Archivi categoria: cristiani

“Io prete felice lontano dalla gerarchia”

Riproponiamo qui una vecchia intervista ripescata dal nostro archivio, datata 23 gennaio 2010 e realizzata da Andrea Panerini per il sito di “Fiumi d’acqua viva”. Si tratta di una conversazione con don Franco Barbero che fu subito presa dal nostro sito e pubblicata dalla prestigiosa rivista “MicroMega” (http://temi.repubblica.it/micromega-online/io-prete-contro-felice-lontano-dalla-chiesa-gerarchica-intervista-a-don-franco-barbero/). E’ il nostro piccolo regalo estivo per i lettori del nostro sito. (La Redazione)

Seguendo quale percorso è arrivato a fare il prete cattolico? Cosa è nato dentro di lei per arrivare a questa missione?
Premetto che le mie risposte saranno molto riassuntive per il poco tempo di cui dispongo. Per quale strada arrivai a fare il prete cattolico è in qualche modo non del tutto chiaro neanche a me. Certo, influì il fatto d’aver incontrato nei primi anni alcuni preti molto positivi, entusiasti ed affettuosi. Debbo molto alla mia famiglia che era numerosa e piuttosto misera, non solo povera. Fu la mia mamma che mi parlò di Gesù come amico dei poveri, come buon pastore ad accendermi nel cuore il desiderio di fare come il buon pastore? Può darsi. Ma mi sembra di essere nato con l’idea di farmi prete! Tanto che a 7 anni già radunavo i bimbi e le bimbe della mia via a Pinerolo per “dire messa” e volevo ogni mattina “fare il chierichetto” prima di andare a scuola. Prete per me allora voleva dire “Gesù e i poveri”. Nell’adolescenza e nel lungo periodo di permanenza in sanatorio, curato da uno straordinario medico valdese, la mia “vocazione” si approfondì e già in sanatorio fondai un gruppo biblico settimanale… Eppure non so spiegarmi come sia maturata in me questa scelta. Allora credevo, da ragazzo, che la chiesa cattolica fosse l’unica vera chiesa e che fuori…tutto fosse tenebra o eresia.

Che cosa significa per lei il suo ministero? Si sente ancora parte della Chiesa universale?
Il mio ministero significa cura pastorale, accompagnamento delle persone verso una fede personale adulta, ascolto delle persone, soprattutto molto impegno per l’animazione biblica nella mia comunità e in tanti altri luoghi e comunità. Dio mi ha regalato tante “cattive compagnie” che sono state le voci che mi hanno molto aiutato nella mia conversione al Vangelo: eretici, separati, divorziati, scomunicati, spretati, donne, femministe, gay, lesbiche, transessuali, credenti del dissenso, molti preti “disagiati”, tossicodipendenti, pedofili… Nella vita non mi sono annoiato, né mi sono potuto permettere di portare nelle relazioni quotidiane le risposte prefabbricate del catechismo cattolico. Debbo molto a queste persone che continuo ad incontrare ogni giorno. L’ascolto delle persone e il ministero della Parola di Dio restano il cuore del mio essere prete-pastore. Sono un pastore felice. Mi sento parte della chiesa universale più che mai. La dimensione ecumenica mi è penetrata nelle ossa. Sto nella chiesa cattolica come parte del popolo di Dio con una visione teologica che non ha nulla in comune con la gerarchia cattolica ufficiale. Per me la chiesa si invera là dove si accoglie la presenza amorosa ed interpellante di Dio e dove si tenta di vivere la sequela di Gesù. Senza “questa” chiesa universale, da viversi nel particolare e nel quotidiano, non riuscirei a fidarmi di Dio e mi mancherebbe il confronto di idee e di prassi che mi sembrano ossigeno essenziale per la vita di fede.
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Il 10 maggio a Firenze serata contro la violenza

