L’Evangelo, Parola che libera

Discorso del Presidente Cardone in occasione della Conferenza “Unioni Civili e Benedizione delle coppie omosessuali”

Buonasera e benvenuti alla conferenza “Unioni Civili e Benedizione delle coppie Omosessuali”. Vi dò il benvenuto a nome dell’Associazione “Fiumi d’acqua viva – Evangelici su Fede ed omosessualità” che ha organizzato quest’incontro. Desidero ringraziare innanzi tutto l’Sms Andrea del Sarto per l’ospitalità e voi tutti per la vostra presenza stasera.
Un grazie va anche ai nostri ospiti,  all’On. Valdo Spini, che ha gentilmente accettato di fungere da moderatore di questo dibattito, l’On Giovanni Bachelet, Deputato del Partito Democratico; il Dott. Marco Carraresi, Consigliere Regionale della Toscana, dell’UDC e il Decano della Facoltà Valdese di Teologia, Prof. Yann Redaliè, Ordinario di Nuovo Testamento. Vi devo purtroppo informare che il Prof. Giovanni Sole, all’ultimo momento, non ha potuto prender parte a questo incontro, ma ci manda i suoi saluti e l’auspicio che possa essere una serata ben spesa. Era nelle nostre intenzioni invitare anche un teologo o comunque un rappresentante della Chiesa Cattolica Romana affinchè sostenesse le tesi ufficiali di quest’ultima, ma purtroppo, non abbiamo trovato nessuno di disponibile a venire a questo incontro. Confido che il Prof. Redaliè, in quanto relatore “teologico” e il Dott. Carraresi, come rappresentante del Cattolicesimo, possano, per quanto gli sarà possibile, colmare questa lacuna di cui ci dispiace sinceramente.
L’associazione di cui sono presidente è un’associazione cristiana, vicina alle realtà protestanti italiane, in particolare alla Chiesa Valdese, il cui scopo è promuovere parità ed uguaglianza tra tutte le persone, senza distinzioni di nazionalità, confessione religiosa, identità di genere o orientamento affettivo, uguaglianza da realizzarsi nella società e, nel caso specifico e in particolare, nelle chiese. Ma oltre a questo, principalmente, la motivazione che sottende a tutto il nostro agire, è, ci tengo a sottolinearlo, l’annunzio dell’Evangelo.
Perchè dunque, una realtà come la nostra si è fatta promotrice di questa serata? Per noi cristiani la parola dell’Evangelo è parola che libera: libera dalle nostre paure, dai nostri sensi di colpa e sensazioni di inadeguatezza, dal credere che le nostre specifiche diversità siano un qualcosa di cui vergognarsi piuttosto che un arricchimento.
La libertà dell’Evangelo non significa però che siamo liberi di fare tutto quel che vogliamo ma che possiamo sognare il sogno stesso di DIO: felicità e armonia fra tutte le creature e PER tutte le creature. E’ il mondo perfetto descritto allegoricamente nel libro della Genesi, che non si realizza a causa della limitatezza umana. Secondo la visione cristiana è possibile però avvicinarsi a questo ideale collaborando ad una nuova creazione, instaurando nuove e migliori relazioni fra gli essere umani e con il resto del creato e, sopratutto, attraverso la realizzazione piena di ogni singolo essere umano.
Questa è, almeno dal nostro punto di vista, la sostanza del messaggio “etico” di Cristo, del suo messaggio d’amore. La tensione verso questo risultato comporta uno sforzo che chiunque ha il dovere di compiere, ma che per le persone omosessuali e per tutti coloro che non corrispondono alla comune definizione di normalità, ha un costo altissimo. Infatti perché ognuno possa realizzarsi vi sono degli ostacoli costruiti non solo dalla nostra natura di esseri imperfetti e ,per i credenti, anche di peccatori, ma anche dalle scelte, i condizionamenti culturali, sociali e religiosi a cui l’uomo è sottoposto. Nello specifico alcune persone, gli omosessuali, incontrano maggiori ostacoli poiché nell’affetto più importante, il rapporto d’amore con un’altra persona, i condizionamenti a cui ho accennato talvolta impediscono a queste persone persino di dichiarare a se stesse con serenità la loro condizione.
Per questo il riconoscimento pubblico delle coppie omosessuali ha un’importanza grandissima: consentirebbe infatti almeno in parte il superamento di quelle barriere socio-culturali che obbligano molti omosessuali ad una vita di sofferenza interiore o comunque di disagio a vari livelli, e incide non di rado anche sul loro rapporto di coppia.
Di questo quindi dobbiamo e vogliamo stasera parlare: siamo disposti a rimuovere questi ostacoli? Si, no, e perché?
Prima di iniziare il nostro lavoro questa sera desidero invocare per noi la benedizione del Signore: possa Egli benedirci, a Lui chiediamo di poter tornare a casa con un “cuore nuovo”, per essere strumenti attraverso cui tentare di realizzare il Suo stesso sogno. “Cieli nuovi e terra nuova, dove abiti la giustizia”

Seguirà a breve un resoconto giornalistico e le foto della serata

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Pubblicato il 20 maggio 2011, in Altre chiese, Associazione, Chiesa battista, Chiesa cattolica, Chiesa valdese, firenze, gay, Italia, News, Teologia con tag , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

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