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Messaggio del Presidente Cardone al pastore Aquilante per l’apertura dell’Assemblea FCEI

Riportiamo il messaggio inviato dal Presidente dell’Associazione “Fiumi d’acqua viva” al pastore Massimo Aquilante, Presidente della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia (FCEI) in occasione dell’apertura della XVI Assemblea Generale della Federazione che avrà luogo a Roma/Pomezia dal 1° al 4 novembre 2012 e che ha come titolo “Si spezzino le catene della malvagità” (Is. 58,6)

Firenze, 31 ottobre 2012

Invochiamo con voi lo Spirito perché vi guidi nei lavori di questa Assemblea, affinché la Parola che ci invita a “spezzare le catene della malvagità” diventi concreta guida delle nostre vite.

In Cristo,

Il presidente,
Claudio Cardone

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Alzare la voce per testimoniare l’Evangelo

Comunicato sui fatti gravissimi accaduti il 13 dicembre a Firenze

Firenze, 14 dicembre 2011

Non c’è né Giudeo né Greco, non c’è né schiavo né libero, non c’è né maschio né femmina, perché tutti siete uno in Cristo Gesú. (Gal. 3,28)

E’ con grandissimo dolore che abbiamo appreso dei terribili eventi che hanno ieri sconvolto la città di Firenze e, in particolare, la sua comunità di origine senegalese.
Desideriamo esprimere anzitutto la nostra vicinanza a parenti ed amici delle persone uccise e ferite; ma come cristiani non possiamo solo limitarci a questo. E’ nostro preciso dovere alzare la voce e dire con chiarezza che coloro che compiono questi gesti, li approvano o sorridono a mezza bocca, sono fuori da quella “civiltà cristiana” che spesso è chiamata in campo da coloro che hanno atteggiamenti di chiusura nei confronti del “diverso”; costoro, è bene ribadirlo, non hanno il diritto di chiamarsi “cristiani”.
Invitiamo tutti coloro che sono impegnati in politica, oltre alla cittadinanza tutta, ad isolare e neutralizzare questi violenti e sopratutto la cultura che sta dietro ad essi.
Noi faremo la nostra parte, per quanto possano fare le nostre umane forze.
Ancora un abbraccio ai nostri fratelli immigrati.

I fratelli e le sorelle di Fiumi d’Acqua Viva

Italy love it or leave it: un nuovo documentario di Luca Ragazzi e Gustav Hofer sull’Italia contemporanea

Luca e Gustav sono due ragazzi italiani che di recente hanno assistito all’esodo di molti amici coetanei che hanno deciso di lasciare l’Italia per mete come Berlino, Londra o Barcellona. Persone creative che non vedono un futuro in questo paese, stanchi del costo della vita, del precariato, dell’atteggiamento reazionario, del baronato nel mondo accademico, della mancanza di attenzione per i diritti umani, l’abbrutimento e la mancanza di meritocrazia.
Anche Gustav crede che andarsene sia la cosa migliore da fare mentre Luca vuole convincerlo che l’Italia è ancora un paese pieno di buoni motivi per restare, di persone appassionate che ogni giorno conducono una battaglia silenziosa perché le cose possano cambiare.
Prima di prendere una decisione definitiva, si danno sei mesi per capire se è ancora possibile re-innamorarsi dell’Italia. Decidono di fare un viaggio con una vecchia Fiat 500, su e giù per lo stivale. Vanno alla ricerca di storie, aneddoti, personaggi, per scoprire cos’è rimasto dell’Italia che all’estero fa ancora tanto sognare, cercando di capire meglio un paese dal passato tanto celebrato e dal futuro incerto, lasciando la porta aperta all’imprevedibile. Con “Italy love it or leave it” scopriranno un paese diviso e contraddittorio ma sull’orlo di un cambiamento.
Dopo l’acclamato “Improvvisamente l’inverno scorso” (Nastro d’Argento 2009, menzione speciale Berlinale 2008, più di 200 festival in tutto il mondo), che abbiamo proiettato nella Chiesa metodista di Via de’ Benci a Firenze nel corso della settimana contro l’omofobia 2010, Luca e Gustav tornano a raccontare l’Italia di oggi, non senza sarcasmo e ironia.

