Fraternità e condivisione

Cronaca della due giorni di Casa Cares

Si è svolto a Reggello (Firenze) il 17 e il 18 aprile scorsi, nella splendida cornice di Casa Cares, il I ritiro-convegno dell’Associazione “Fiumi d’acqua viva – Evangelici su Fede e Omosessualità”. Il tema proposto dalla Segreteria dell’Associazione era “Dove andrai tu, andrò anch’io: omoaffettività e benedizioni delle coppie dello stesso sesso” e l’evento ha visto accorrere numerosi partecipanti omo ed eterosessuali, soprattutto dal nord e dal centro Italia e con una significativa presenza dalla Sardegna, realtà territoriale dove non esistono gruppi o associazione di omosessuali credenti e dove il movimento GLBT è molto limitato.
Il pomeriggio del sabato ha espresso principalmente le relazioni dei tre ospiti: il pastore e teologo valdese Fulvio Ferrario (docente di teologia sistematica alla Facoltà valdese di Teologia di Roma) ha cercato di dare un inquadramento sistematico all’omoaffettiva rispetto alla teologia cristiana. Ferrario, pur dichiarandosi non specialista della materia, ci ha offerto degli ottimi spunti di riflessione: demolendo il concetto di teologia “naturale” tanto cara al Vaticano, ha richiamato gli scritti di Tommaso d’Aquino e dei Padri della Chiesa definendo paradossale e incomprensibile la scelta etica della Chiesa cattolica proprio alla luce degli stessi fondamenti della teologia cattolica ed è poi passato ad illustrare sia le posizioni delle chiese protestanti in Italia che una breve ermeneutica biblica spiegando come non si possa ricavare un’etica attuale dalla lettura letteralistica dei versetti della Scrittura senza correre il rischio di essere ideologici e di forzare la Bibbia stessa in una direzione o in un’altra. Il professor Ferrario si è poi dichiarato favorevole alle benedizioni delle coppie omosessuali nelle chiese valdesi proponendo un percorso “dal basso”: prima una concordata sperimentazione di alcuni anni nelle comunità locali a cui dovrebbe seguire un dibattito sinodale sulla base delle esperienze comunitarie.
Il teologo episcopale Gianluigi Gugliermetto è invece entrato, con la sua relazione, nello specifico liturgico delle benedizioni di coppie dello stesso sesso, facendo un’ampia disamina storica sulle benedizioni “di amicizia” nella chiesa antica e in modo particolare in quella orientale e facendo presente gli ultimi studi in materia. Si è poi spostato sulla descrizione delle benedizioni che vengono praticate nella chiesa episcopale degli Stati Uniti, da cui proviene, illustrando anche le molteplici liturgie adottate e proponendo alcune idee anche per la realtà italiana.
Infine, reduce da uno sfibrante viaggio di oltre dieci ore, è intervenuto don Franco Barbero che ci ha parlato della sua esperienza pastorale quarantennale con le persone omosessuali e transessuali facendo la storia del suo personale percorso e raccontando l’esperienza di decine di coppie gay e lesbiche che ha personalmente benedetto e di cui ha liturgicamente riconosciuto l’unione sottolineando la grande libertà e pluralità dei riti e delle esperienze fatte. Al termine di ogni intervento il pubblico è intervenuto con riflessioni e domande. Prossimamente su questo sito saranno disponibili le trascrizioni degli interventi.
Dopo la cena, le attività del sabato sono proseguite con una preghiera multimediale preparata dai volontari di “Fiumi d’acqua viva”: il filo conduttore è stato il capitolo 15 del Vangelo di Giovanni, letto in tre riprese, testo dal forte impatto simbolico che ha permesso di ragionare sul concetto profondo di agape, l’amore cristiano nel dono incondizionato di sè. Le varie parti della liturgia sono state intermezzate da brani musicali contemporanei reputati significativi: Elisa, De Andrè, Sigur Ros, U2 e Guccini gli autori prescelti. Un lungo momento di meditazione ha preceduto la condivisione dei pensieri e delle esperienze e a detta di molti intervenuti è stato il momento più emozionante della due giorni, molte persone si sono aperte completamente nel loro vissuto, nelle loro gioie e nei loro dolori e dopo ogni intervento veniva accesa una candela al centro della sala.
La mattina della domenica, dopo la colazione, il culto è stato anticipato di tre quarti d’ora per permettere a don Franco Barbero di poter partire alla volta di Parigi dove era atteso in un convegno di teologi: un culto evangelico ma sentito come momento di autentico ecumenismo dove agli inni protestanti si sono innestati canti della tradizione cattolica e lo stesso don Barbero ha intonato la preghiera d’intercessione. Andrea Panerini ha predicato sul capitolo 10 del Vangelo di Giovanni (“il Buon Pastore”) richiamando l’attenzione sulla pienezza del Dio vivente che si rivela sulla croce, esponendo il pericolo per molti predicatori di una eccessiva presunzione nel richiamarsi a questo brano biblico, ricordando la figura umile del pastore Tullio Vinay, Giusto tra le Nazioni per aver salvato decine di ebrei a Firenze durante l’ultima guerra mondiale e anticipatore del movimento ecumenico e ha concluso esortando ad accettare di essere amati da Dio: un concetto sempre più difficile nel peregrinare dell’uomo contemporaneo. Anche la celebrazione della Santa Cena è stata un momento di grande intensità e ha espresso la granda fratellanza che ha accumunato i partecipanti nelle poche ore di convivenza nel nome di Cristo.
Dopo il culto la discussione sui temi trattati nelle relazioni del sabato si è spostata nel porticato esterno di Casa Cares, approfittando del sole primaverile e ai temi teologici ed ecclesiologici si sono aggiunti anche quelli politici e di vita quotidiana e si è anche discusso, approfittando della presenza di alcuni fratelli di gruppi di omosessuali credenti, dell’attuale situazione in Italia di queste realtà su cui l’Associazione ospitante nutre alcune riserve e perplessità ma è anche animata da voglia di collaborazione e di unità nel rispetto delle diversità e delle peculiarità di ciascuno.
Il pranzo, dentro un’atmosfera mista di grande allegria ma anche di tristezza per la separazione che subito dopo avrebbe significato, ha concluso i lavori di questa due giorni che non ha preteso di dare risposte definitive ma che ha messo, nel suo piccolo, un nuovo tassello nel dibattito sui temi trattati e in primo luogo è stata una esperienza comunitaria trasformante.
Qui è possibile scaricare i materiali già disponibili sul ritiro-convegno.

(foto Wa.Pa)

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Pubblicato il 19 aprile 2010, in Altre chiese, Associazione, Chiesa cattolica, Chiesa valdese, firenze, Italia, Omosessualità, Teologia, Testimonianze con tag , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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