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La condivisione dei diritti

Dopo aver seguito le due conferenze di Gutierrez e Ricca di cui vi abbiamo presentato una sintesi, voglio offrire alla riflessione comune un filo rosso che mi sembra legare i temi delle due conferenze in un unicum che potrebbe anche diventare una proposta per l’azione. Ve lo propongo nella sua essenzialità e rozzezza, cosicché ciascuno possa svilupparlo liberamente secondo il suo modo di vedere.

Una volta che siamo stati messi di fronte al nostro delirio di onnipotenza nel crederci il centro dell’universo, una volta che abbiamo preso atto, come ci dice Gutierrez , che anche l’uomo deve sottomettersi alla comunità del creato, e recuperare la parte cosmologica del nostro esistere, non basta più, per esaurire la responsabilità della nostra fede verso il creato, lavorare e custodire la terra che riconosciamo appartenere a Dio. E’ necessario un passo avanti, e cioè è indispensabile che uniamo questa responsabilità con quella verso la giustizia sociale, realizzando quella che Ricca chiama democrazia sociale, cioè la condivisione delle scelte economiche, che comporta necessariamente una più equa ripartizione delle risorse. Io amplierei il concetto di democrazia sociale per estenderlo alla condivisione dei diritti: nessun diritto sopravvive da solo, ma può affermarsi solo nel riconoscimento dei diritti degli altri, e intendo con questo tutti gli altri viventi, animali umani e non umani. Come ben ci ha spiegato Patrice Jones*, dobbiamo riconoscere che ogni forma di separazione (questo si, quell’altro no) quando è esercitata verso i viventi è discriminazione, e tutte le discriminazioni hanno qualcosa in comune: si rafforzano l’una con l’altra. Perciò se non riconosceremo che sessismo, omofobia, transfobia e specismo non possono essere affrontate ed eliminate separatamente, non spezzeremo mai il giogo. Una volta che abbiamo unito col nostro filo rosso questi aspetti, se e quando riusciremo, in qualunque angolo del pianeta, nel nostro piccolo o più in grande, a realizzare questo collegamento, non avremo forse realizzato anche una bellissima parabola del Regno di Dio?
Marta Torcini

*Attivista americana per i diritti delle persone con diversa affettività, nel 1976 ha realizzato nel Vermont un rifugio per animali di fattoria gestito da persone LGBT. A breve sul sito la sintesi di una sua conferenza tenuta a Firenze il 18 marzo scorso.

Una serata per condividere, pregare e mangiare insieme

“Allora la regina Ester rispose: «Se ho trovato grazia agli occhi tuoi, o re, e se così piace al re, la mia richiesta è che mi sia donata la vita; e il mio desiderio, che mi sia donato il mio popolo.”

Si può cenare, pregare insieme e condividere esperienze ed emozioni tra cristiani di varie confessioni, tra omo ed eterosessuali? Giovedì 31 marzo alle ore 20,30 presso il Centro comunitario valdese di Via Manzoni, 21 a Firenze (pressi p.za Beccaria), avrà luogo un’agape (cena) sociale di autofinanziamento dell’Associazione “Fiumi d’acqua viva – Evangelici su Fede e Omosessualità“. La cena prevede un’offerta minima di 12 euro a persona comprensiva di due biglietti per ritira un premio in ricordo della serata. All’interno della serata saranno inseriti momenti di lettura biblica, riflessione e condivisione. Tutti coloro che sono interessati, al di là dell’appartenza confessionale, di orientamento sessuale e di genere sono invitati e saranno i benvenuti. Si prega di prenotare entro le ore 12 di mercoledì 30 marzo.
info: 3487453594 (Claudio) 3293276430 (Marta)
fiumidacquaviva@gmail.comwww.fiumidacquaviva.org

Si può scaricare il volantino dell’iniziativa cliccando qui.