Info sul film: http://www.italyloveitorleave.it/

La decisione del Sinodo della Chiesa Valdese sulla benedizione delle coppie omosessuali: in sé già una benedizione, ma “perfettibile”

Dichiarazione della Segreteria dell’Associazione “Fiumi d’Acqua Viva – Evangelici su Fede e Omosessualità”

Ad un anno dalla decisione del Sinodo valdese che autorizza la benedizione delle coppie omosessuali ove vi sia il consenso della comunità e che invita le comunità ad una approfondita riflessione sulla questione della benedizione delle coppie omosessuali, e alla luce di quanto discusso e avvenuto nelle chiese nel corso dell’anno, riteniamo opportuno condividere una riflessione sull’argomento. In questo periodo si è poi verificato un evento importante: la decisione del Sinodo luterano di ammettere alla benedizione le coppie omosessuali. Quest’ultima decisione appare essere il risultato di un percorso di riflessione fondato sulle scritture e condiviso con le comunità, durato alcuni anni. Il risultato è pregevole, di grande apertura senza confusioni fra concetto di matrimonio e rapporto di coppia “altro”.
Il dibattito che ormai da molti anni si svolge all’interno della Chiesa Valdese e il confronto e il dialogo che si è da tempo instaurato fra la Chiesa stessa e le realtà ad essa vicine sull’argomento, hanno portato nel 2010 all’adozione da parte del Sinodo di una mozione che, confermando le grandi aperture già emerse, invita formalmente tutte le comunità ad una riflessione sul tema più approfondita, più organica, orientata al superamento delle divergenze e resistenze emerse nel corso degli anni, e che appaiono essere più di carattere culturale che teologico.
Possiamo quindi ritenere la decisione del Sinodo di per sé già una benedizione, che siamo certi produrrà frutti positivi.
Saranno comunque frutti che non porteranno alcuna confusione fra il concetto di matrimonio e quello di benedizione della coppia. Ci pare infatti giusto ricordare a questo punto che la Chiesa Valdese non considera il matrimonio come un sacramento, ma “solo” come un serio impegno di due persone legate da vincoli affettivi e da un progetto di vita comune.
Nessuna discriminazione quindi è ipotizzabile rispetto alle coppie eterosessuali: la Chiesa Valdese ammette infatti alla benedizione anche le coppie etero dopo la formalizzazione del loro rapporto in sede civile. In questo senso possiamo considerare la decisione sinodale del 2010 in qualche modo profetica perché pone anche lo Stato di fronte alle proprie responsabilità davanti alle esigenze più profonde delle persone. Proprio per questo pare però opportuno ribadire che, essendo la benedizione un atto sovrano di Dio nei nostri confronti, esso non può in alcun modo essere usato, magari inconsciamente, come momento di rivendicazione politica o sociale.
Un altro punto ci sembra opportuno chiarire. La benedizione, come ogni altro atto di provenienza divina, non è neanche mediato né amministrato dalla Chiesa o dal ministro: quello che avviene è invece l’invocazione della benedizione divina sulla coppia, rivolta al Signore da tutta la comunità, mentre per la coppia la cerimonia è il momento in cui bene-dice (cioè rende lode) a Dio per il dono dell’amore, che è esso stesso fonte di benedizione. Ricordiamo infine che questa decisione è arrivata in un momento in cui molte comunità non erano ancora pronte ad accoglierla, almeno nella parte che autorizza le benedizioni. Riteniamo quindi di grande importanza l’invito alle comunità a riflettere sull’argomento e auspichiamo che esso non venga trascurato. Per parte nostra ci impegniamo, per quanto è nelle nostre possibilità, a stimolare questa riflessione e discussione, con la speranza che conduca quanto prima ad una decisione condivisa anche sotto il profilo teologico.