La violenza è stato il tema dell’incontro del 10 maggio organizzato dalla nostra associazione, in collaborazione con la Chiesa Anglicana di rito vetero cattolico e la Chiesa Valdese di Firenze, in occasione della settimana contro la violenza omofoba. La scelta di affrontare anche altri tipi di violenza è nata dalla considerazione che la violenza non è diversa se rivolta contro le persone GLBT piuttosto che contro le donne, contro i bambini piuttosto che di chi è di fede diversa. La sua origine essenziale è infatti sempre la stessa: il disconoscimento del valore degli altri.  Violenza sulle donne, sui bambini, sulle persone GLBT e sulle persone di diversa fede religiosa sono stati perciò i quattro temi affrontati. I dati emersi dalle relazioni (pubblicate in questo sito) sono agghiaccianti: la violenza sui più deboli e/o sui diversi è in aumento, soprattutto in questo periodo di crisi economica che si è innestata su una società già impoverita dall’assenza di valori, punti di riferimento, prospettive. Un vuoto all’interno del quale, come è stato sottolineato, la Parola di Cristo può trovare nuovo ascolto, a condizione che le Chiese sappiano capire le esigenze del mondo contemporaneo e inserirsi nelle sue contraddizioni non con volontà di proselitismo ma con spirito di servizio. Servizio che deve essere aiuto alle persone, sostegno spirituale e materiale, solidarietà e giustizia per le vittime della violenza. E’ necessario che le Chiese si impegnino per educare al rispetto, all’accoglienza, all’accettazione e infine alla comprensione che la diversità è ricchezza, la debolezza forza, e che il Signore ama tutte le sue creature e che quindi noi, anche se non riusciamo ad amarle come fa Lui, abbiamo il dovere almeno di rispettarle. L’evento è stato ospitato dalla Chiesa episcopale americana di Firenze, introdotta da una preghiera di Mark Dunnam, rettore di questa chiesa e conclusa da una orazione al Signore del fratello David Buttitta.

RELAZIONI (in aggiornamento)

Per leggere l’introduzione del Presidente Claudio Cardone clicca qui.

Per leggere la relazione di Marta Torcini sulla violenza contro le donne clicca qui.

Due eventi il 10 e il 12 maggio per la settimana di preghiera per le vittime dell’omofobia

In occasione della settimana di preghiera per le vittime dell’omofobia, l’Associazione “Fiumi d’acqua viva” (Pace, Giustizia e Salvaguardia del Creato), la Chiesa evangelica valdese di Firenze, la Chiesa episcopale americana di Firenze e la Chiesa anglicana di rito vetero-cattolico “S. Vincenzo di Lerins” di Firenze organizzano dal 10 al 12 maggio prossimo due eventi ecumenici per parlare dell’omofobia e della violenza nella nostra società.
Venerdì 10 maggio alle ore 20,30 presso la Chiesa episcopale americana di Firenze (Via Rucellai, 13 – pressi Stazione Santa Maria Novella) avrà luogo l’incontro su “Violenza e diversità“. Introdurrà la serata Claudio Cardone, presidente dell’Associazione “Fiumi d’acqua viva” mentre terranno delle relazioni Elisa Cesan della Chiesa evangelica valdese sulla violenza omofoba, Giampaolo Pancetti della Chiesa anglicana di rito vetero-cattolico “S. Vincenzo di Lerins” sulla violenza contro i credenti di altre fedi, la diacona Paola Reggiani della Diaconia valdese fiorentina sulla violenza contro i bambini e Marta Torcini dell’Associazione “Fiumi d’acqua viva” sulla violenza contro le donne. La serata avrà un momento iniziale di preghiera condotto da Mark Dunnam della Chiesa episcopale americana e uno conclusivo a cura di David Buttitta, della Chiesa evangelica valdese. Al termine della serata avrà luogo un piccolo rinfresco offerto dall’Associazione “Fiumi d’acqua viva”
Domenica 12 maggio alle ore 10,30 presso la Chiesa evangelica valdese di Firenze (Via Micheli angolo Via Lamarmora – pressi Piazza S. Marco) si terrà invece l’annuale culto per le vittime dell’omofobia con liturgia e predicazione a cura di Andrea Panerini, ex presidente di “Fiumi d’acqua viva” e studente in teologia in vista del ministero pastorale nella chiesa valdese. Vi saranno interventi e preghiere di membri dell’Associazione “Fiumi d’acqua viva” e della Chiesa anglicana di rito vetero-cattolico “S. Vincenzo di Lerins”.

