Il resoconto dell’Assemblea Nazionale su “Riforma”

“Riforma” del 4 luglio 2014

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La testimonianza cristiana e i Gay Pride

Perché la nostra associazione non vi prende parte

Oggi in Italia e nel mondo si celebra la giornata mondiale dell’orgoglio omosessuale e in molte città hanno luogo le sfilate dei Gay Pride. Non intendiamo qui criticare con stereotipi queste sfilate: in queste manifestazioni ci sono parti folkloristiche e cittadini che credono nella lotta per i diritti civili, seppur in maniera sempre più decrescente. Non è quindi nostra intenzione criticare chi singolarmente vi prende parte, anche eventualmente tra i nostri soci e simpatizzanti.
L’intenzione è di spiegare perché la nostra Associazione, fin dalla sua fondazione nel 2009, ha deciso di non aderire, in nessun modo, a queste manifestazione pur essendo in prima linea nella lotta all’omofobia, per il riconoscimento dell’omoaffettività nelle chiese e per la diaconia verso le persone GLBT in carcere e in altre situazioni. Peraltro anche dopo aver ampliato il proprio oggetto sociale a “Pace, Giustizia e Salvaguardia del Creato”, senza eliminare il rapporto tra fede e omosessualità ma considerando che ogni discriminazione coinvolge tutti e tutte senza settarismi e senza rinchiudersi in ghetti. E a questo punto ripetiamo anche quello che avevamo già scritto alcuni anni fa.
Il punto fondamentale su cui bisognerebbe interrogarsi è il seguente: “quale ruolo devono avere i gruppi o le reti di cristiani omosessuali nella nostra società? Se sono realmente comunità cristiane l’obbiettivo essenziale è quello di proclamare al mondo l’Evangelo”! Ma è difficile fare testimonianza in certe situazioni o limitandosi a reggere uno striscione una volta all’anno al Gay Pride. Se poi qualcuno lo vuol fare, niente di male, è una scelta individuale, è una delle possibili testimonianze. Ma se la specificità cristiana si riduce solo a quello è meglio fondare una bocciofila, perché è più facile omologarsi alla folla, scaricandosi la coscienza, invece di avere la forza di testimoniare ogni giorno e in ogni situazione di essere gay e lesbiche seguaci di Gesù Cristo.
Perché manifestare in queste occasioni dove né nei cortei né nelle piattaforme politiche c’è mai spazio per una incisività cristiana ma si fa solo omaggio ad alcuni stereotipi di parte del movimento GLBT quale un anti-religiosità e un anti-clericalismo senza le opportune distinzioni e senza approfondimento. Giusto che ci siano queste manifestazioni laiche, giusto e non “purtroppo” come infelicemente ebbe a dire in Parlamento l’ex Presidente del Consiglio Giuliano Amato ma è anche corretto il rispetto se vi sono cristiani che, pur lottando contro le discriminazioni, non vi ci si riconoscono.
La maggior parte del movimento GLBT riconosce l’individuo omosessuale quale parte di una “categoria”, noi come cristiani vediamo l’omosessuale, il bisessuale, il transessuale come persona fatta a immagine di Dio e da questo deriva la sua inalienabile libertà e dignità attraverso la croce del Signore Gesù Cristo.
La maggior parte del movimento GLBT rivendica l’autodeterminazione sessuale e l’assoluta libertà in questo campo, cosa che possiamo anche apprezzare a livello civile di fronte alla nostra Costituzione, ma noi pensiamo che la persona umana non è autodeterminata rispetto a Dio e che anche il suo orientamento sessuale rientri nel disegno divino di amore verso l’umanità e verso tutto il Creato: «Sono stato crocifisso con Cristo: non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me! La vita che vivo ora nella carne, la vivo nella fede nel Figlio di Dio il quale mi ha amato e ha dato se stesso per me.» (Galati 2,20)
Noi pensiamo che la preghiera e l’azione diaconale, di sostegno fattivo nell’amore alle persone GLBT contino molto di più di cortei politici che tuttavia sembrano sempre più allontanarsi dal modello di lotta per i diritti civili che hanno un modello nel pastore protestante Martin Luther King.
Sono differenze di fondo non risolvibili ma che tuttavia non ci impediscono, in altre circostanze rispetto al Gay Pride, di collaborare proficuamente. Il movimento GLBT a livello mondiale si fregia della bandiera arcobaleno, esaltando le diversità. La nostra speranza è che prenda questa nostra diversità nel senso di un arricchimento e non di una divisione.