La Segreteria dell’Associazione “Fiumi d’Acqua Viva – Evangelici su Fede e Omosessualità”

“In principio era la gioia”: presentazione del volume di Fox il 25 giugno nella Chiesa episcopale di Firenze

Perché mai noi preferiamo l’amore per la morte all’amore per la vita, i missili alla festa, il potere sugli altri al potere diffuso, l’accumulare invece del condividere?” (da “In principo era la gioia” di M. Fox)

L’Associazione “Fiumi d’acqua viva – Evangelici su fede ed omosessualità” invita soci e simpatizzanti all’evento conclusivo dell’anno sociale 2010/2011: una lettura pubblica del libro “In principio era la gioia” di Matthew Fox (Fazi editore) condotta dal traduttore del volume, il teologo episcopale Gianluigi Gugliermetto, Sabato 25 giugno 2011 alle ore 18.30 presso la Chiesa Episcopale Americana St. James di Firenze (Via Bernardo Rucellai, 13 pressi Porta al Prato.

In principio era la gioia” (con una introduzione di Vito Mancuso) è una sfida alla tradizione che incentra il cristianesimo sul peccato originale e che l’ha ridotto a religione pessimistica, patriarcale e nel passato anche violenta. Un pensiero che fa rivivere la grande mistica medievale di Ildegarda di Bingen e Meister Eckhart. Una visione che, lungi dal concepire la natura come corrotta, vede Dio in tutto il creato. Una prospettiva che abbatte le rigide separazioni anima-corpo, sacro-profano, maschio-femmina, Dio-mondo. Una Via Positiva che è innamoramento e benedizione originaria. La tesi sostenuta da Matthew Fox, ex frate domenicano espulso dall’ordine nel 1993 dall’allora cardinal Joseph Ratzinger, è che il sentimento dominante della spiritualità non deve essere un rattristato senso di colpa verso Dio, bensì un positivo senso di riconoscenza verso il cosmo. Si tratta di un mutamento di paradigma paragonabile a una vera e propria “rivoluzione copernicana della religione”.

A seguire è prevista una cena a buffet offerta dai volontari di “Fiumi d’Acqua Viva” per allietare i partecipanti e festeggiare la chiusura dell’anno sociale.

Info
3487453594 (Claudio)
3293276430 (Marta)
fiumidacquaviva@gmail.com

Scarica qui il volantino dell’iniziativa

La relazione con Dio

Soddisfazione per i risultati raggiunti dall’Associazione e impegno per superare alcuni ostacoli

Venerdì 10 giugno ha avuto luogo a Firenze, presso la Chiesa metodista di Via de’ Benci, l’Assemblea generale dei soci dell’Associazione “Fiumi d’acqua viva – Evangelici su Fede ed Omosessualità“. L’Assemblea ha approvato la Relazione morale 2010/2011 presentata dalla Segreteria e quella finanziaria relativo all’anno fiscale 2010.
“Siamo soddisfatti delle attività sociali che abbiamo potuto svolgere quest’anno – ha dichiarato il Presidente di “Fiumi d’acqua viva” Claudio Cardone – nonostante le difficoltà e gli impedimenti che si sono manifestati. In maniera particolare ha significato molto per noi il dibattito del 19 maggio su Unioni civili e benedizioni con l’onorevole Bachelet, il professor Redaliè e Valdo Spini che ha rappresentato una svolta per la nostra consapevolezza sociale e umana sugli argomenti trattati. E’ stato possibile riallacciare proficui rapporti con il gruppo di cattolici romani omosessuali “Kairos” e di questo non possiamo che essere lieti nel nome del comune Signore Gesù Cristo. E’ invece da rilevare – conclude Cardone – con molto dispiacere che, nonostante i nostri numerosi approcci, ancora non è stato possibile fare altrettanto con la REFO (Rete Evangelica Fede e Omosessualità) di Roma. Preghiamo l’Eterno che ci faccia comprendere l’importanza dell’unità e che il nostro unico scopo è la proclamazione del Suo Evangelo al di là di divisioni politiche o personali. Confidiamo che queste incomprensioni possa essere superate quanto prima.”
Il Segretario Marta Torcini ha espresso la sua soddisfazione sia per la qualità delle attività proposte che per i progressi fatti in ambito ecumenico. Per quanto riguarda il bilancio dell’Associazione “nonostante alcune spese gravose nel 2010 il saldo è in attivo e questo è un piccolo miracolo anche grazie ai numerosi contributi volontari che soci, sorelle e fratelli hanno voluto donarci. E’ necessario procedere con maggiore capillarità al tesseramento per ampliare ulteriormente la base associativa – ha concluso il Segretario di “Fiumi d’acqua viva” – e amministrare con trasparenza i fondi che sono a nostra disposizione.”
Si è proceduto successivamente alle elezioni suppletive dovute alle dimissioni anticipate, per motivi personali e per un adeguamento professionale, dalle loro cariche di Lorenzo Bussoli ed Alison Walker (Segreteria) ed Elisa Cesan (Collegio dei Revisori dei Conti). Al loro posto sono stati eletti in Segreteria Elisa Cesan e Marco Valdo Parrotta (della comunità valdese di Catanzaro e attualmente domiciliato in provincia di Roma) e Lorenzo Bussoli è stato eletto nel Collegio dei Revisori dei Conti. Alla pastora metodista Alison Walker, che ha lasciato l’incarico per il grande lavoro che sta svolgendo nella sua comunità ma che rimane a disposizione dell’associazione per le attività sociali e per la consulenza teologica, è andato un caloroso ringraziamento da parte dell’Assemblea, della Segreteria e del Presidente Claudio Cardone.
Successivamente si è svolto lo studio biblico conviviale presieduto dall’ex Presidente Andrea Panerini, studente in teologia in vista del ministero pastorale. La discussione si è sviluppata soprattutto sul concetto di agape e sulla domanda: Dio ha bisogno di noi? La conversazione è stata molto vivace e ha potuto esprimere una pluralità di posizioni introdotte da una panoramica storico-teologica sull’argomento, allietata dalla cena preparata dai volontari di “Fiumi d’acqua viva”.