Info:
fiumidacquaviva@gmail.comhttp://www.fiumidacquaviva.org
3293276430 (Marta) – 3487453594 (Claudio)

Il 19 aprile a Firenze presentazione dell’ultimo libro di Andrea Panerini

L’Associazione “Fiumi d’acqua viva” e il Centro culturale protestante “Pietro Martire Vermigli” organizzano a Firenze il giorno Venerdì 19 aprile 2013 alle ore 18.00 presso il Centro sociale valdese (Via A. Manzoni, 19/21) la presentazione del volume di Andrea Panerini «Italia, paese cristiano?» (La Bancarella editrice, 2012). Ne discutono con l’autore Marta Torcini, segretaria dell’Associazione “Fiumi d’acqua viva” ed esperta di diritto ecclesiastico e don Andrea Bigalli, sacerdote cattolico e coordinatore toscano dell’Associazione “Libera”. Modera il professor Marco Ricca, presidente del Centro Culturale protestante “Pietro Martire Vermigli”. Al termine del dibattito seguirà un buffet. Per informazioni e per l’acquisto del libro rivolgersi all’Ass. Fiumi d’acqua viva (www.fiumidacquaviva.orgfiumidacquaviva@gmail.com – 329.3276430). Per scaricare l’invito alla presentazione clicca qui.

Informazioni sul libro
E’ uscito, per i tipi dell’editrice La Bancarella, l’ultimo libro di Andrea Panerini, Italia, paese cristiano?  L’Italia è un paese cristiano? Lo è mai stato? E’ questo l’interrogativo di fondo che Panerini si pone nella sua breve riflessione. Sotto tanta retorica si scoprono molte vergogne e molti scheletri nell’armadio nel nostro paese. Questo volume, lungi dal dare un programma politico o dal fare facile populismo, cerca di fissare i veri “punti irrinunciabili” per un cristiano che vive nel nostro paese attraverso la visione di una nazione più giusta, laica e solidale.  “Dunque, mi sembra, predichiamo l’Evangelo di Cristo, quello sì in tutta la sua radicalità e universalità, in vista non di una società migliore, ma della fede.  E “cerchiamo il bene della città” con una politica laica, faticosa, concreta, nell’agorà, nell’interlocuzione di ragioni diverse e talora opposte, che sappiano però trovare un accordo non sul Vero (nessun Vero), ma sul massimo di equità, giustizia, libertà e solidarietà possibili per tutti. Il pamphlet di Panerini con il suo radicalismo cristiano apre una discussione. A noi di proseguirla.” dice, nella sua prefazione il professor Daniele Garrone.
Un volume di importante riflessione circa le radici culturali, l’agire e le prospettive del nostro paese in un momento di cambiamento cruciale in cui l’Italia si gioca il proprio futuro. L’ingiustizia, specialmente quella sociale, la guerra e le fabbriche di morte che contraddicono il dettato della nostra costituzione, la preservazione del Creato, l’ambiente, il rispetto verso gli animali, i diritti civili, l’etica pubblica. Tutti aspetti della nostra società sui quali la riflessione di un cristiano non può che soffermarsi.

Andrea Panerini, “Italia, paese cristiano?”, Piombino, La Bancarella, 2012, pp.74, euro 9.00, ISBN 978-88-6615-049-7, pref. Daniele Garrone

Andrea Panerini (Piombino, 1983), valdese, è studioso di storia del Risorgimento e di storia dei sistemi politici e costituzionali. Laureato in storia contemporanea presso l’Università di Firenze, attualmente sta completando gli studi teologici presso la Facoltà valdese di teologia in vista del ministero pastorale. Vive a Roma ed ha ricoperto incarichi dirigenziali nei Democratici di Sinistra e nel Partito Socialista Italiano. Tra le sue recenti pubblicazioni segnaliamo “Elementi così sospetti e poco desiderabili” (La Bancarella, 2012), storia degli ebrei di Piombino e della Val di Cornia nel periodo delle leggi razziali, il volume di poesia “Litanie arabe” (La Bancarella, 2010) e la curatela dei volumi di Giuseppe Mazzini “Dal Concilio a Dio e altri scritti religiosi” (Claudiana, 2011) e “L’Italia, l’Austria e il Papa” (La Bancarella, 2011, seconda edizione). Sito web: http://www.andreapanerini.net