Andrea Panerini
Segretario Nazionale Associazione cristiana “Fiumi d’acqua viva”

La Presidente Marta Torcini intervistata da Radio Beckwith Evangelica

L’associazione cristiana “Fiumi d’acqua viva –  Pace, Giustizia e Salvaguardia del Creato” ha sede a Firenze e ha avuto la sua Assemblea nazionale lo scorso 20 giugno.

Marta Torcini, che è stata confermata Presidente Nazionale per il secondo anno di mandato, ci spiega quali temi sono stati trattati durante l’Assemblea: “Sicuramente il tema del bilancio degli ultimi anni e le prospettive future sono state il centro della nostra discussione. Abbiamo lanciato per il prossimo futuro alcuni spunti di attività che speriamo si tradurranno presto in realtà, tra cui collaborazioni culturali con enti del territorio e l’apertura di un numero amico rivolto alle persone GLBT, seguito da personale formato e professionale. Siamo fiduciosi di riuscire a radicare ancora di più la nostra presenza sul territorio fiorentino, rimanendo sempre anche attenti alle dinamiche e alle collaborazioni nazionali ed internazionali”.

Intervista di Daniela Grill – Tutti i diritti riservati a RBE

Per ascoltare gratuitamente l’intervista cliccate sull’icona

Mettersi in gioco

Venerdì 20 giugno ha avuto luogo, presso i locali del Centro comunitario valdese di Firenze, la quinta Assemblea nazionale dell’Associazione cristiana “Fiumi d’acqua viva – Pace, Giustizia e Salvaguardia del Creato“. Presidente dell’Assemblea è stato eletto all’unanimità il prof. Marco Ricca, medico, ex consigliere comunale socialista e Presidente del Centro Culturale Protestante “Pietro Martire Vermigli” di Firenze.
“Per noi è stato un onore avere come Presidente di questa sessione assembleare il prof. Marco Ricca e questo rafforza i legami con il Centro Culturale Vermigli” ha dichiarato la Presidente Nazionale uscente Marta Torcini.
Il tema principale dell’Assemblea è stato il bilancio degli ultimi anni e le prospettive per il futuro. E’ emersa, grazie anche alla Relazione morale compilata dalla Segreteria, una triplice prospettiva: l’azione diaconale e sociale (anche in carcere grazie a nuovi contatti e ad alcune persone che si sono rivolte all’associazione), la preghiera e la riflessione teologico-spirituale e l’azione culturale di alto profilo, quest’ultima in collaborazione con il Centro Culturale “Vermigli” ed eventualmente con altri soggetti sul territorio nazionale.
“Il nostro impegno non verrà meno e anzi si moltiplicherà, nonostante l’esiguità delle forze umane. A questo proposito voglio dire a tutti e tutte che nella nostra associazione c’è spazio per realizzare e completare i progetti che stiamo portando avanti e quelli che ci verrano proposti e che convinceranno la nostra Segreteria Nazionale – prosegue Marta Torcini – Abbiamo avviato le pratiche per un progetto di formazione per un numero amico rivolto alle persone GLBT e poi stiamo pensando a come aiutare i detenuti in difficoltà – perché stranieri, perché transessuali, perché discriminati – in carcere e molto altro potremo fare con l’aiuto dei volontari”.
Nel corso dell’Assemblea sono stati rinnovati gli organi sociali: Marta Torcini (valdese) è stata confermata per il secondo anno di mandato quale Presidente Nazionale, l’ex Presidente e fondatore Andrea Panerini (valdese) è stato eletto Segretario Nazionale, Claudio Cardone (valdese) e Giampaolo Pancetti (anglicano di rito veterocattolico) sono stati confermati nella Segreteria Nazionale. Il Collegio dei Revisori dei Conti è composto da: Maristella Agostini (Presidente – cattolica romana) e Elisa Cesan (valdese).