La prossima serata biblica avrà come relatore il teologo episcopale Gianluigi Gugliermetto. A breve, su questo sito, il programma completo della serata.

La paura del “diverso in se stessi”

Resoconto della tavola rotonda del 19 maggio su omofobia e unioni civili. Importanti aperture politiche e teologiche.

Il 19 maggio scorso, in occasione della settimana contro l’omofobia, si è svolta la conferenza “Unioni civili e benedizione delle coppie omosessuali: riconoscimento e legittimazione”, promossa e organizzata dall’Associazione “Fiumi d’Acqua Viva – Evangelici su Fede e Omosessualità”. I partecipanti, tutti di altissimo livello, hanno assicurato un evento di grande interesse, con aperture niente affatto sconate. Tutti i relatori hanno infatti sottolineato l’importanza dell’argomento per uno sviluppo della società civile in senso democratico e per un approfondimento in senso evangelico da parte dei credenti.
La discussione è stata introdotta dall’on. Valdo Spini che ha raccontato brevemente la vicenda del matrimonio celebrato a Firenze da don Alessandro Santoro fra due persone non omosessuali, una delle quali aveva però cambiato sesso, e la “punizione” in cui il prete è incorso da parte dell’arcivescovo cattolico di Firenze. Questo episodio rappresenta bene l’atteggiamento della Chiesa Cattolica come istituzione di fronte a qualsiasi forma di “diversità” in ambito sessuale con riferimento al rapporto di coppia, e invece la maggior sensibilità che stanno lentamente sviluppando le comunità dei credenti di fronte alla relazione affettiva. L’on. Spini ha dato avvio al dibattito ricordando che ci sono due piani distinti della questione: quello religioso e quello civile.
Nel suo saluto agli ospiti il Presidente di “Fiumi d’Acqua Viva”, Claudio Cardone, ha sottolineato la libertà del credente nella responsabilità dell’approccio con il testo biblico, approccio che deve essere inteso “per” la persona e non a favore di ostracismi e condanne.
L’on. Giovanni Bachelet (PD) ha fatto riferimento alla sua personale esperienza, sottolineando l’importanza dell’incontro diretto con le persone omosessuali, perché la conoscenza facilita la caduta delle barriere e l’incontro accogliente. Ha raccontato, infatti, che durante gli studi in America, negli anni ’70, divenne amico di un collega che solo alla fine del suo soggiorno gli disse che era gay. Ha sottolineato che questo che noi stiamo vivendo è un momento particolarmente libero e di passaggio e cambiano i riferimenti, anche per le possibilità offerte dalla scienza e dalla tecnologia. Si può fare l’amore senza procreare (contraccezione) e si può procreare senza fare l’amore (tecnologie riproduttive). C’è libertà ma anche il rischio di chiudersi in se stessi.
Ha ribadito inoltre che non c’è nessun fondamento biblico ai divieti notando che il tema interessa e coinvolge trasversalmente tutte le forze politiche, come dimostra la discussione sulla legge contro l’omofobia (purtroppo bocciata in commissione proprio il 19 maggio). Ha concluso il suo intervento dicendo che l’omofobia nasce dalla paura di sé, del diverso in sé. Il parlamentare ha anche auspicato che si possa superare la divisione tra laici e cattolici per arrivare ad un confronto tra credenti e non credenti su questo tema.