Daniele Garrone (Perosa Argentina, 1954), biblista, pastore valdese, è uno dei maggiori esperti dell’Antico Testamento in Italia. E’ professore ordinario presso la Facoltà Valdese di Teologia a Roma di cui è stato anche decano dal 2003 al 2010. Ha fatto parte del gruppo dei traduttori dell’Antico Testamento in lingua corrente interconfessionale TILC (1976-1984), curando la traduzione di 1 Re e 2 Re, del Cantico dei Cantici e la revisione di Salmi, Giosuè, Giudici, 1 e 2 Samuele, 1 e 2 Cronache ed è stato presidente della Società Biblica in italia. Tra i suoi principali ambiti di ricerca la nuova critica sul Pentateuco e il dialogo ebraico-cristiano. Si segnalano, tra le sue pubblicazioni, “Il poema biblico dell’amore tra uomo e donna. Il cantico dei cantici” (Claudiana, 2004, seconda edizione) e “Il Miserere. Salmo 51″ (Marietti, 1992). E’ stato anche consulente della Lux Vide e della RAI per il progetto cinematografico “Le storie della Bibbia”.

L’uguaglianza del mio matrimonio

Alan Wilson*

Fino da quando ho espresso la mia opinione su questo argomento ho ricevuto molti messaggi di ogni genere, non tanto riguardo al matrimonio, ma riguardo all’atteggiamento delle persone verso l’omosessualità. Come stanno le cose?
Ho ricevuto poco più di 500 messaggi di vario tipo, la maggior parte per quanto posso capire da Cristiani di una qualche denominazione. Questo significa che molti altri nella società hanno smesso di tormentarsi su questo argomento e sono giunti, se non alla piena accettazione, almeno al riconoscimento che le persone gay sono persone come loro, e ciò che fanno le persone nel proprio letto sono affari loro. Circa l’80% dei messaggi ricevuti è di sostegno. Fra questi ve ne sono circa 20 – 30 di testimoni personali profondamente coinvolti in coppie gay, e raccontano di amore e fedeltà, qualche volta protrattisi, contro ogni previsione, per molti anni. Il riconoscimento legale non renderebbe queste relazioni più forti, ma le libererebbe dal biasimo. Fra i Cristiani praticanti ho ricevuto messaggi del tipo “Non parlare per me, ma….” e “ non in mio nome” che implicano la necessità di una maggior apertura, fiducia ed onestà, specialmente laddove il clero ha tentato di ricompattare i fedeli su una linea di pensiero convenzionale. E’ impreciso caratterizzare tutti i Cristiani Evangelici come contrari. Molti di loro sono assai più pensosi, sfumati e conflittuali, con un forte istinto evangelico non sull’ultima trincea di una particolare interpretazione della Bibbia ma sforzandosi di essere buona novella per le persone reali. La maggior parte delle Chiese locali è aperta a tutti.
Del restante 20% dei messaggi, circa il 90% possono essere visti soltanto come espressione di crudo pregiudizio e bigotteria. La frase “Non sono omofobico, ma….” in realtà significa “sono omofobo, (più o meno duramente!), ma non voglio parlare di questo”. Alcuni di questi commenti sono più gentili di altri. Mi è stato scritto che gli omosessuali sono pidocchi, animali, insetti, dovrebbero essere abortiti prima della nascita, disgustosi, pervertiti, sessualmente voraci, assassini di massa e sub-umani, tutto questo solo perché sono gay. Così, che il pregiudizio sia gentile, ipocrita o crudo, c’è un carosello di possibilità la fuori…….E’ semplicemente falso pretendere che non ci sia omofobia nella Chiesa. E’ invece piena, chiaramente, e se i capi della Chiesa non si svegliano e agiscono per contrastarla, la Chiesa diventerà, persino più di quel che è adesso, l’ultima frontiera per un più o meno duro pregiudizio che scompare in ogni altra parte della società.
Un altro modo metaforico è stato “Vescovo tu provi ad essere carino, ma stai incoraggiando la SODOMIA!!!” (l’ultima parola sottolineata con la penna verde fino a trapassare la carta). Un buon numero di altrimenti inoffensive persone di Chiesa insiste nel definire gli omosessuali attraverso quello che immaginano facciano a letto, con una lascivia e ossessione che disturbano.
In quel 10% che rimane vi sono più riflessivi commenti sfavorevoli, fra gli autori dei quali mi sono fatto nuovi amici, e ho scoperto una capacità di confrontarsi su questo argomento fra i Cristiani, ancorché con riluttanza, che è impressionante. Alcuni messaggi inizialmente erano davvero ostili e rabbiosi verso di me. Quando mi sono confrontato con loro su una base positiva sulla quale si poteva concordare, la facciata si è sbriciolata e abbiamo potuto avere interessanti e fruttifere conversazioni. Questo può essere fatto.
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Il 16 maggio a Firenze si prega per le vittime dell’omofobia