Per scaricare la Relazione morale clicca qui

Per scaricare gli Atti dell’Assemblea clicca qui

Venerdì 20 giugno a Firenze quinta assemblea nazionale di “Fiumi d’acqua viva”

Venerdì 20 giugno a partire dalle ore 18,45 avrà luogo, presso il Centro comunitario valdese di Via Manzoni, 21 in Firenze la quinta assemblea nazionale dell’Associazione cristiana “Fiumi d’acqua viva – Pace, Giustizia e Salvaguardia del Creato“.
Il versetto biblico scelto quest’anno è: “La moltitudine di quelli che avevano creduto era d’un sol cuore e di un’anima sola; non vi era chi dicesse sua alcuna delle cose che possedeva ma tutto era in comune tra di loro ” (Atti 4,32)
“Sarà una bella occasione di incontro, preghiera e fraternità – dichiara la Presidente Marta Torcini – oltre a costituire un atto formale essenziale nella nostra democrazia associativa. Faremo il punto delle iniziative fatte in questi anni, dei problemi, dei progetti per il futuro, dei rapporti con le chiese e con le altre organizzazioni cristiane. Parleremo di giustizia sociale, salvaguardia del creato, animali, lotta all’omofobia ed a ogni tipo di discriminazione. Stiamo invitando diversi esponenti del mondo cristiano fiorentino e italiano per questa occasione e speriamo che ci possa essere una significativa partecipazione.”
L’assemblea comincerà informalmente alle ore 18,45 con un momento di preghiera e di riflessione biblica a cui seguirà, alle ore 20, un momento conviviale. Alle ore 21 avrà inizio, in modo formale, l’Assemblea vera e propria che si protrarrà per tutta la serata e a cui sono invitati, ovviamente, i soci dell’Associazione, ma anche esterni, curiosi e coloro che vogliono saperne di più in modo corretto e fraterno.

Per info: www.fiumidacquaviva.orgfiumidacquaviva@gmail.com – 329.3276430 (Marta)

Per la convocazione formale dell’assemblea clicca qui

Convocazione della V Assemblea Nazionale di “Fiumi d’acqua viva” – Firenze, 20 giugno 2014

La Segreteria dell’Associazione “Fiumi d’acqua viva – Pace, Giustizia e Salvaguardia del Creato”

visti gli artt. 9,10, 19 e 22 dello Statuto Sociale

convoca l’Assemblea annuale dei soci Venerdì 20 giugno 2014 alle ore 19,00 in prima convocazione e alle ore 21,00 in seconda convocazione presso il Centro comunitario valdese di Via Manzoni, 21 in Firenze

Ordine del Giorno

1) Elezione del Seggio
2) Accredito votanti
3) Adempimenti formali del Seggio (orario chiusura, ripartizioni tempi degli interventi…)
4) Relazione del Presidente
5) Lettura e discussione Relazione annua e sulle iniziative prossimo anno sociale
6) Votazione sulla Relazione annua
7) Lettura Relazione economica e Revisori dei Conti
8) Discussione sulla Relazione economica
9) Votazione sulla Relazione economica
10) Fissazione della quota sociale 2014/2015 (art. 9 Statuto)
10) Emendamenti allo Statuto sociale e relative votazioni
11) Rinnovo cariche sociale e relative votazioni
12) Votazioni odg, mozioni ed atti
13) Discorso programmatico del Presidente
14) Varie ed eventuali

I saluti di eventuali ospiti saranno effettuati tra un punto e l’altro del presente odg a discrezione del Seggio. Sono ammessi all’Assemblea con diritto di voto i soci in regola con il tesseramento. E’ previsto il voto per delega: non più di due deleghe per ogni socio presente e votante in forma scritta e firmata. Devono pervenire al Seggio al momento dell’accredito dei votanti (punto 2 dell’odg).

Prima dell’assemblea in seconda convocazione, alle ore 18,45 avrà luogo un momento di preghiera e meditazione biblica e alle ore 20 ci sarà un momento conviviale comunitario.

Per info: www.fiumidacquaviva.orgfiumidacquaviva@gmail.com – 329.3276430 (Marta)

 

Condanna di “Fiumi d’acqua viva” verso gli atti omofobi contro Chiese valdesi a Roma e Bergamo