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L’Evangelo, Parola che libera

Discorso del Presidente Cardone in occasione della Conferenza “Unioni Civili e Benedizione delle coppie omosessuali”

Buonasera e benvenuti alla conferenza “Unioni Civili e Benedizione delle coppie Omosessuali”. Vi dò il benvenuto a nome dell’Associazione “Fiumi d’acqua viva – Evangelici su Fede ed omosessualità” che ha organizzato quest’incontro. Desidero ringraziare innanzi tutto l’Sms Andrea del Sarto per l’ospitalità e voi tutti per la vostra presenza stasera.
Un grazie va anche ai nostri ospiti,  all’On. Valdo Spini, che ha gentilmente accettato di fungere da moderatore di questo dibattito, l’On Giovanni Bachelet, Deputato del Partito Democratico; il Dott. Marco Carraresi, Consigliere Regionale della Toscana, dell’UDC e il Decano della Facoltà Valdese di Teologia, Prof. Yann Redaliè, Ordinario di Nuovo Testamento. Vi devo purtroppo informare che il Prof. Giovanni Sole, all’ultimo momento, non ha potuto prender parte a questo incontro, ma ci manda i suoi saluti e l’auspicio che possa essere una serata ben spesa. Era nelle nostre intenzioni invitare anche un teologo o comunque un rappresentante della Chiesa Cattolica Romana affinchè sostenesse le tesi ufficiali di quest’ultima, ma purtroppo, non abbiamo trovato nessuno di disponibile a venire a questo incontro. Confido che il Prof. Redaliè, in quanto relatore “teologico” e il Dott. Carraresi, come rappresentante del Cattolicesimo, possano, per quanto gli sarà possibile, colmare questa lacuna di cui ci dispiace sinceramente.
L’associazione di cui sono presidente è un’associazione cristiana, vicina alle realtà protestanti italiane, in particolare alla Chiesa Valdese, il cui scopo è promuovere parità ed uguaglianza tra tutte le persone, senza distinzioni di nazionalità, confessione religiosa, identità di genere o orientamento affettivo, uguaglianza da realizzarsi nella società e, nel caso specifico e in particolare, nelle chiese. Ma oltre a questo, principalmente, la motivazione che sottende a tutto il nostro agire, è, ci tengo a sottolinearlo, l’annunzio dell’Evangelo.
Perchè dunque, una realtà come la nostra si è fatta promotrice di questa serata? Per noi cristiani la parola dell’Evangelo è parola che libera: libera dalle nostre paure, dai nostri sensi di colpa e sensazioni di inadeguatezza, dal credere che le nostre specifiche diversità siano un qualcosa di cui vergognarsi piuttosto che un arricchimento.
La libertà dell’Evangelo non significa però che siamo liberi di fare tutto quel che vogliamo ma che possiamo sognare il sogno stesso di DIO: felicità e armonia fra tutte le creature e PER tutte le creature. E’ il mondo perfetto descritto allegoricamente nel libro della Genesi, che non si realizza a causa della limitatezza umana. Secondo la visione cristiana è possibile però avvicinarsi a questo ideale collaborando ad una nuova creazione, instaurando nuove e migliori relazioni fra gli essere umani e con il resto del creato e, sopratutto, attraverso la realizzazione piena di ogni singolo essere umano.
Questa è, almeno dal nostro punto di vista, la sostanza del messaggio “etico” di Cristo, del suo messaggio d’amore. La tensione verso questo risultato comporta uno sforzo che chiunque ha il dovere di compiere, ma che per le persone omosessuali e per tutti coloro che non corrispondono alla comune definizione di normalità, ha un costo altissimo. Infatti perché ognuno possa realizzarsi vi sono degli ostacoli costruiti non solo dalla nostra natura di esseri imperfetti e ,per i credenti, anche di peccatori, ma anche dalle scelte, i condizionamenti culturali, sociali e religiosi a cui l’uomo è sottoposto. Nello specifico alcune persone, gli omosessuali, incontrano maggiori ostacoli poiché nell’affetto più importante, il rapporto d’amore con un’altra persona, i condizionamenti a cui ho accennato talvolta impediscono a queste persone persino di dichiarare a se stesse con serenità la loro condizione.
Per questo il riconoscimento pubblico delle coppie omosessuali ha un’importanza grandissima: consentirebbe infatti almeno in parte il superamento di quelle barriere socio-culturali che obbligano molti omosessuali ad una vita di sofferenza interiore o comunque di disagio a vari livelli, e incide non di rado anche sul loro rapporto di coppia.
Di questo quindi dobbiamo e vogliamo stasera parlare: siamo disposti a rimuovere questi ostacoli? Si, no, e perché?
Prima di iniziare il nostro lavoro questa sera desidero invocare per noi la benedizione del Signore: possa Egli benedirci, a Lui chiediamo di poter tornare a casa con un “cuore nuovo”, per essere strumenti attraverso cui tentare di realizzare il Suo stesso sogno. “Cieli nuovi e terra nuova, dove abiti la giustizia”