In questi giorni, a Firenze e in altre  città italiane e spagnole, alcuni gruppi di cristiani omosessuali si raccoglieranno in preghiera in vari luoghi di culto per dare vita ad una veglia di preghiera in ricordo delle vittime dell’omofobia. L’occasione è offerta dalla Giornata internazionale contro l’omofobia che si celebra il 17 Maggio.
Le Veglie sono promosse da diverse comunità religiose delle varie confessioni cristiane, che hanno collaborato alla loro realizzazione.
A Firenze l’iniziativa è organizzata dalla nostra associazione “Fiumi d’acqua viva – Evangelici su Fede e Omosessualità” e dal Gruppo Kairòs – omosessuali cattolici di Firenze, oltre che da altri soggetti (chiesa battista, chiesa valdese, vetero-cattolici, Ireos, Pax Christi…) e avrà luogo nella Chiesa cattolica romana della Madonna della Tosse di Firenze (Largo Zoli 1, presso il Parterre) la sera di mercoledì 16 maggio 2012 alle ore 21.

Saluto del Presidente Cardone ai partecipanti del Convegno “Sessualità e Famiglia”

Firenze, 30 marzo 2012

Abbiamo voluto questo incontro in quanto ci rendiamo conto di quanto poco si faccia per accompagnare le persone, sopratutto i ragazzi adolescenti  ma non solo, nel percorso di scoperta della propria sessualità e che, quando tale scoperta “vira” verso una affettività di tipo omosessuale, essa costituisce problema.
Purtroppo quando ho scritto queste poche righe avevo appena saputo della morte a Santiago del Chile del ventiquattrenne omosessuale barbaramente torturato da un gruppo di neonazisti, anch’essi ragazzi, avendo tra i 19 e i 26 anni. Ciò mi ha fatto pensare: che razza di educazione possono aver dato i genitori di quei ragazzi, gli assalitori? Come li hanno educati al rispetto della propria e dell’altrui sessualità? Dobbiamo riflettere su quanto sia importante l’educare in particolar modo le giovani generazioni, e quale enorme responsabilità abbiano i genitori e le istituzioni che, con essi sovrintendono alla crescita ed alla formaione delle persone; solitamente tali istituzioni sono sopratutto le chiese e le scuole.
Per riuscire in questo compito è bene domandarsi: perchè c’è tanta difficoltà, nella società, all’interno delle famiglie a toccare un tema personale sì, ma che quindi richiede anche una maggiore attenzione, quale è quello della sfera affettiva; affettiva, devo precisarlo con forza, poichè ciò che, generalmente porta una persona a definirsi etero o omosessuale non è tanto la scelta di eventualmente occasionali compagni di letto, ma  è la consapevolezza di innamorarsi di una persona del proprio o dell’opposto sesso.
In questo percorso è doveroso sottolineare che la famiglia non è un’entità granitica modellata sempre con le stesse modalità: Vi sono famigli composte da due genitori di sesso diverso e uno o più figli o figlie, famiglie monogenitoriali, allargate ai nonni o costituite da nonni e nipoti, famiglie separate o con genitori divorziati, famiglie con figli adottivi, con figli etero ed omosessuali, oppure con uno o alvolta entrambi i genitori omosessuali.
Riguardo a questi ultimi, ci domandiamo come si possa agire quando, in un periodo semprte difficile quale è l’adolescenza, si viene, da parte del figlio a fare i conti con la scoperta dell’affettività “diversa” del proprio genitore; non siamo qui però per dare ricette o peggio ancora per giudicare il vissuto e le scelte delle persone, siamo qui per dare, per quel che ci consentono le nostre possibilità, voce a queste storie.
Come cristiani, infine, siamo chiamati a svolgere un duplice compito: accompagnare nei propri percorsi i nostri fratelli e sorelle e impegnarci per dar loro voce e perchè la vita e le scelte legittime e basate sull’amore di chiunque, abbiano il giusto spazio nelle nostre chiese e nella società civile.
E’ questo il nostro compito principale e a tale compito cercheremo di non venire mai meno, con l’aiuto di Dio. Grazie.

