che non porteranno alcuna confusione fra il concetto di matrimonio e quello di benedizione della coppia. Ci pare infatti giusto ricordare a questo punto che la Chiesa Valdese non considera il matrimonio come un sacramento, ma “solo” come un serio impegno di due persone legate da vincoli affettivi e da un progetto di vita comune.
Nessuna discriminazione quindi è ipotizzabile rispetto alle coppie eterosessuali: la Chiesa Valdese ammette infatti alla benedizione anche le coppie etero dopo la formalizzazione del loro rapporto in sede civile. In questo senso possiamo considerare la decisione sinodale del 2010 in qualche modo profetica perché pone anche lo Stato di fronte alle proprie responsabilità davanti alle esigenze più profonde delle persone. Proprio per questo pare però opportuno ribadire che, essendo la benedizione un atto sovrano di Dio nei nostri confronti, esso non può in alcun modo essere usato, magari inconsciamente, come momento di rivendicazione politica o sociale.
Un altro punto ci sembra opportuno chiarire. La benedizione, come ogni altro atto di provenienza divina, non è neanche mediato né amministrato dalla Chiesa o dal ministro: quello che avviene è invece l’invocazione della benedizione divina sulla coppia, rivolta al Signore da tutta la comunità, mentre per la coppia la cerimonia è il momento in cui bene-dice (cioè rende lode) a Dio per il dono dell’amore, che è esso stesso fonte di benedizione. Ricordiamo infine che questa decisione è arrivata in un momento in cui molte comunità non erano ancora pronte ad accoglierla, almeno nella parte che autorizza le benedizioni. Riteniamo quindi di grande importanza l’invito alle comunità a riflettere sull’argomento e auspichiamo che esso non venga trascurato. Per parte nostra ci impegniamo, per quanto è nelle nostre possibilità, a stimolare questa riflessione e discussione, con la speranza che conduca quanto prima ad una decisione condivisa anche sotto il profilo teologico.

La Segreteria dell’Associazione “Fiumi d’Acqua Viva – Evangelici su Fede e Omosessualità”