Seguirà a breve un resoconto giornalistico e le foto della serata

La Chiesa luterana in Italia approva le benedizione di coppie dello stesso sesso

Il Sinodo della Chiesa luterana in Italia (CELI) ha approvato la relazione della Commissione Sinodale per la benedizione di persone etero ed omosessuali in comunioni di vita particolari: la relativa mozione è stata, infatti, approvata dall’Assemblea e sarà così possibile in Italia la benedizione delle persone in unioni di vita non tradizionali, anche omosessuali, sul solco dell’apertura in linea di principio espressa già dal Sinodo 2010.
Con l’approvazione della relazione, frutto di un anno di lavori della Commissione Sinodale, la CELI prende una posizione nel solco del processo che è stato avviato nel 2007 dalla FLM (Federazione Luterana Mondiale), con il documento di Lund “matrimonio, famiglia e sessualità”.
Come si legge nella relazione – spiega Christiane Groeben, Presidente del Sinodo e della specifica Commissione Sinodale – la molteplicità dei modi di vivere e delle relazioni che si conoscono oggi è conseguenza della fragile esistenza umana. Uomini e donne sono alla continua ricerca di forme di relazione stabili e sostenibili. Il matrimonio rappresenta una forma centrale fra queste. Oltre al matrimonio esistono però altri modi di vivere la sessualità in maniera responsabile. Anche l’omosessualità è una delle espressioni della sessualità e gli omosessuali non inventano il loro orientamento ma lo trovano. E il compito della Chiesa è quello di accompagnare le persone in tutti i modi di vivere, siano esse etero o omosessuali
La benedizione potrà essere impartita solo alle coppie etero od omosessuali che vivano  la propria relazione in modo responsabile e cioè con volontà, continuità, fiducia e assenza di violenza. E soltanto nel caso in cui ricorrano tutte le tre seguenti condizioni: uno dei due partner sia membro della CELI o di altre Chiese con cui la CELI ha la piena comunione ecclesiale, la presidenza ecclesiastica della Comunità d’appartenenza abbia dato il suo benestare e il titolare della sede pastorale abbia espresso il consenso.
La benedizione – che ha sempre origine da Dio e che consente alle persone di sentirsi creature amate e accettate indipendentemente dal giudizio altrui – avverrà con culti pubblici o nell’ambito di culti pubblici, anche se con una forma liturgica nettamente differente da quella del matrimonio.
Non si deve confondere il significato comune della benedizione con quello ecclesiastico – aggiunge Holger Milkau, Decano della CELI – Non si tratta di benedire comportamenti e relazioni umani, ma di incoraggiare e rafforzare le persone nel proprio percorso di vita per percepire quest’ultima con gratitudine. La benedizione all’inizio del cammino comune deve donare a queste coppie la forza di vivere il loro rapporto in maniera eticamente responsabile e con il sostegno di Dio. La Bibbia ci insegna che l’azione di Dio, la sua benedizione, è più forte della paura e della morte e questo vale per tutti incondizionatamente, a prescindere dal loro modo di vivere, dall’essere etero o omosessuali
Con la benedizione la Chiesa esprime la piena accettazione di tutti coloro che benedice e della loro unione.
La relazione della Commissione ha altresì evidenziato l’interpretazione spesso acritica, o peggio strumentale al rafforzamento di un pregiudizio, delle Scritture: perché, se è vero che in alcuni passi la Bibbia condanna nettamente l’omosessualità, il concetto d’omosessualità di quel tempo – spesso sinonimo di prostituzione cultuale pagana e idolatria – è completamente diverso da quello attuale con cui oggi si indica l’orientamento di individui liberi, con pari diritti e che vivono la propria sessualità in maniera responsabile.
In ultimo, la Commissione Sinodale ha voluto riconoscere il valore della ricerca scientifica esistente, sia in ambito psicologico sia in quello sociologico, nonché la posizione dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) che concorda nel negare l’omosessualità quale forma malata di sessualità.