Claudio Cardone

Il 30 marzo iniziativa sulla Famiglia a Firenze

Alzare la voce per testimoniare l’Evangelo

Comunicato sui fatti gravissimi accaduti il 13 dicembre a Firenze

Firenze, 14 dicembre 2011

Non c’è né Giudeo né Greco, non c’è né schiavo né libero, non c’è né maschio né femmina, perché tutti siete uno in Cristo Gesú. (Gal. 3,28)

E’ con grandissimo dolore che abbiamo appreso dei terribili eventi che hanno ieri sconvolto la città di Firenze e, in particolare, la sua comunità di origine senegalese.
Desideriamo esprimere anzitutto la nostra vicinanza a parenti ed amici delle persone uccise e ferite; ma come cristiani non possiamo solo limitarci a questo. E’ nostro preciso dovere alzare la voce e dire con chiarezza che coloro che compiono questi gesti, li approvano o sorridono a mezza bocca, sono fuori da quella “civiltà cristiana” che spesso è chiamata in campo da coloro che hanno atteggiamenti di chiusura nei confronti del “diverso”; costoro, è bene ribadirlo, non hanno il diritto di chiamarsi “cristiani”.
Invitiamo tutti coloro che sono impegnati in politica, oltre alla cittadinanza tutta, ad isolare e neutralizzare questi violenti e sopratutto la cultura che sta dietro ad essi.
Noi faremo la nostra parte, per quanto possano fare le nostre umane forze.
Ancora un abbraccio ai nostri fratelli immigrati.

