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Il cardinale Barragan: gay e trans non entreranno mai nel regno di Dio

Fiumi d’acqua viva: si comporta come i fondamentalisti
e non vi è nulla di cristiano nelle sue parole

Il cardinale Javier Lozano Barragan, già ministro della salute del Vaticano ha affermato che gli omosessuali e i transessuali “non entreranno mai nel regno di Dio” in quanto omosessuali “non si nasce ma lo si diventa” e porta a supporto un controverso passo dell’apostolo Paolo.
“In primo luogo l’apostolo Paolo non si proponeva di fare lo scienziato nelle sue lettere – afferma Andrea Panerini, Presidente dell’associazione evangelica su fede ed omosessualità “Fiumi d’acqua viva” – e le affermazioni di Barragan sono fuori da ogni evidenza della scienza. Ma quello che è più grave è il voler usare il testo biblico come una scimitarra per tagliare a metà le persone. L’esegesi che il cardinale Barragan fa di quel testo di Paolo è insignificante e sorpassata e basterebbe che si leggesse quello che la maggior parte dei teologi protestanti ma anche cattolici dicono da quarant’anni al riguardo. Egli si comporta come i fondamentalisti di alcune sette americane che interpretano la Bibbia alla lettera e forse davvero questa è la vocazione di alcuni uomini della Curia vaticana.”
Nella posizione di prelati come Barragan – fanno sapere dall’associazione “Fiumi d’acqua viva” – tronfi e pieni delle loro presunte verità non vi è nulla di cristiano e forse sarebbe il caso che si rileggessero quello che lo stesso Gesù disse ai farisei (loro degni antenati): Alcuni farisei, che erano con lui, udirono queste cose e gli dissero: “Siamo ciechi anche noi?” Gesù rispose loro: “Se foste ciechi, non avreste alcun peccato, ma siccome dite: “Noi vediamo”, il vostro peccato rimane” (Gv. 9,40-41)

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