Il 19 maggio conferenza su “Unioni civili e benedizione delle coppie omosessuali – riconoscimento e legittimazione”

Giovedì 19 maggio alle 18.30 si terrà, presso l’SMS “Andrea del Sarto”, via Manara 12 a Firenze, (zona San Salvi) un dibattito sul tema “Unioni Civili e Benedizione delle coppie omosessuali – Riconoscimento e Legittimazione“, organizzata dall’Associazione “Fiumi d’Acqua viva – Evangelici su Fede ed Omosessualità” nell’ambito della settimana contro l’omofobia. Saranno presenti come relatori: l’onorevole Giovanni Bachelet (Deputato del Partito Democratico), il consigliere regionale della Toscana Marco Carraresi (Unione dei Democratici di Centro) e il  professore Yann Redalié (Decano della Facoltà Valdese di Teologia di Roma e ordinario di Nuovo Testamento). Modera il dibattito l’onorevole Valdo Spini. Seguirà una cena a buffet preparata dai volontari dell’Andrea del Sarto (contributo volontario 10 €).
“L’idea di questo dibattito nasce dalla consapevolezza delle difficoltà anche ideologiche e religiose che incontra oggi in Italia la persona omosessuale, sia come singola che come coppia che decide di manifestarsi al mondo trasformando il legame affettivo in una convivenza stabile – afferma Claudio Cardone, Presidente di Fiumi d’Acqua Viva – Le discriminazioni e gli atteggiamenti di prevenzione e rifiuto, anche quando non sfociano, come purtroppo accade ormai sempre più di frequente, in vera e propria violenza, sono diffuse anche fra le persone, di qualsiasi orientamento o fede religiosa, e motivate proprio

Modera l'on. Valdo Spini

sulla base della lettura delle Scritture. Abbiamo perciò pensato che un’iniziativa di questo genere, nei giorni in cui si riflette sui temi dell’omofobia, sia una ottima occasione per organizzare un momento di confronto pubblico fra le diverse posizioni e offrire uno spazio dove esprimersi e ricercare il superamento almeno delle posizioni più rigide.”
“Abbiamo voluto la conferenza perché da un lato crediamo che sia giusto confrontarsi anche con i non credenti (e quindi è necessario che la conferenza-dibattito si svolga in un luogo “laico” come la Società di Mutuo Soccorso) – chiosa la Segretaria dell’Associazione, Marta Torcini – e dall’altro perché l’omosessualità è una questione sociale di notevole rilevanza, rispetto alla quale i politici prendono posizione anche sulla base di motivazioni religiose. Saranno invitati a partecipare al dibattito le altre associazioni quali l’Arcigay ed altre che operino sia nel campo politico che in quello religioso su questi temi, oltre ovviamente a tutti i cittadini.”