La Segreteria Nazionale dell’Associazione cristiana “Fiumi d’acqua viva – Pace, Giustizia e Salvaguardia del Creato” esprime il suo profondo sdegno, la propria ripulsa e la propria preoccupazione per gli episodi di intolleranza omofoba che sono accaduti nei giorni scorsi a Roma e Bergamo contro due chiese valdesi che stanno organizzando delle iniziative di preghiera pubblica proprio in occasione della giornata mondiale contro l’omofobia del prossimo 17 maggio. A Roma svastiche, croci celtiche e scritte “No froci” oltre ad una estesa e spregevole imbrattatura sulla facciata della Chiesa e sulla bandiera arcobaleno lì esposta. A Bergamo scritte offensive e irripetibili sopra i manifesti che annunciavano la veglia contro l’omofobia che avrà luogo domani, 16 maggio, alle ore 20.45.
«Siamo indignati senza riserve e profondamente solidali con le due comunità valdesi coinvolte da queste barbarie, – afferma Marta Torcini, Presidente Nazionale dell’Associazione – questi segni sono l’indice che l’omofobia è lungi dall’essere “sconfitta” e “superata” nel nostro paese e che le iniziative di contrasto all’omofobia e di preghiera per le vittime di quest’odio sono ancora più necessarie anzi indispensabili. Noi pregheremo anche per le menti che hanno partorito simili enormità e questo odio, perché il Signore le perdoni e le illumini e non ci faremo intimidire, proclamando sempre e comunque l’Evangelo, che è Parola d’amore e di rispetto, e invitando tutti e tutte al culto per le vittime dell’omofobia che terreno il 18 maggio, domenica prossima, alle ore 10.30 a Firenze nella Chiesa valdese di Via Micheli o alle iniziative di Bergamo, Roma e del resto d’Italia per dire no a questa barbarie anticristiana».

Domenica 18 maggio culto per le vittime dell’omofobia organizzato da “Fiumi d’acqua viva”

Domenica 18 maggio alle ore 10.30 presso la Chiesa evangelica valdese di Firenze (Via Micheli, angolo Via Lamarmora) avrà luogo il culto per le vittime dell’omofobia e della transofobia. L’evento è organizzato, per il quarto anno di seguito, dall’Associazione cristiana “Fiumi d’acqua viva – Pace, Giustizia e Salvaguardia del Creato” e vedrà l’adesioni di credenti di quasi tutte le confessioni cristiani del capoluogo toscano. Il versetto biblico scelto per questo anno e suggerito dal teologo ed ecumenista valdese Paolo Ricca è: «Perciò accoglietevi gli uni gli altri, come anche Cristo vi ha accolti per la gloria di Dio» (Romani 15,7).
“Per il quarto anno di seguito siamo fieri di organizzare questa iniziativa – dichiara Marta Torcini, Presidente di “Fiumi d’acqua viva” – che, lo ricordiamo, nasce in ambito protestante nel 2007 e che ora, sotto varie forme, coinvolge numerosi gruppi, associazioni e chiese in varie parti del mondo. Il tema di quest’anno riguarda l’accoglienza reciproca che ci è comandato di fare in quanto figli e figlie di Dio al di là di qualsiasi caratteristica personale. Purtroppo possiamo vedere quanto questo sia disatteso in un paese così diviso ed egoista come l’Italia in cui l’omofobia, il razzismo, il classismo, il sessismo e lo specismo sono ben lungi dall’essere non solo sconfitti ma anche solo affrontati con serietà.»
Per informazioni ed adesioni: www.fiumidacquaviva.orgfiumidacquaviva@gmail.com – 329.3276430 (Marta)

La condivisione dei diritti

Dopo aver seguito le due conferenze di Gutierrez e Ricca di cui vi abbiamo presentato una sintesi, voglio offrire alla riflessione comune un filo rosso che mi sembra legare i temi delle due conferenze in un unicum che potrebbe anche diventare una proposta per l’azione. Ve lo propongo nella sua essenzialità e rozzezza, cosicché ciascuno possa svilupparlo liberamente secondo il suo modo di vedere.

Una volta che siamo stati messi di fronte al nostro delirio di onnipotenza nel crederci il centro dell’universo, una volta che abbiamo preso atto, come ci dice Gutierrez , che anche l’uomo deve sottomettersi alla comunità del creato, e recuperare la parte cosmologica del nostro esistere, non basta più, per esaurire la responsabilità della nostra fede verso il creato, lavorare e custodire la terra che riconosciamo appartenere a Dio. E’ necessario un passo avanti, e cioè è indispensabile che uniamo questa responsabilità con quella verso la giustizia sociale, realizzando quella che Ricca chiama democrazia sociale, cioè la condivisione delle scelte economiche, che comporta necessariamente una più equa ripartizione delle risorse. Io amplierei il concetto di democrazia sociale per estenderlo alla condivisione dei diritti: nessun diritto sopravvive da solo, ma può affermarsi solo nel riconoscimento dei diritti degli altri, e intendo con questo tutti gli altri viventi, animali umani e non umani. Come ben ci ha spiegato Patrice Jones*, dobbiamo riconoscere che ogni forma di separazione (questo si, quell’altro no) quando è esercitata verso i viventi è discriminazione, e tutte le discriminazioni hanno qualcosa in comune: si rafforzano l’una con l’altra. Perciò se non riconosceremo che sessismo, omofobia, transfobia e specismo non possono essere affrontate ed eliminate separatamente, non spezzeremo mai il giogo. Una volta che abbiamo unito col nostro filo rosso questi aspetti, se e quando riusciremo, in qualunque angolo del pianeta, nel nostro piccolo o più in grande, a realizzare questo collegamento, non avremo forse realizzato anche una bellissima parabola del Regno di Dio?
Marta Torcini