I fratelli e le sorelle di Fiumi d’Acqua Viva

Campo FGEI a Casa Cares

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

La redazione

Lettura comunitaria di “In principio era la gioia” di M. Fox

Il libro di Matthew Fox Original Blessing, recentemente tradotto da Gianluigi Gugliermetto per la collana Campo dei Fiori diretta da Vito Mancuso (ed. Fazi), con il titolo In principio era la gioia, è oggetto di una iniziativa di lettura comunitaria da parte di un gruppo di nostri soci.
Il libro, che quando fu pubblicato per la prima volta negli USA nel 1983 provocò molte polemiche ma sollevò anche grande interesse, è un elaborato itinerario diviso in quattro sentieri e ventisei temi che conducono alla scoperta di Dio. Una scoperta che interpreta il senso del Cristianesimo secondo principi in aperto contrasto con la dottrina della Chiesa Cattolica. Mentre la Chiesa cattolica, per interpretare il senso del Cristianesimo, lo caratterizza come “caduta e redenzione”, cioè dal peccato originale alla morte e resurrezione di Cristo, Fox ci conduce per mano su una via più antica. Sostiene infatti che il peccato originale non può essere alla base della religione cristiana, poiché l’espressione “peccato originale” non è di Cristo ma di S. Agostino. Ad essere originale non è quindi il peccato, ma qualcosa di molto più antico, più antico dell’uomo, e cioè la Creazione o, nel titolo inglese, l’original blessing, la benedizione originaria. Partendo da questo presupposto l’Autore costruisce una nuova pedagogia del Cristianesimo, fondata sulla gioia e non sul dolore, sulla bene-dizione che è la Creazione e non sulla male-dizione che è il peccato. In questa ottica Fox porta il lettore a considerare sé stesso come parte integrante della Creazione, a rivalutare il mondo naturale che ci circonda come opera divina, a vedere il mondo da un’ottica non antropocentrica ma rispettosa di tutto il Creato.
Definito dall’allora cardinale Ratzinger, Presidente della Congregazione per la Dottrina della Fede, “pericoloso e fuorviante” il libro non nega “…al peccato originale un ruolo, per quanto modesto, nella visione complessiva. Semplicemente…” ne critica “…la preminenza nell’insegnamento ecclesiastico” (M. Fox, prefazione all’ed. 2000). Fox per questo libro fu espulso dall’ordine domenicano di cui faceva parte.
L’iniziativa di lettura comunitaria intende riscoprire e analizzare il punto di vista di Fox, alla luce di un modo di intendere il Cristianesimo che pur restando nell’ambito dei principi fondamentali dell’ortodossia, porti ai credenti fede nella bontà della Creazione e sia stimolo a vivere la propria vita con impegno gioioso e fiducia nell’Opera Divina.

Marta Torcini

La lettura del libro di Fox avviene settimanalmente ogni mercoledì a Firenze in appartementi privati o luoghi comunitari. Per info: Marta 3293276430 – Claudio 3487453594

“In principio era la gioia”: presentazione del volume di Fox il 25 giugno nella Chiesa episcopale di Firenze

Perché mai noi preferiamo l’amore per la morte all’amore per la vita, i missili alla festa, il potere sugli altri al potere diffuso, l’accumulare invece del condividere?” (da “In principo era la gioia” di M. Fox)

L’Associazione “Fiumi d’acqua viva – Evangelici su fede ed omosessualità” invita soci e simpatizzanti all’evento conclusivo dell’anno sociale 2010/2011: una lettura pubblica del libro “In principio era la gioia” di Matthew Fox (Fazi editore) condotta dal traduttore del volume, il teologo episcopale Gianluigi Gugliermetto, Sabato 25 giugno 2011 alle ore 18.30 presso la Chiesa Episcopale Americana St. James di Firenze (Via Bernardo Rucellai, 13 pressi Porta al Prato.

In principio era la gioia” (con una introduzione di Vito Mancuso) è una sfida alla tradizione che incentra il cristianesimo sul peccato originale e che l’ha ridotto a religione pessimistica, patriarcale e nel passato anche violenta. Un pensiero che fa rivivere la grande mistica medievale di Ildegarda di Bingen e Meister Eckhart. Una visione che, lungi dal concepire la natura come corrotta, vede Dio in tutto il creato. Una prospettiva che abbatte le rigide separazioni anima-corpo, sacro-profano, maschio-femmina, Dio-mondo. Una Via Positiva che è innamoramento e benedizione originaria. La tesi sostenuta da Matthew Fox, ex frate domenicano espulso dall’ordine nel 1993 dall’allora cardinal Joseph Ratzinger, è che il sentimento dominante della spiritualità non deve essere un rattristato senso di colpa verso Dio, bensì un positivo senso di riconoscenza verso il cosmo. Si tratta di un mutamento di paradigma paragonabile a una vera e propria “rivoluzione copernicana della religione”.

A seguire è prevista una cena a buffet offerta dai volontari di “Fiumi d’Acqua Viva” per allietare i partecipanti e festeggiare la chiusura dell’anno sociale.

Info
3487453594 (Claudio)
3293276430 (Marta)
fiumidacquaviva@gmail.com

Scarica qui il volantino dell’iniziativa