l'on. Giovanni Bachelet (PD)

Per info:
www.fiumidacquaviva.org
fiumidacquaviva@gmail.com
3487453594 Claudio Cardone, Presidente
3293276430 Marta Torcini, Segretario

Marco Carraresi (UdC)

il prof. Yann Redaliè (Facoltà Valdese di Teologia)

Il 12 maggio preghiamo contro l’omofobia

Giovedì 12 maggio 2011 alle ore 21, avrà luogo nella Chiesa della Madonna della Tosse di Firenze (Largo Zoli 1, presso il Parterre) la veglia di preghiera contro l’omofobia. L’evento è organizzato dal gruppo Kairos, dall’associazione Fiumi d’acqua viva – Evangelici su fede e omosessualità, dalla parrocchia cattolica romana della Madonna della Tosse, dalle chiese battista, valdese, episcopale e vetero-cattolica di Firenze, dall’associazione Ireos e dal punto Pax Christi di Firenze.
Siete tutti invitati a partecipare a questo evento spirituale di comunione ecumenica ricordandovi che il giovedì seguente, 19 maggio, alle 18.30 avrà luogo, presso la SMS Andrea del Sarto a Firenze il dibattito su Unioni Civili e benedizione delle coppie omosessuali. Interverranno l’on. Bachelet, i professori Sole e Redaliè, il consigliere regionale Carraresi. Modererà Valdo Spini.

La forza interiore e il grande coraggio di Ester

Cronaca della’agape del 31 marzo

Può un personaggio vissuto nel V secolo avanti Cristo dire qualcosa a noi, gente del secondo millennio dopo Cristo? E’ quanto ci siamo chiesti Giovedì 31 marzo all‘Agape sociale di Fiumi d’Acqua viva, dove ci siamo confrontati sull’affascinante personaggio della regina Ester.
Alla serata hanno partecipato una ventina di persone, la maggior parte appartenenti alla comunità valdese di Firenze e alla nostra associazione e altri di varia provenienza, fra cui graditissima la presenza di alcuni componenti del gruppo di omosessuali credenti “Kairos” di Firenze, che hanno partecipato attivamente. Era anche presente l’amico Mauro Romanelli, consigliere Regionale di FdS-Verdi, il quale ha portato anche i saluti del Consigliere Comunale Tommaso Grassi della lista Spini per Firenze.
Durante la cena le letture tratte dal libro di Ester si sono alternate a momenti di preghiera e riflessione, inframmezzati da canti. La storia di Ester ha un interesse speciale in primo luogo perché Dio non compare mai, non agisce direttamente. Questa “assenza” ha particolarmente stimolato la riflessione sul ruolo svolto da Ester nella salvezza del suo popolo, e sul valore e l’importanza della coscienza come mezzo dell’intervento divino. Varie sono state le osservazioni fatte dai partecipanti che hanno rilevato come la vicenda di Ester rappresenti un insegnamento sotto molti profili: dall’apparente casualità degli eventi che portano in una direzione piuttosto che un’altra, all’equilibrio manifestato dalla regina Ester che contrasta fortemente con l’esagerazione dei comportamenti del re Assuero e di Aman, alla difficile interpretazione del rifiuto di Mardocheo di inchinarsi ad Aman, che scatena la malvagia vendetta di quest’ultimo. Ma l’insegnamento che Ester ci trasmette con più forza è probabilmente quello una grande forza interiore e di un grande coraggio sostenuto dalla fede in un mondo che non ha fede e che non condivide i suoi stessi valori. E’ stata anche letta la lettera indirizzata ai presenti da Andrea Panerini, ex presidente di Fiumi d’Acqua Viva, che ha invocato la benedizione dell’Eterno sui partecipanti. La serata è stata allietata dall’ottima cena preparata con la collaborazione dalle signore del “gruppo cucina” della comunità valdese, in particolare i nostri ringraziamenti vanno a Sara Sansone e Maria Rossi che per il terzo anno di seguito hanno svolto la loro insostituibile opera e si è conclusa con la benedizione guidata dal pastore Pawel Gajewski.