*Attivista americana per i diritti delle persone con diversa affettività, nel 1976 ha realizzato nel Vermont un rifugio per animali di fattoria gestito da persone LGBT. A breve sul sito la sintesi di una sua conferenza tenuta a Firenze il 18 marzo scorso.

Dal Creato al Creatore: la spiritualità di Francesco d’Assisi – l’11 aprile conferenza a Firenze

Venerdì 11 aprile alle ore 21 presso il Centro comunitario valdese (Via Manzoni, 21 – nei pressi di Piazza Beccaria) di Firenze avrà luogo il penultimo incontro del ciclo annuale di meditazione biblica e teologica organizzata dall’Associazione “Fiumi d’acqua viva – Pace, Giustizia e Salvaguardia del Creato“. Il tema della serata verterà su: “Dal Creato al Creatore: riflessioni tratte dalla vita e dagli scritti di Francesco d’Assisi” e sarà illustrato da Giampaolo Pancetti, ministro dell’Eucarestia della Parrocchia vetero-cattolica “S. Vincenzo di Lerins” sotto la giurisdizione della Chiesa d’Inghilterra.
La spiritualità di Francesco d’Assisi è notoriamente permeata da un grande amore per il Creato e per tutte le creature di Dio: Giampaolo Pancetti ci guiderà in un itinerario per approfondire questa teologia empirica che ha influenzato grandemente il cristianesimo occidentale pur rimanendo sempre minoritaria per essere recentemente riscoperta in campo ecumenico sotto la formula “salvaguardia del Creato”. Un viaggio dall’amore e dall’osservazione del Creato sino all’Amore del nostro Creatore che, nella Sua Provvidenza, garantisce il benessere di tutti gli esseri viventi e irradia tutte le sue creature con la sua sconfinata misericordia.

Creato e Regno di Dio: tracce per una discussione sulla giustizia sociale alla luce del Vangelo – Trascrizione della relazione di Paolo Ricca

Conversazione con Paolo Ricca

Il 21 marzo si è svolto l’incontro con Paolo Ricca, pastore e professore emerito, già decano della Facoltà Valdese di Teologia. Vi presentiamo una sintesi della sua relazione scusandoci fin d’ora per l’eventuale poca chiarezza del discorso, dovuta al fatto che l’intervento non è stato registrato e non si tratta quindi di una trascrizione: la sintesi deriva dagli appunti presi durante la conversazione.

