Saluto del Presidente Cardone ai partecipanti del Convegno “Sessualità e Famiglia”

Firenze, 30 marzo 2012

Abbiamo voluto questo incontro in quanto ci rendiamo conto di quanto poco si faccia per accompagnare le persone, sopratutto i ragazzi adolescenti  ma non solo, nel percorso di scoperta della propria sessualità e che, quando tale scoperta “vira” verso una affettività di tipo omosessuale, essa costituisce problema.
Purtroppo quando ho scritto queste poche righe avevo appena saputo della morte a Santiago del Chile del ventiquattrenne omosessuale barbaramente torturato da un gruppo di neonazisti, anch’essi ragazzi, avendo tra i 19 e i 26 anni. Ciò mi ha fatto pensare: che razza di educazione possono aver dato i genitori di quei ragazzi, gli assalitori? Come li hanno educati al rispetto della propria e dell’altrui sessualità? Dobbiamo riflettere su quanto sia importante l’educare in particolar modo le giovani generazioni, e quale enorme responsabilità abbiano i genitori e le istituzioni che, con essi sovrintendono alla crescita ed alla formaione delle persone; solitamente tali istituzioni sono sopratutto le chiese e le scuole.
Per riuscire in questo compito è bene domandarsi: perchè c’è tanta difficoltà, nella società, all’interno delle famiglie a toccare un tema personale sì, ma che quindi richiede anche una maggiore attenzione, quale è quello della sfera affettiva; affettiva, devo precisarlo con forza, poichè ciò che, generalmente porta una persona a definirsi etero o omosessuale non è tanto la scelta di eventualmente occasionali compagni di letto, ma  è la consapevolezza di innamorarsi di una persona del proprio o dell’opposto sesso.
In questo percorso è doveroso sottolineare che la famiglia non è un’entità granitica modellata sempre con le stesse modalità: Vi sono famigli composte da due genitori di sesso diverso e uno o più figli o figlie, famiglie monogenitoriali, allargate ai nonni o costituite da nonni e nipoti, famiglie separate o con genitori divorziati, famiglie con figli adottivi, con figli etero ed omosessuali, oppure con uno o alvolta entrambi i genitori omosessuali.
Riguardo a questi ultimi, ci domandiamo come si possa agire quando, in un periodo semprte difficile quale è l’adolescenza, si viene, da parte del figlio a fare i conti con la scoperta dell’affettività “diversa” del proprio genitore; non siamo qui però per dare ricette o peggio ancora per giudicare il vissuto e le scelte delle persone, siamo qui per dare, per quel che ci consentono le nostre possibilità, voce a queste storie.
Come cristiani, infine, siamo chiamati a svolgere un duplice compito: accompagnare nei propri percorsi i nostri fratelli e sorelle e impegnarci per dar loro voce e perchè la vita e le scelte legittime e basate sull’amore di chiunque, abbiano il giusto spazio nelle nostre chiese e nella società civile.
E’ questo il nostro compito principale e a tale compito cercheremo di non venire mai meno, con l’aiuto di Dio. Grazie.

Claudio Cardone

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Pubblicato il 3 aprile 2012, in Associazione, Chiesa cattolica, Chiesa valdese, cristiani, firenze, gay, Omosessualità, Teologia con tag , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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