Questo discorso va diviso in tre parti, sono tre diversi argomenti: responsabilità della fede verso il creato, responsabilità della fede per la giustizia sociale e responsabilità della fede e regno di Dio, poiché si tratta di tre cose distinte. Cominciamo dalla responsabilità della fede verso il creato e diciamo subito che c’è una premessa: possiamo parlarne in questi termini se confessiamo di credere nel Dio creatore. Da cui deriva che la natura non è divina, poiché è creata. Noi siamo un misto di natura e cultura, la terra è madre ma è anche figlia. Spinoza affermava che Dio è la natura, cioè Dio non crea, ma è e con se stesso fa esistere tutte le cose. Dio quindi è in tutte le cose, perciò non è persona. Questo non e quello che noi crediamo. La fede nel Dio creatore comporta la secolarizzazione del creato, e la sua desacralizzazione rispetto alle culture precedenti che vedevano Dio in ogni fenomeno che non sapevano spiegare. Un’altra conseguenza è che la terra, creatura di Dio, appartiene a lui e non a noi (Esodo, 9). A noi compete di lavorarla e custodirla.
La responsabilità della fede per il Regno di Dio. Il Regno di Dio non è il ripristino di una teocrazia. Questo esclude Israele, che era una teocrazia, ma esclude anche il regno di Cesare. Noi possiamo desiderare, credere, invocare il Regno di Dio ma non lo possiamo costruire. Ci viene detto: “Cercate prima il regno e la giustizia di Dio, e le altre cose vi saranno date in più”. Perché cercare, perché è qui, nascosto, ma qui. Cosa possiamo fare noi? Gesù si spiegava con parabole. Noi possiamo costruire parabole. Il ragazzo che da solo ha fermato i carri armati a piazza Tienanmen ha costruito una splendida parabola del Regno di Dio. Cercare il regno di Dio significa costruire delle parabole.
La responsabilità della fede nella giustizia sociale, è un tema relativamente nuovo nella coscienza cristiana collettiva, un movimento che è iniziato solo nell’800. Perché questa responsabilità è rimasta inevasa nelle chiese cristiane? Possiamo provare a dare tre risposte. A) La chiesa stessa, pur conservando sempre un carattere popolare, ha occupato come istituzione una posizione socialmente privilegiata. Ha quindi avuto difficoltà a identificarsi con le vittime di sistemi sociali ingiusti e a mobilitarsi in loro difesa. B) la fede nell’al di la con carattere risarcitorio ha reso meno impellente nei cristiani l’esigenza di stabilire in questo mondo la giustizia sociale. C) L’azione della chiesa si è sempre rivolta più alle persone che alle strutture, concretizzandosi nella carità piuttosto che nel combattere le cause dell’ingiustizia. Anche se questo non esclude che vi siano stati grandi interventi sulle istituzioni. Per es. la creazione degli ospedali è opera tipica della chiesa, la beneficenza, all’epoca della Riforma l’eliminazione della mendicità, non come si fa adesso in certi luoghi e situazioni (cioè facendo sparire dalle strade i mendicanti) ma fornendo ai mendicanti la possibilità di guadagnarsi da vivere. Cosa dobbiamo fare? Prima di tutto dare voce a chi non ce l’ha. Per fare questo è necessario immergersi nella condizione di chi soffre, immedesimarsi con loro. Poi, a livello sociale, transitare dalla democrazia politica alla democrazia sociale, cioè perseguire una più equa ripartizione della ricchezza, attraverso la democrazia economica.

Giustizia sociale e Vangelo

Il teologo Paolo Ricca a Firenze

Venerdì 21 marzo alle ore 18 presso il Centro culturale valdese di Via Manzoni, 21 a Firenze (pressi Piazza Beccaria) avrà luogo una conferenza del professor Paolo Ricca dal titolo “Creato e Regno di Dio: tracce per una discussione sulla giustizia sociale alla luce del Vangelo”.

L’evento è organizzato dall’Associazione “Fiumi d’acqua viva – Pace, Giustizia e Salvaguardia del Creato” in collaborazione con il Centro culturale protestante “Pietro Martire Vermigli”.

“Siamo oltremodo orgogliosi di poter ospitare in una nostra iniziativa una personalità di livello nazionale ed internazionale come il professor Paolo Ricca – ha dichiarato Marta Torcini, Presidente di “Fiumi d’acqua viva” – che ci potrà parlare con la sua competenza ed esperienza di uno dei temi fondamentali del cristianesimo in ogni tempo e che si interfaccia in maniera così drammatica con la nostra attualità di un mondo in crisi di valori, prima che di fattori economici. Siamo altresì molto felici di poter avviare una fruttuosa collaborazione con il Centro culturale protestante “Vermigli” che auspichiamo diventi sempre più stretta.”

Dopo l’evento verrà offerto un piccolo aperitivo dai volontari e dalle volontarie di “Fiumi d’acqua viva”.

Per informazioni: www.fiumidacquaviva.orgfiumidacquaviva@gmail.com – 3293276430 (Marta)

Paolo Ricca, teologo, ha insegnato Storia del cristianesimo presso la Facoltà valdese di Teologia di Roma. La Facoltà di Teologia di Heidelberg gli ha conferito la laurea honoris causa. È spesso ospite della trasmissione di Radio 3 Uomini e profeti ed è direttore della Collana “M. Lutero – Opere scelte” della Claudiana. Tra gli ultimi libri pubblicati: Davanti a Dio. Leggendo il libro dei Salmi (2008), Giovanni Calvino. L’altra riforma (2009), Come in cielo, così in terra. Itinerari biblici (2009), Lutero, mendicante di Dio (2010), Le ragioni della fede (2010) e La fede cristiana evangelica. Un commento al catechismo di Heidelberg (2011)

Clicca qui per scaricare il volantino dell’iniziativa.